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	<title>Il Post » Italia</title>
	
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		<title>Costa Concordia, le notizie di oggi</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Al momento non si riscontrano fenomeni significativi di inquinamento dell'acqua del mare", dice l'agenzia per la protezione ambientale sulla situazione al Giglio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ARPAT, l&#8217;Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, <a href="http://www.arpat.toscana.it/attivita/supporto-tecnico-scientifico/emergenze-ambientali/naufragio-nave-costa-concordia/dati-monitoraggio/monitoraggio-costa-concordia-aggiornamento-del-9-febbraio">ha diffuso</a> i risultati dei campionamenti effettuati il 6 febbraio sulle acque intorno all&#8217;isola del Giglio, tutti tranne quelli delle analisi batteriologiche che richiedono tempi più lunghi. Le quantità di idrocarburi, solventi e tensioattivi presenti nell&#8217;area intorno alla Concordia sono &#8220;inferiori alle soglie di rilevabilità analitica&#8221;. &#8220;Si registra&#8221;, si legge, &#8220;un leggero incremento del parametro azoto totale e carbonio totale in corrispondenza della poppa della nave&#8221;. Conclusione: &#8220;Al momento non si riscontrano fenomeni significativi di inquinamento dell&#8217;acqua del mare. Alcune modeste anomalie riscontrate nel corso degli ultimi giorni hanno  per il momento un carattere temporaneo&#8221;.</p>
<p>Intanto le autorità stanno cercando di portare avanti in qualche modo le operazioni intorno alla nave nonostante il maltempo. Ieri per esempio i tecnici della <a href="http://www.ilpost.it/2012/01/26/smit-concordia/">Smit-Neri</a>, la società olandese che si occuperà di recuperare il carburante e rimuovere la nave, sono riusciti a riposizionare e a sostituire i cosiddetti &#8220;corpi morti&#8221;, indispensabili per ancorare le panne galleggianti di contenimento intorno alla nave.</p>
<p>Ieri il ministro dell&#8217;Ambiente Clini, ascoltato dal Senato, ha detto che le grandi navi da crociera non entreranno più nella Laguna di Venezia e nel Bacino di San Marco: la questione era stata nuovamente sollevata dal naufragio della Concordia. Le navi faranno scalo a una &#8220;stazione marittima appena fuori il lido di Venezia, nella zona di Pellestrina, dove è stata realizzata un&#8217;infrastruttura importante in cemento armato per il montaggio delle paratie del Mose&#8221;. Il ministero dell&#8217;Ambiente sta lavorando insieme al ministero dell&#8217;Infrastrutture a un decreto sulle cosiddette &#8220;rotte sensibili&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><small>foto: FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images</small></p>
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		<title>Quelli che se ne vanno</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 22:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al contrario di quel che sostiene il ministro Cancellieri, negli ultimi dieci anni è ricominciata una gigantesca emigrazione dal Sud: lo dicono i dati]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra tutte le freddure e le dichiarazioni “ebbre” dei membri del governo sui giovani e il lavoro, questa del ministro Cancellieri sul “posto fisso vicino a mammà” lascia davvero stupefatti. Va bene che s’occupa d’altro (fino a un certo punto…), ma troppo si è allontanata dalla realtà. Nel caso particolare di Cancellieri, infatti, la distanza delle parole del governo dal modo offeso in cui vive la maggioranza della popolazione giovanile si può facilmente misurare in numeri: quelli dell’emigrazione giovanile, su cui da anni lavora la <a href="http://www.amazon.it/Lemigrazione-meridionale-Imerese-generazione-sequestro/dp/8876153888">SVIMEZ</a>, l&#8217;Associazione per lo sviluppo dell&#8217;industria nel Mezzogiorno, finché i tagli al finanziamento pubblico non le faranno chiudere bottega, e su cui <a href="http://www.amazon.it/Lemigrazione-meridionale-Imerese-generazione-sequestro/dp/8876153888">altrove si è riflettuto</a>.</p>
<p>Le statistiche sono arrivate molto dopo a cogliere un fenomeno che nel Mezzogiorno, sul finire degli anni Novanta, tornava a essere storia comune, nell’indifferenza dell’opinione pubblica che conta. Richiamare i numeri può essere utile, non solo perché sono stati un po’ stravolti nella polemica pubblica di questi giorni, ma perché ci aiutano, più delle storie di molti di noi giovani meridionali, a parlarne fuori da una retorica d’emigrazione spesso fuori luogo e a non eccitare ulteriormente le nonne e le mamme del Sud i cui figli sono ripartiti in massa.</p>
<p><strong>I numeri delle “nuove” emigrazioni</strong><br />
L’<a href="http://www.ilpost.it/2012/01/13/disoccupazione-sud-provenzano/">arretramento economico e sociale del Sud</a>, in un complicato viluppo di causa ed effetto, si avvita nella spirale demografica negativa, caratterizzata dal mancato afflusso migratorio (nonostante le tragedie mediterranee e l’orrore di Lampedusa), dal brusco calo del tasso di natalità, e dai flussi migratori verso il Centro-Nord e verso l’estero. Le previsioni più recenti della SVIMEZ dicono che <em>nei prossimi vent’anni l’area perderà quasi un giovane su quattro</em>, e se si estende ancora l’orizzonte, <em>prima della metà del secolo, gli under 30 nelle regioni meridionali si ridurranno di due milioni</em>. Così il Sud diventerà sempre più spopolato (come già accade a molti paesi dell’entroterra siciliano o calabrese), povero e anziano, socialmente ed economicamente più dipendente dal Nord.</p>
<p>Negli ultimi dieci anni, senza che il ministro-prefetto se ne accorgesse, è ripreso l’esodo dal Sud. </p>
<p>L’emigrazione ha riguardato una massa enorme di persone che hanno trasferito la residenza o che, mantenendola nelle regioni di origine, svolgono attività lavorative altrove, e che solo gli eufemismi statistici possono definire “pendolari di lungo raggio”: sono i “nuovi” emigranti, solo più precari degli altri. Ad andarsene sono stati soprattutto i giovani più dinamici e qualificati in cerca di quelle opportunità di formazione e professionali che al Sud scarseggiano o che generalmente non sono all’altezza delle competenze e delle legittime ambizioni o aspettative maturate nei percorsi di istruzione.</p>
<p>Per la SVIMEZ, dal 2000 al 2010, si sono trasferiti dal Mezzogiorno circa 1.350.000 persone: il saldo negativo è di 630 mila. Nel saldo, la percentuale di popolazione con un’età compresa tra i 15-34 anni è intorno al 70 per cento: si stima dunque che <em>in dieci anni circa 450 mila giovani hanno definitivamente abbandonato il Sud</em>. Nel solo 2010 (ultimo anno per cui sono disponibili dati completi) i trasferimenti di residenza sono stati 114 mila (8 mila in meno rispetto al 2008), mentre lo stock di “emigranti precari” (pendolari di lungo raggio) è sceso a 134 mila unità (nel 2008 era 173 mila).</p>
<p>Il calo recente non è la tendenza “virtuosa” di uno sviluppo che ha aperto nuove opportunità, ma solo un effetto della congiuntura negativa. Il peggior andamento dell’occupazione giovanile al Centro-Nord sembra restringere la “valvola di sfogo” della fuoriuscita migratoria e allargare per il resto del Paese le maglie dell’emigrazione verso l’estero. Nel 2010 sono stati circa 40 mila i trasferimenti di residenza verso l’estero, e dal Sud, per motivi di lavoro, “pendolano” dalla Germania o dall’Inghilterra, oltre 13 mila persone, quasi tutti giovani.</p>
<p>L’annosa questione dell’emigrazione – che nei primi anni Sessanta, in un quadro di espansione demografica, toccò il suo massimo con un esodo annuale di trecento mila persone (più o meno come in un’istantanea del 2008, se si leggono i dati) – su sui si misuravano i classici del meridionalismo, un tempo meritava non solo l’attenzione dell’intera cultura nazionale (Rocco e i suoi fratelli è del 1960) e della politica, si presume a partire proprio dai ministri dell’Interno.</p>
<p><strong>Perché bisogna parlare del <em>brain drain</em></strong><br />
Eppure oggi, nonostante la crisi dell’intero Paese, l&#8217;emigrazione persiste in tutta la sua rilevanza. Non solo, ma l’effetto più significativo è la ridefinizione della struttura interna alla “nuova” emigrazione, che diventa assai più “selettiva”, con il costante aumento relativo della componente più qualificata: tra i “pendolari”, l’incidenza dei laureati è aumentata rispetto al 2008 (raggiungendo, in valore assoluto, le oltre 40 mila unità); a essi si aggiungono circa altri 18 mila laureati meridionali che ogni anno spostano la residenza al Centro-Nord (il 93 per cento) o all’estero (7 per cento). <em>Nel 2010, se volessimo dare un’istantanea, si sono spostati per motivi di lavoro circa 60 mila laureati: l’esercito dei “fuoriusciti”.</em></p>
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		<title>Costa Concordia, le notizie di oggi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 19:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I lavori per lo svuotamento dei serbatoi della nave vanno molto a rilento e sono più complicati del previsto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>17,44</strong>. «Siamo molto preoccupati per i rinvii» ha detto il ministro Clini sullo svuotamento dei serbatori, aggiungendo che «per legge fisica il rischio di collassamento è abbastanza concreto»</p>
<p><strong>17,00.</strong>  Dal 13 gennaio a oggi, in 26 giorni, il relitto della Costa Concordia si è spostato di 60 centimetri verso il mare aperto.</p>
<p>A causa del brutto tempo e della posizione del relitto, continuano a rilento le operazioni per vuotare i serbatoi della Costa Concordia, la nave da crociera della Costa Crociera arenata a pochi metri di distanza dalle coste dell&#8217;isola del Giglio. I tecnici della SMIT Salvage devono installare ancora tre valvole sui serbatoi della nave: hanno la funzione di consentire l&#8217;estrazione in sicurezza del carburante, riducendo le possibilità di pericolose perdite in mare. I tecnici sono, però, costretti a lavorare in una posizione poco accessibile e questo contribuisce a ritardare i lavori di installazione delle valvole.</p>
<p><strong>- <a href="http://www.ilpost.it/tag/foto-costa-concordia/">Tutte le foto del Post sul naufragio della Concordia</a></strong></p>
<p>L&#8217;intervento, <a href="http://www.lanazione.it/cronaca/2012/02/08/665130-schettino-domiciliari-concordia-naufragio-riesame.shtml">spiegano</a> sulla <em>Nazione</em>, deve essere effettuato nella parte dei serbatoi a contatto con il fondale di granito su cui poggia lo scafo della Costa Concordia. Per poterlo fare sono necessarie condizioni meteo buone e mare calmo, cosa che non si è ancora verificata e che contribuisce ai ritardi nei lavori di messa in sicurezza.</p>
<p>Sul fronte giudiziario, il Tribunale del riesame ha confermato i domiciliari per Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia. La decisione dei giudici ha in un certo senso soddisfatto entrambe le parti: la difesa aveva chiesto la revoca dei domiciliari, mentre la Procura di Grosseto voleva maggiori restrizioni e per questo motivo aveva richiesto il ritorno in carcere di Schettino.</p>
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		<title>Acqua pubblica, a che punto siamo</title>
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		<comments>http://www.ilpost.it/2012/02/07/referendum-acqua-pubblica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 22:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[referendum 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché sette mesi dopo i referendum non è (ancora) cambiato niente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 12 e 13 giugno 2011 26 milioni di italiani hanno votato Sì <a href="http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=F&amp;dtel=12/06/2011&amp;tpa=Y&amp;tpe=A&amp;lev0=0&amp;levsut0=0&amp;es0=S&amp;ms=S" target="_blank">a due referendum</a> a favore di quello che i promotori hanno definito <a href="http://www.referendumacqua.it/" target="_blank">&#8220;l&#8217;acqua come bene comune&#8221;</a>. Il primo referendum chiedeva della possibile privatizzazione della gestione dell&#8217;acqua o, per meglio dire, dei servizi idrici. Il secondo referendum chiedeva se abrogare la remunerazione del capitale investito dal gestore del servizio idrico, prevista fino a un massimo del 7 per cento e senza obbligo di reinvestire denaro nel miglioramento della qualità del servizio. Come si era già <a href="http://www.ilpost.it/2011/06/03/guida-ai-referendum-abrogativi/" target="_blank">spiegato</a> in quei giorni, in realtà l&#8217;acqua era già un bene comune non alienabile, non vendibile né privatizzabile: lo era prima del referendum e lo è rimasta anche dopo, in seguito a quanto <a href="http://www.softwareparadiso.it/studio/art-beni.htm#Art.822" target="_blank">stabilito</a> dagli artt. 822 e 823 del Codice Civile e <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl2.htm" target="_blank">ribadito</a> dall&#8217;art. 144 del DLgs. 152/06. Lo stesso vale per gli acquedotti: erano pubblici e rimangono pubblici.</p>
<p>Il primo quesito referendario, abrogando l&#8217;art. 23 bis del cosiddetto <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm" target="_blank">decreto Ronchi</a>, ha stabilito che l&#8217;affidamento della gestione del servizio idrico &#8211; la riparazione dei tubi, la manutenzione delle fogne, la riscossione della tariffa di consumo, eccetera &#8211; non deve avvenire più tramite gara pubblica, evitabile solo con la cessione di una quota dell&#8217;azienda affidataria a un soggetto privato, ma può avvenire anche direttamente a una azienda pubblica, il cosiddetto affidamento <em>in-house</em>.</p>
<p>Il secondo quesito referendario ha abrogato un solo comma del decreto legislativo 152/06, quello che prevedeva tra le componenti della tariffa corrisposta per l&#8217;erogazione dell&#8217;acqua anche &#8220;l&#8217;adeguatezza della remunerazione del capitale investito&#8221;. Sull&#8217;acqua non bisognava fare profitto, fu spiegato. Uno dei problemi è che il contenuto del comma abrogato è <a href="http://www.francescocosta.net/2011/06/17/been-there-done-that/" target="_blank">riportato identico</a> all&#8217;art. 117 del Testo Unico sugli Enti Locali, il DLgs. 267/00, proprio quando si parla di calcolo delle tariffe. E anche per questo motivo, sette mesi dopo i referendum sull&#8217;acqua, non è ancora cambiato niente.</p>
<p>Come fatto notare da qualcuno nei giorni del referendum, la remunerazione del capitale in misura fissa del 7 per cento fu introdotta da Antonio Di Pietro, uno dei principali sostenitori dei referendum, quando da ministro dei Lavori Pubblici emanò il DM 01/08/96 [<a href="http://www.ato-bo.it/atoStore/File/Normativa/DM_1-8-96.pdf" target="_blank">pdf</a>] “per la definizione delle componenti di costo e la determinazione della tariffa di riferimento del servizio idrico integrato”. Un altro politico in prima fila nella campagna per i referendum sull&#8217;acqua, Nichi Vendola, presidente della Puglia, <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/politica/2011/27-giugno-2011/nessun-taglio-bollette-acquavendola-cancella-referendum-tariffe-190961546847.shtml" target="_blank">aveva spiegato</a> poco dopo il voto che non avrebbe abbassato la tariffa perché era “indispensabile fare i conti con la realtà” e quel 7 per cento era necessario per coprire il costo dei debiti contratti per realizzare gli investimenti sulla rete. Nelle ultime settimane Vendola <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2012/16-gennaio-2012/vendola-ci-ripensa-annunciaora-l-acqua-costera-meno-1902878454046.shtml" target="_blank">sta comunque cercando</a> di introdurre agevolazioni fiscali volte ad abbassare le tariffe.</p>
<p>Questo succede perché l&#8217;abrogazione, così come avvenuta, ha lasciato un vuoto normativo: non è chiaro ora come regolarsi per l&#8217;affidamento del servizio idrico e per il calcolo delle tariffe. Fino a questo momento diverse amministrazioni hanno deciso, nell&#8217;incertezza normativa, <a href="http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana/acque-s.p.a.-gestore-unico-fino-al-2026.-federconsumatori-ricorre-al-tar" target="_blank">di prolungare l&#8217;affidamento delle risorse idriche alle aziende che lo gestivano</a>, con tanto di ricorsi e proteste per un atto lecito ma politicamente controverso.</p>
<p>L&#8217;attesa di un cambiamento rimasta delusa ha fatto nascere tra i comitati referendari una<a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/" target="_blank">&#8220;campagna di obbedienza civile&#8221;</a> che prevede un ricalcolo soggettivo della tariffa, decurtando la famigerata remunerazione del capitale, al momento non previsto da alcun gestore del servizio idrico in Italia: un invito a fare volontariamente quello che l&#8217;attuale quadro normativo non obbliga a fare. Alcuni consigli comunali, per esempio quello di Firenze, hanno approvato mozioni che impegnano l&#8217;amministrazione a richiedere all&#8217;ATO &#8211; l&#8217;Ambito Territoriale Ottimale, che assegna la gestione &#8211; di adeguare la tariffa del servizio idrico all&#8217;esito referendario abrogando il 7 per cento di remunerazione garantita del capitale investito. Si tratta tuttavia di una richiesta al momento impossibile.</p>
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		<title>L’emergenza gas è una cosa seria?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 22:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è il panico che si legge in giro, ma vi spieghiamo bene come funzionano, dove arrivano e cosa succede alle forniture del gas con cui ci scaldiamo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A causa del freddo intenso degli ultimi giorni, sono aumentati sensibilmente i consumi di gas per il riscaldamento delle abitazioni e degli uffici. Ieri sono stati <a href="http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITL5E8D63HK20120206">consumati</a> 452 milioni di metri cubi di gas, una quantità enorme a un passo dal record del 17 dicembre 2010, quando furono 459. Maggiori consumi comportano la necessità di ottenere più quantità di gas, perché l&#8217;Italia ne produce pochissimo ed è costretta a importarne dall&#8217;estero la maggior parte. Agli attuali ritmi, spiegano gli esperti, la situazione dovrebbe rimanere critica ma gestibile, a patto che le forniture via mare e metanodotti proseguano regolarmente senza intoppi.</p>
<p><strong>Rete gas</strong><br />
Il gas in Italia arriva principalmente attraverso i gasdotti, cioè attraverso una rete estesissima di tubi provenienti dai principali produttori esteri che confluiscono nei centri di raccolta e ridistribuzione sul nostro territorio nazionale. Si <a href="http://www.corriere.it/economia/12_febbraio_07/quanto-costa-l-emergenza-stefano-agnoli_61516eb0-5168-11e1-bb26-b734ef1e73a5.shtml">stima</a> che l&#8217;85 &#8211; 90 per cento dei circa 80 miliardi di metri cubi annui di gas importato sia trasportato attraverso i gasdotti. I principali punti di ingresso sono sostanzialmente quattro: al nord ci sono quelli del Passo Gries (Svizzera), per il gas proveniente da paesi come l&#8217;Olanda e la Norvegia, e di Tarvisio (Udine) per il gas dalla Russia; a sud ci sono quelli di Mazara del Vallo (Trapani) per il gas algerino e di Gela (Caltanissetta) per il gas libico. Il restante 15 &#8211; 10 per cento di gas viene importato allo stato liquido via mare su apposite navi cisterna, che lo scaricano presso i due rigassificatori attivi nei pressi di Rovigo e La Spezia. In queste strutture il gas torna in forma gassosa e successivamente immesso nella rete di distribuzione.</p>
<p><strong>Dipendenza</strong><br />
L&#8217;Italia è altamente dipendente dall&#8217;estero per il gas non solo perché ne produce poco, ma anche perché lo utilizza come principale fonte energetica per le proprie attività (40 per cento). Per l&#8217;energia dipendiamo al 90 per cento dall&#8217;estero. I dati forniti dall&#8217;Autorità per l&#8217;energia elettrica e il gas, riferiti al 2010, <a href="http://www.autorita.energia.it/it/dati/int03.htm">parlano chiaro</a>: la domanda all&#8217;epoca è stata pari a 83 miliardi di metri cubi di gas, ma il nostro paese da solo è stato in grado di produrne solamente un decimo. Circa 74,7 miliardi di metri cubi di gas sono stati importati per soddisfare la domanda. Anche altri paesi mantengono una certa dipendenza dal gas, la Germania, per esempio, nel 2010 ha avuto una domanda di 96,7 miliardi di metri cubi e ne ha dovuti importare 84,1. Nel complesso è la stessa Europa dei 27 ad avere un estremo bisogno di gas: su una domanda complessiva di 538,3 miliardi di metri cubi di gas, nel 2010 ne ha prodotti circa 200 miliardi, dovendo importare le quote restanti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-423273" title="graficogas" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/graficogas.png" alt="" width="760" height="451" /></p>
<p><strong>Le quote estere</strong><br />
Dall&#8217;Algeria l&#8217;Italia importa la quota più significativa di gas: circa 28 miliardi di metri cubi all&#8217;anno sia attraverso gasdotto sia con il sistema delle navi cisterna e dei rigassificatori. Dalla Russia arrivano le seconde forniture più importanti per quantità annua pari a 22,5 miliardi di metri cubi di gas. Dal Nord Europa vengono importati mediamente 7,8 miliardi di metri cubi di gas all&#8217;anno, mentre dalla Libia 9,4. Infine, via nave arrivano forniture anche dal Qatar per circa 7,1 miliardi di metri cubi.</p>
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		<title>Against l’articolo 18</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 18]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Matthew Melchiorre]]></category>
		<category><![CDATA[wall street journal]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo del Wall Street Journal riassume le opinioni di chi pensa che sia un guaio per gli italiani piuttosto che una difesa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Wall Street Journal ha pubblicato oggi <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204369404577206512477628178.html?mod=googlenews_wsj">un&#8217;analisi</a> firmata da Matthew Melchiorre, ricercatore e analista del <em>Competitive Enterprise Institute</em>, un think tank americano di orientamento liberista, sulla discussione in corso in Italia sul mercato del lavoro e in particolare sulla questione dell&#8217;articolo 18. La provenienza &#8220;ideologica&#8221; dell&#8217;articolo, scritto da un analista liberista su un giornale di orientamento liberista, è particolarmente definita, ma non rende meno interessanti le considerazioni (in passato sono stati di provenienza &#8220;liberista&#8221; molti pesantissimi attacchi di testate come l&#8217;Economist o il Financial Times al centrodestra italiano e al fu PresdelCons, Silvio Berlusconi).</p>
<p><strong>(<a href="http://www.ilpost.it/2011/12/19/che-cose-articolo-18/">Che cos&#8217;è l&#8217;articolo 18</a>)</strong></p>
<p>L&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori si <a href="http://www.ilpost.it/2011/12/19/che-cose-articolo-18/">applica</a> soltanto alle imprese che hanno più di 15 dipendenti e stabilisce l&#8217;annullamento dei licenziamenti avvenuti &#8220;senza giusta causa o un motivo giustificato&#8221;, imponendo al datore di lavoro di restituire in questo caso al dipendente licenziato il suo posto. L’obbligo prevede che vengano ripristinate le condizioni pre-licenziamento, assicurando al lavoratore licenziato lo stesso trattamento economico di cui godeva prima e la medesima posizione, nonché un risarcimento del danno subito. Nel dibattito italiano anche chi spinge per una modifica dell&#8217;articolo 18 non chiede che si renda possibile il licenziamento in assenza di giusta causa &#8211; i licenziamenti discriminatori o per motivi futili &#8211; bensì quelli per &#8220;giustificato motivo oggettivo&#8221;, cioè ragioni economico-organizzative, con i tribunali del lavoro a giudicare sulle controversie relative all&#8217;identificazione e agli eventuali abusi di ogni singolo caso.</p>
<p>Sul Wall Street Journal Melchiorre scrive che l&#8217;articolo 18 &#8220;rende impossibile licenziare anche il più incompetente degli impiegati&#8221; e quindi ha la conseguenza perversa di ottenere ciò che vorrebbe prevenire, la disoccupazione. Melchiorre ricorda <a href="http://www.wikilabour.it/Default.aspx?Page=Licenziamento%20per%20giustificato%20motivo%20oggettivo&amp;AspxAutoDetectCookieSupport=1#Scarso_rendimento_3">quello che dice la legge</a>, cioè che per licenziare un lavoratore bisogna dimostrare non solo &#8220;il mancato raggiungimento degli obiettivi e l’esigibilità della prestazione attesa&#8221; ma anche provare &#8220;la concreta e immotivata negligenza del lavoratore&#8221;. Senza la prova della negligenza &#8220;si presume che l’inadeguatezza della prestazione fornita dipenda da fattori socio-ambientali oppure dall’incidenza dell’organizzazione dell’impresa e, comunque, da fattori non dipendenti dalla volontà del lavoratore&#8221;. Che quindi non viene licenziato, salvo rifiuti deliberatamente di fare il proprio lavoro.</p>
<p>&#8220;Una legge potrebbe essere più vaga di così?&#8221;, chiede retoricamente Melchiorre, che si unisce a chi dice che sia complicatissimo in Italia per un imprenditore licenziare un lavoratore anche molto improduttivo sulla base di quanto dice la legge. Anche perché, aggiunge Melchiorre, i tribunali del lavoro non sono affatto imparziali e nella maggioranza dei casi &#8211; soprattutto nelle regioni con i maggiori tassi di disoccupazione -tendono ad accettare le ragioni dei lavoratori licenziati. &#8220;Con un sistema del genere, sbilanciato contro le imprese, gli imprenditori semplicemente non vogliono assumersi il rischio di assumere nuovi impiegati di cui potrebbero non avere bisogno in futuro&#8221;.</p>
<p>È questo sistema perverso, secondo Melchiorre, a generare i pessimi dati sulla competitività economica dell&#8217;Italia. Un rapporto della Banca Mondiale ha detto che soltanto la Grecia, tra i paesi dell&#8217;OCSE, ha un quadro economico e normativo più respingente e scoraggiante per le imprese di quello italiano. Uno studio di Stefano Scarpetta per l&#8217;OCSE ha mostrato come le aziende italiane aumentino i loro dipendenti del 20 per cento nei primi due anni di vita, contro il 160 per cento negli Stati Uniti.</p>
<blockquote><p>Le leggi italiane sul lavoro favoriscono chi ha già un posto di lavoro alle spese di chi lo cerca. Paradossalmente, poi, queste leggi fanno male anche a chi ha oggi un posto di lavoro e presto dipenderà da chi dovrà pagare la sua pensione: i giovani. Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia si trova stabilmente tra i più alti nell&#8217;Unione Europea. Nel frattempo, in Italia la forza lavoro invecchia anno dopo anno. Dal 2001 al 2010 il numero dei lavoratori tra i 50 e i 70 è aumentato, quello dei lavoratori con meno di 50 anni è diminuito.</p></blockquote>
<p>Melchiorre accusa i sindacati di non essere aperti a discutere nemmeno su piccole modifiche o correzioni dell&#8217;attuale assetto, citando le proteste di piazza seguite nel 2003 alla proposta di Berlusconi di sospendere l&#8217;articolo 18 per quattro anni e le dichiarazioni di aperta contrarietà alla proposta del governo Monti di sospendere l&#8217;articolo 18 per i neo assunti nei primi tre anni di lavoro, nonostante già oggi di fatto la grandissima maggioranza dei neo assunti abbia contratti che non prevedono non solo l&#8217;articolo 18 ma anche diritti basilari come ferie, malattia, maternità &#8211; e siano cancellabili in qualsiasi momento, in quanto a brevissimo termine.</p>
<p>E quindi alla fine le responsabilità sono della politica. Melchiorre dice che fino a questo momento ogni tentativo di riforma si è sempre scontrato con la codardia dei politici italiani che non hanno mai voluto scontrarsi contro i potenti sindacati del paese. &#8220;Monti e Fornero si stanno preparando a una dura battaglia, provando a riformare l&#8217;articolo 18 e le altre arcaiche leggi sul lavoro che hanno zavorrato la crescita italiana per quasi mezzo secolo&#8221;, conclude Melchiorre. &#8220;Incontreranno un&#8217;enorme opposizione e il loro successo è tutto meno che garantito. Ma il solo fatto che loro e molti altri politici italiani stiano parlando di un tema considerato tabù potrebbe finalmente portare al cambiamento di cui l&#8217;Italia ha disperatamente bisogno&#8221;.</p>
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		<title>Costa Concordia, le notizie di oggi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 07:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Schettino resta agli arresti domiciliari, dice il tribunale di Firenze; Gabrielli mette le mani avanti sui tempi di rimozione della nave; Domnica Cemortan attacca i giornali e chi ha dato loro notizie false]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>23.01</strong>. Domnica Cemortan, la venticinquenne moldava a bordo della Costa Concordia la notte del disastro e assai tirata in ballo dai giornali sullo svolgimento dei fatti contestati al capitano Schettino, ha dato un&#8217;intervista a Oggi in cui attacca i media sulle notizie uscite e sembra condividere l&#8217;impressione che queste siano state usate per far pressione su Schettino, come <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/01/costa-concordia-le-ultime-notizie/">scritto</a> la settimana scorsa da due giornalisti del Corriere della Sera.</p>
<blockquote><p>«Non ho mai detto ai magistrati &#8216;Io amo Schettinò. Vorrei capire come può essere uscita un&#8217;informazione del genere. Sono tutte bugie. Non sono stupida. Non sono nata ieri. Quando ho letto ho subito capito quel che sta succedendo. Questa notizia è stata messa in giro apposta per mettere sotto pressione il capitano. Vogliono isolarlo anche all&#8217;interno della sua famiglia. Dicono che hanno trovato un mio bikini nella cabina di Schettino. E il mio bagaglio dov&#8217;è? Non c&#8217;è nient&#8217;altro di mio? Non ci sono pantaloni, non ci sono camice, niente? E no scusate, ci vuole qualcosa di più. Come si può costruire una storia partendo da un bikini? E poi cos&#8217;hanno trovato su questo bikini che permetta di collegarlo a me? C&#8217;era scritto il mio nome, c&#8217;era la mia foto o il mio dna? Qualcuno mi ha detto che i miei vestiti sono sequestrati. Perchè allora i magistrati non mi hanno interrogato su questo? Niente di niente. Quando sono entrata c&#8217;erano tre procuratori più un signore in civile che chiamavano capitano. Quando mi sono seduta davanti a loro un procuratore mi ha detto: &#8216;Non ci interessiamo a questioni personali. Vogliamo sapere quello che tu hai visto e sentito sul ponte&#8217;. E così è stato. Per sei ore ho solo riferito quello che era successo sul ponte la notte del naufragio»</p></blockquote>
<p><strong>16.45</strong> &#8211; L&#8217;avvocato di Francesco Schettino terrà una conferenza stampa alle 19 a Grosseto.</p>
<p><strong>14.40</strong> &#8211; Il tribunale del riesame di Firenze ha respinto le opposte richieste della procura di Grosseto e della difesa (per il carcere la prima, per la revoca degli arresti la seconda) e ha confermato gli arresti domiciliari per Francesco Schettino.</p>
<p><strong>12.55.</strong> &#8211; Gabrielli ha detto durante un&#8217;audizione alla commissione Lavori pubblici del Senato che il tempo di otto-dieci mesi annunciato la settimana passata «è un tempo ottimistico e prevede il sezionamento dello scafo, che è più facile della rimozione. Ma è un dato da prendere con le molle, la situazione è molto complessa, occorre verificare la condizione della fiancata appoggiata sul fondale»</p>
<p style="text-align: center;">*****</p>
<p>Il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ha rinviato a domani l&#8217;incontro previsto per oggi pomeriggio con gli abitanti dell&#8217;isola del Giglio per discutere della rimozione della Costa Concordia.</p>
<p>Le attività per il recupero del carburante, intanto, sono ancora sospese: i venti molto forti per tutta la giornata di ieri hanno impedito la ripresa delle attività subacquee necessarie ad avviare le procedure. Una nota del Commissario delegato per l&#8217;emergenza per il naufragio della nave Costa Concordia comunica che &#8220;prosegue, invece, il monitoraggio dei movimenti della nave gestito dagli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell&#8217;Università di Firenze e l&#8217;attività di monitoraggio ambientale assicurata da Ispra e Arpat&#8221;.</p>
<p><strong>- <a href="http://www.ilpost.it/tag/foto-costa-concordia/">Tutte le foto del Post sul naufragio della Concordia</a></strong></p>
<p>Ieri è stata dichiarata deserta la seduta del consiglio comunale di Meta di Sorrento che avrebbe dovuto formulare, su proposta del centrodestra locale, una mozione a sostegno di iniziative &#8220;per il riscatto e la dignità dell&#8217;immagine dell&#8217;intera comunità locale agli occhi del mondo&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><small>foto: AP Photo/Italian Navy</small></p>
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		<title>Costa Concordia, le notizie di oggi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 20:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tribunale del Riesame deciderà della scarcerazione di Schettino entro giovedì, sui giornali arriva per la prima volta, la lista completa dei passeggeri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>21.o1</strong> &#8211; Dice una nota del commissario per l&#8217;emergenza:</p>
<blockquote><p>«Il previsto rinforzo dei venti atteso nella serata di ieri ha raggiunto l&#8217;Isola del Giglio, impedendo la ripresa delle attività subacquee propedeutiche all&#8217;avvio del defueling del Costa Concordia. Il pontone Meloria, dunque non ha potuto abbandonare il porto»</p></blockquote>
<p><strong>16.04</strong> &#8211; L&#8217;udienza del tribunale del Riesame di Firenze è iniziata intorno alle 11 ed è finita alle 15. La procura di Grosseto chiedeva di mettere nuovamente in carcere il comandante Francesco Schettino, scarcerato il 17 gennaio, oggi ai domiciliari; la difesa di Schettino chiedeva di rimettere in libertà il suo assistito. Il Tribunale si è riservato la decisione e farà conoscere la sentenza entro giovedì 9 febbraio.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p>Il Tribunale del Riesame di Firenze si riunirà decidere oggi cosa fare dei ricorsi presentati dalla procura di Grosseto e dalla difesa del comandante Francesco Schettino, e decidere quindi se questo dovrà tornare in carcere o restare agli arresti domiciliari o tornare in libertà in attesa del processo. Schettino era stato posto dal gip agli arresti domiciliari per il pericolo che scappasse e che cercasse di inquinare le prove, dopo che era stato inizialmente arrestato su disposizione della procura.</p>
<p>Il giudice per le indagini preliminari ha anche disposto un incidente probatorio, cioè l&#8217;assunzione anticipata dei mezzi di prova nelle fasi precedenti il dibattimento: l&#8217;istituto permette durante le indagini, e quindi prima del rinvio a giudizio, di aprire una &#8220;finestra&#8221; dibattimentale durante la quale gli elementi raccolti hanno valore di prova. L&#8217;incidente probatorio viene disposto quando ci sono prove esposte a inquinamento o deterioramento, nonché di lunga e difficile formazione. La prima udienza si terrà il 3 marzo 2012 alle 9.30 al teatro Moderno di Grosseto. Considerato il numero altissimo di persone considerate &#8220;offese&#8221;, il giudice per le indagini preliminari ha dato notizia dell&#8217;udienza con degli avvisi a pagamento pubblicati su molti giornali italiani, oggi. Annunci diretti &#8220;ai passeggeri ed all&#8217;equipaggio della nave Costa Concordia, nonché alle vittime identificate e a quelle ancora da identificare&#8221;.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-421537" href="http://www.ilpost.it/2012/02/06/costa-concordia-cosa-succede-oggi-2/gip/"><img class="aligncenter size-full wp-image-421537" title="gip" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/gip.jpg" alt="" width="908" height="618" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><small>(si ingrandisce con un clic)</small></p>
<p>Il Tirreno pubblica oggi <a href="http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2012/02/05/news/nell-ordinanza-dell-incidente-probatorio-tutti-i-nomi-dei-passeggeri-1.3148194">il testo integrale</a> dell&#8217;ordinanza del giudice per le indagini preliminari: il documento è interessante anche perché contiene, per la prima volta, una lista completa dei nomi dei passeggeri della Concordia.</p>
<p style="text-align: right;"><small>foto: AP Photo/Pier Paolo Cito</small></p>
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		<title>Fa molto freddo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 16:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[maltempo]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>

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		<description><![CDATA[Bollettino su disagi, strade bloccate, paesi isolati: e domani nevica di nuovo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un&#8217;altra giornata complicata dal punto di vista climatico, in giro per l&#8217;Italia. Nel fine settimana a causa del freddo sono morte 18 persone.</p>
<p><strong>Lazio</strong><br />
I trasporti pubblici a Roma sono ripresi regolarmente, ma con qualche rallentamento a causa delle strade ghiacciate nelle zone Aurelia, Boccea, Selva Candida e Farnesina. A Roma le scuole resteranno chiuse anche domani. La Protezione Civile sta distribuendo sale ai cittadini fino a esaurimento scorte. Ad Arcinazzo, in provincia di Roma, tre famiglie rimaste isolate sono state raggiunte ieri sera dai carabinieri, che hanno dovuto tagliare con una motosega gli alberi caduti a terra che ostruivano il passaggio della strada. Ci sono ancora problemi ai Castelli Romani e nella zona di Frosinone. In tutto, ha detto la regione, ci sono 51mila forniture ENEL da ripristinare.</p>
<p><strong>Friuli Venezia Giulia</strong><br />
A Trieste c&#8217;è la bora, in tutto il Friuli le temperature sono molto basse. A Udine -6,8, a Gorizia -6,2, a Pordenone -8,4.</p>
<p><strong>Marche</strong><br />
Una delle regioni messe peggio. Ad Ancona nevica ed è arrivato l&#8217;esercito a liberare molte frazioni isolate, le temperature sono in generale molto basse. Molto ghiaccio sulle strade. Si cammina sulla A14, l&#8217;aeroporto di Falconara resta chiuso. Oltre tre metri di neve sul Montefeltro. I vigili del fuoco di Pesaro e Urbino stanno cercando di raggiungere alcune famiglie rimaste isolate alle Cesane e nelle campagne di Cagli, con l&#8217;aiuto di una pala meccanica arrivata da Belluno. A Fabriano ci sono 80 centimetri di neve. Le scuole sono chiuse ad Ancona e in gran parte della regione. Una nave greca è attraccata da ieri al porto di Ancona, con 360 passeggeri a bordo, e non riesce a sbarcare i mezzi che ha a bordo.</p>
<p><strong>Lombardia</strong><br />
Notte freddissima, ampiamente sotto i -10. Le strade principali sono sgombre, un po&#8217; di ghiaccio sulle strade minori. Nevicherà di nuovo, da domani.</p>
<p><strong>Liguria</strong><br />
Nelle province di Genova e Savona, scrive l&#8217;AdnKronos, i rischi vengono dalla &#8220;formazione di blocchi di ghiaccio pericolanti&#8221; sui cornicioni delle case e dall&#8217;esplosione delle tubature dell&#8217;acqua. Il comune di Genova ha rivolto un appello agli amministratori di condominio perché verifichino la funzionalità degli impianti idrici condominiali, molte abitazioni sono tutt&#8217;ora senz&#8217;acqua. Ci sono venti molto forti. C&#8217;è un numero verde per i cittadini che vogliono segnalare problemi: 800 177 797.</p>
<p><strong>Piemonte</strong><br />
Stanotte a Torino la temperatura minima è stata -11, a Vallerè -17,4, ad Alessandria -18,8, ad Asti -20,5, a Biella -8,8, a Cuneo -13,7, a Novara -9,8, Verbania -6,1, Vercelli -19,3.</p>
<p><strong>Puglia</strong><br />
Gelo a Foggia, dove un pullman di linea è uscito fuori strada a causa del ghiaccio (stanno tutti bene), sul Gargano e sulle alture della Murgia, dove nevica. A Foggia e in molti altri comuni le scuole sono chiuse. La strada provinciale 115 è stata dichiarata non percorribile. A Bari le scuole resteranno chiuse domani e dopodomani.</p>
<p><strong>Toscana</strong><br />
A Firenze stanotte la temperatura è scesa sotto lo zero. Sono ancora chiuse al traffico la SP 39 di Panna, ai mezzi di massa complessiva a pieno carico superiore alle 3.5 tonnellate, da Santa Lucia a Galliano e la SP 65 dell&#8217;Ecce Homo tra Gambassi e Montaione per ghiaccio. La Protezione Civile segnala numerosi tratti ghiacciati su gran parte della rete stradale. Lo stato di allerta per ghiaccio e neve durerà ancora sette giorni, dice la Protezione Civile. Tornerà a nevicare stanotte e continuerà fino a mercoledì.</p>
<p><strong>Abruzzo</strong><br />
Un camionista è stato trovato morto all&#8217;interno del suo mezzo lungo la strada statale 690 Avezzano-Sora, la superstrada del Liri. All&#8217;Aquila a causa del maltempo sono state rinviate le udienze penali e civili in tribunale. La ditta Sevel di Atessa ha fermato la produzione per tutta la giornata, lo stesso faranno alcune aziende dell&#8217;indotto.</p>
<p><strong>Emilia Romagna</strong><br />
Forlì e Cesena sono ancora sepolte dalla neve, si continua a spalare e in alcune zone è intervenuto l&#8217;esercito. Scuole chiuse praticamente ovunque, domani riapriranno a Bologna. Problemi per i treni: molti hanno ritardi da 70 a 150 minuti, altri sono stati cancellati.</p>
<p><strong>Calabria</strong><br />
Nevica a bassa quota, fino ai comuni a 400 metri sul livello del mare. Sulla Salerno-Reggio Calabria nevica tra Frascineto e Campotenese. ANAS e Polizia stradale hanno messo in atto il piano di filtraggio nei pressi degli svincoli di Falerna e Sibari, dove i mezzi pesanti vengono deviati.</p>
<p><strong>Veneto</strong><br />
Stanotte le temperature sono scese sotto lo zero a Belluno, Verona e Vicenza, restando poco sopra a Treviso, Rovigo, Venezia e Padova.</p>
<p style="text-align: right;"><small>foto: AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI/Getty Images</small></p>
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		<title>La domenica sulla neve di Alemanno</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'antologia delle numerosissime uscite pubbliche e in video del sindaco di Roma in mezzo alla tempesta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La gragnuola di proteste e polemiche che si erano andate rovesciando sulla testa del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nei giorni dalla nevicata romana, non si è arrestata domenica, anzi: una serie di risposte e interventi dello stesso Alemanno &#8211; in video online, in tv, alle agenzie &#8211; ha reso ancora più accese le discussioni sul suo conto, già a partire da sabato sera dopo il primo &#8220;<a href="http://www.ilpost.it/2012/02/04/il-sindaco-alemanno-sulla-neve-a-roma/">proclama</a>&#8221; che invocava commissioni d&#8217;inchiesta.</p>
<p><strong>- <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/04/il-sindaco-alemanno-sulla-neve-a-roma/">Alemanno sulla neve, le pale e le commissioni d&#8217;inchiesta</a></strong></p>
<p>Intorno all&#8217;ora di pranzo di ieri il sindaco ha infatti <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/05/alemanno-contro-la-protezione-civile/">attaccato</a> la protezione civile e il suo capo, Franco Gabrielli, che sul Corriere della Sera di ieri lo aveva <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/05/gabrielli-alemanno/">criticato</a> severamente.</p>
<p><strong>- <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/05/alemanno-contro-la-protezione-civile/">Alemanno contro la protezione civile</a></strong></p>
<p>Sempre ieri mattina Repubblica aveva pubblicato una <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/05/alemanno-neve-roma-bonini/">ricostruzione</a> pesantissima delle inadeguatezze del sindaco, firmata da Carlo Bonini. Poi, mentre arrivavano nuovi attacchi nei suoi confronti, Alemanno è intervenuto al telefono alla trasmissione di Lucia Annunziata &#8220;In mezz&#8217;ora&#8221;, dove era ospite Franco Gabrielli. E i due hanno litigato anche in tv.</p>
<p><iframe width="610" height="330" src="http://www.youtube.com/embed/lQXXsN7zNis" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Intanto, lo staff del sindaco avviava una intensa promozione della sua attività &#8220;sul campo&#8221;, diffondendo <a href="http://www.ilfoglio.it/cerazade/2214">fotografie</a> con casco in testa e pala in mano, e un video.</p>
<p><iframe width="610" height="330" src="http://www.youtube.com/embed/tEjHCJe1lUw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Le dichiarazioni del sindaco raggiungevano intanto le agenzie incessantamente:</p>
<blockquote><p>17,25: «Entro domani riusciremo a mettere questa città di nuovo nelle condizioni di funzionare nonostante l&#8217;emergenza neve che non si vedeva da 50 anni»</p></blockquote>
<blockquote><p>19,00: «Noi manteniamo l&#8217;obbligo di girare con i mezzi dotati di dispositivi anti-neve a bordo fino a domani alle 12 e la chiusura delle scuole e degli uffici pubblici per la giornata di domani. Martedì contiamo di poter riavviare complessivamente l&#8217;attività della città»</p></blockquote>
<p>Infine in serata &#8211; mentre su Rai 3 il sindaco veniva messo sotto accusa da &#8220;Presa Diretta&#8221; con una puntata generale su Roma per cui era stato intervistato nei giorni scorsi &#8211; Alemanno è stato ospite della trasmissione de La7 &#8220;In onda&#8221;, dove gli stessi conduttori gli hanno chiesto del suo intenso lavoro di comunicazione.</p>
<blockquote><p>«Io sto lavorando dalle 14 alle 16 fino alle 18 ore al giorno, e dedico un&#8217;ora al giorno alla comunicazione. Posso essere criticato su tutto meno che su quanto lavoro: oggi ho anche preso la pala e mi sono messo a spalare la neve coi cittadini»</p></blockquote>
<p><embed width="610" height="370" flashvars="nielsen=false&#038;fastImpression=false&#038;contentURL=http://videotecahttp.alice.cdn.interbusiness.it/vod/la7it/video/inonda/inonda_0502.mp4&#038;autoP=false" allowscriptaccess="sameDomain" wmode="opaque" allowfullscreen="true" quality="high" bgcolor="#000000" name="video_box" id="video_box" src="http://static.la7.it/swf/flvplayer_int_nn_pi.swf" type="application/x-shockwave-flash"></p>
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