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	<title>Il Post » Mondo</title>
	
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		<title>L’Australia si prepara al peggio</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo le alluvioni della settimana scorsa, le più intense degli ultimi 35 anni, si prevedono per domani altre forti piogge nel New South Wales]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/03/le-alluvioni-in-australia/">alluvioni della settimana scorsa</a>, le più intense degli ultimi 35 anni, nel New South Wales e in altre aree dell&#8217;Australia si <a href="http://www.smh.com.au/environment/weather/flood-threat-for-two-states-storms-for-sydney-and-melbourne-20120209-1rmpv.html">preparano</a> ad affrontare una nuova serie di perturbazioni che potrebbero causare lo straripamento dei fiumi e nuove inondazioni. Le zone maggiormente interessate potrebbero essere la parte sud-orientale del New South Wales, il Territorio della capitale australiana (ACT) e la zona orientale di Victoria. Le forti piogge non dovrebbero interessare le grandi città di Melbourne e Sydney, ma sono comunque previste precipitazioni che potrebbero portare in poche ore molti millimetri d&#8217;acqua.</p>
<p>Nelle aree maggiormente a rischio potrebbero cadere tra i 100 e i 200 millimetri di pioggia, quantità sufficienti per causare nuove inondazioni. A causa delle recenti alluvioni, fiumi e torrenti sono particolarmente gonfi e il suolo molto bagnato fatica ad assorbire nuova acqua. I meteorologi dicono che a questi ritmi nella zona saranno superate le medie mensili e stagionali (in Australia è estate) delle piogge entro i primi giorni della prossima settimana. </p>
<p><iframe width="610" height="340" src="http://www.youtube.com/embed/nmdM8GpSBvY?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Le forti piogge previste sono dovute a un&#8217;area di bassa pressione che si sta formando, e intensificando, nella zona e che si scontrerà con un fronte di aria fredda proveniente dall&#8217;Australia meridionale. L&#8217;aria umida proveniente dal mar di Tasman, il largo tratto di mare tra Australia e Nuova Zelanda, farà il resto portando alla formazione delle forti precipitazioni. Il picco dovrebbe essere raggiunto domani, venerdì 10 febbraio, con piogge molto intense per buona parte delle giornata che aumenteranno le probabilità di nuove alluvioni.</p>
<p>Le autorità locali invitano la popolazione a prepararsi al peggio e non escludono che alcune comunità possano rimanere temporaneamente isolate. Le zone di Goodooga e Lightning Ridge, nel New South Wales settentrionale, potrebbero restare isolate per molte settimane a causa delle alluvioni che si sono anche verificate più a nord in alcuni punti del Queensland. Potrebbero essere interessate circa seimila persone, principalmente nell&#8217;area di Lightning Ridge. Dalla scorsa settimana, le autorità stimano che ci siano ancora circa cinquemila persone isolate nella parte nord-occidentale del New South Wales.</p>

<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/09/laustralia-si-prepara-al-peggio/residents-of-the-town-of-st-george-dean/' title='Alluvioni in Australia'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/138468586_10-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alluvioni in Australia" title="Alluvioni in Australia" /></a>
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<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/09/laustralia-si-prepara-al-peggio/australia-floods/' title='Alluvioni in Australia'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/AP12020604353-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alluvioni in Australia" title="Alluvioni in Australia" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/09/laustralia-si-prepara-al-peggio/australia-floods-2/' title='Alluvioni in Australia'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/AP12020604362-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alluvioni in Australia" title="Alluvioni in Australia" /></a>

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		<title>Anna Hazare contro tre parlamentari indiani</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 07:42:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I tre erano stati filmati mentre guardavano video porno in assemblea, si sono già dimessi da ministri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attivista indiano Anna Hazare, divenuto molto conosciuto lo scorso anno in seguito ai suoi <a href="http://www.ilpost.it/2012/01/05/la-sconfitta-di-anna-hazare/">controversi</a> scioperi della fame per protestare contro la corruzione, ha chiesto l&#8217;espulsione dal Parlamento di tre ministri del Partito del Popolo Indiano (BJP) nello stato sud-occidentale del Karnataka. I tre politici erano stati ripresi dalle telecamere di una tv locale durante una seduta dell&#8217;assemblea mentre stavano guardando alcuni video pornografici su un telefono cellulare. Le immagini sono state diffuse da diverse emittenti televisive, portando a un piccolo scandalo che ha superato i confini dello stato indiano diventando di portata nazionale.</p>
<p><iframe width="610" height="443" src="http://www.youtube.com/embed/V-cuiNgxlLQ?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Secondo Hazare, i partiti politici indiani sarebbero pieni di personaggi come i tre ministri del Karnataka, persone che stanno «sporcando i templi sacri della nostra democrazia: il Parlamento e le assemblee locali». L&#8217;attivista ha poi <a href="http://timesofindia.indiatimes.com/india/Anna-Hazare-wants-3-Karnataka-ministers-to-be-removed-from-assembly/articleshow/11810886.cms">aggiunto</a> che con simili persone, il futuro della nazione è seriamente messo in pericolo: «I tre ministri devono essere espulsi per la grave offesa che hanno portato all&#8217;assemblea. Hanno insultato la Costituzione. Dovrebbero essere arrestati».</p>
<p>In seguito allo scandalo, i tre ministri Laxman Savadi, CC Patil e Krishna Palemar hanno rassegnato le loro <a href="http://economictimes.indiatimes.com/news/politics/nation/karnataka-laxman-savadi-cc-patil-krishna-palemar-resign-for-watching-pornographic-clip/articleshow/11816737.cms">dimissioni</a>, tornando a essere semplici membri dell&#8217;assemblea del Karnataka senza particolari incarichi esecutivi. Savadi era ministro per la cooperazione e, prima di dimettersi, si è difeso davanti all&#8217;aula dicendo che il video pornografico faceva semplicemente parte del &#8220;materiale informativo&#8221; per prepararsi alla discussione, sempre all&#8217;interno dell&#8217;assemblea, di un altro scandalo legato a un rave party organizzato dal dipartimento per il turismo. Krishna Palemar era ministro per le attività portuali, mentre CC Patil era ministro per le politiche per tutelare le donne e i bambini. </p>
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		<title>Lo Stato di Washington approva i matrimoni gay</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 06:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governatore progetta di firmare la legge il giorno di San Valentino, i repubblicani minacciano un referendum]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Camera dello Stato di Washington ha approvato una legge che allarga alle coppie gay l&#8217;accesso all&#8217;istituto del matrimonio. L&#8217;aula ha votato il provvedimento con 55 voti a favore e 43 contrari, subito dopo il voto molti sostenitori della causa hanno esultato nelle gallerie del Congresso locale e diversi parlamentari democratici si sono abbracciati. Il Senato dello Stato <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/02/i-matrimoni-gay-nello-stato-di-washington/">aveva approvato la stessa norma la settimana scorsa</a>, che a questo punto è definitivamente approvata. Manca solo la firma del governatore dello Stato, il democratico Chris Gregoire, che progetta di firmare la legge il giorno di San Valentino. </p>

<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/09/lo-stato-di-washington-approva-i-matrimoni-gay/chris-gregoire-ed-murray/' title='Washington'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/AP120208131710-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Washington" title="Washington" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/09/lo-stato-di-washington-approva-i-matrimoni-gay/washington-gay-marriage/' title='Washington'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/AP120208038030-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Washington" title="Washington" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/09/lo-stato-di-washington-approva-i-matrimoni-gay/washington-gay-marriage-2/' title='Washington'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/AP120208131686-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Washington" title="Washington" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/09/lo-stato-di-washington-approva-i-matrimoni-gay/ed-murray-jamie-pedersen/' title='Washington'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/AP120208131025-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Washington" title="Washington" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/09/lo-stato-di-washington-approva-i-matrimoni-gay/jamie-pedersen/' title='Washington'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/AP120208130811-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Washington" title="Washington" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/09/lo-stato-di-washington-approva-i-matrimoni-gay/washington-gay-marriage-3/' title='Washington'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/AP120208130316-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Washington" title="Washington" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/09/lo-stato-di-washington-approva-i-matrimoni-gay/chris-gregoire-jamie-pedersen/' title='Washington'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/AP120208130308-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Washington" title="Washington" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/09/lo-stato-di-washington-approva-i-matrimoni-gay/jamie-pedersen-reuven-carlyle/' title='Washington'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/AP120208130068-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Washington" title="Washington" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/09/lo-stato-di-washington-approva-i-matrimoni-gay/washington-gay-marriage-4/' title='Washington'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/AP120208040598-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Washington" title="Washington" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/09/lo-stato-di-washington-approva-i-matrimoni-gay/washington-gay-marriage-5/' title='Washington'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/AP120208040341-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Washington" title="Washington" /></a>

<p>Gregoire ha seguito le procedure di voto insieme al senatore Ed Murray, democratico e gay, principale promotore del provvedimento, che ha detto che &#8220;questo giorno sarà ricordato nella storia di questo Stato&#8221;. Il governatore Gregoire ha detto che &#8220;si tratta di un grande passo avanti nel lungo e importante viaggio verso la fine delle discriminazioni basate sull&#8217;orientamento sessuale&#8221;. La maggioranza dei repubblicani si è espressa contro la legge, dicendo che va contro il matrimonio tradizionale. Solo due repubblicani hanno votato a favore. L&#8217;opposizione ha promesso di indire un referendum contro la norma e la legge dello Stato prevede che sarà raccolto il numero di firme necessario la nova legge sarà sospesa fino al voto, previsto a novembre. I repubblicani devono raccogliere 120.000 firme entro il 6 giugno. Altrimenti, come prevede la legge, dopo 90 giorni dalla firma del governatore le coppie gay potranno iniziare a sposarsi.</p>
<p>Lo Stato di Washington è diventato così l&#8217;ottavo Stato americano a legalizzare i matrimoni gay, prima erano arrivati New York, Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire, Vermont e Washington, D.C. La settimana prossima la misura sarà discussa in New Jersey, Maine, North Carolina e Minnesota se ne occuperanno con dei referendum il prossimo novembre. Martedì una Corte d’Appello federale di San Francisco <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/08/annullato-il-divieto-per-i-matrimoni-gay-in-california/">ha confermato</a> che il divieto per i matrimoni gay in California stabilito da un referendum del 2008 è incostituzionale. I giudici hanno confermato la sentenza emessa nel 2010 dalla Corte distrettuale federale del Northern District of California, ricordando che il divieto viola i diritti costituzionali di gay e lesbiche nello Stato. </p>
<p><strong>- <a href="http://www.ilpost.it/2011/06/27/matrimonio-gay-diritto-italia/">Il matrimonio gay, già</strong> (l&#8217;editoriale del Post: è un diritto civile, e anche in Italia non ci sono più alibi per parlare d&#8217;altro)</a></p>
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		<title>Le spiegazioni dell’ex presidente delle Maldive</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 00:02:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mohamed Nasheed ha scritto al New York Times dicendo di essere stato costretto a dimettersi e accusando il nuovo presidente di aver contribuito a pianificare il colpo di stato ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il New York Times <a href="http://www.nytimes.com/2012/02/08/opinion/in-the-maldives-strangled-democracy.html?_r=1">ha pubblicato</a> ieri un articolo dell&#8217;ex presidente delle Maldive Mohamed Nasheed che <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/07/che-succede-alle-maldive/">si è dimesso</a> il 7 febbraio dopo le proteste sostenute dalla polizia e iniziate il mese scorso. Nasheed spiega l&#8217;origine del colpo di stato, la ragione delle dimissioni ed esprime i propri sospetti verso il nuovo presidente Mohamed Waheed Hassan, l&#8217;ex vice che ha preso il suo posto.</p>
<p>Mohamed Nasheed è stato eletto democraticamente nel 2008 vincendo contro Maumoon Abdul Gayoom, al potere dal 1978. Ma, spiega Nasheed: «le dittature non sempre muoiono quando il dittatore lascia il suo incarico. (…) Ho imparato questa lezione in fretta. Il mio paese, le Maldive, hanno votato contro il presidente Maumoon Abdul Gayoom nel 2008 in occasione delle storiche elezioni che hanno spazzato via tre decenni di governo autoritario. Eppure la dittatura ha lasciato alla nuova democrazia un tesoro saccheggiato, un enorme deficit di bilancio e un sistema giudiziario marcio».</p>
<p>Mohamed Nasheed fa riferimento all&#8217;episodio che ha dato inizio alle proteste contro di lui: l&#8217;arresto del giudice Abdulla Mohamed che aveva fatto scarcerare un oppositore del governo. Nasheed sostiene che le Maldive, pur dal 2008 sulla strada della democrazia, hanno mantenuto una magistratura «scelta dall&#8217;ex presidente e che ora si nasconde dietro una costituzione democratica. Questi giudici potenti hanno fornito protezione all&#8217;ex presidente, ai suoi familiari e ai suoi alleati politici, molti dei quali sono accusati di corruzione, di appropriazione indebita e di crimini contro i diritti umani». Il giudice fatto arrestare da Nasheed sarebbe uno di loro e avrebbe bloccato alcune indagini contro membri del governo dell’ex presidente Maumoon Abdul Gayoom: «La decisione è stata controversa, ma sentivo di non avere altra scelta se non fare quello che ho fatto», scrive Nasheed.</p>
<p>«Tuttavia martedì i sostenitori dell&#8217;ex presidente Maumoon Abdul Gayoom hanno protestato per le strade, e gli ufficiali di polizia e i militari dell&#8217;esercito fedeli al vecchio governo si sono ammutinati e mi hanno costretto, sotto minaccia, a rassegnare le dimissioni. Per evitare spargimenti di sangue, l&#8217;ho fatto. Credo che questo sia un colpo di Stato e sospetto che il mio vice presidente, che nel frattempo ha assunto l&#8217;incarico di presidente, abbia contribuito a pianificarlo». E conclude: «Il dittatore può essere cacciato in un solo giorno, ma possono servire degli anni per eliminare ciò che persiste della sua dittatura».</p>
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		<title>Sotto una bianca coltre di neve</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 22:59:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le più belle immagini di freddo, ghiaccio, barche, dinosauri e fenicotteri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni, le belle immagini che arrivano da ogni parte del mondo a una redazione hanno tratti di similitudine più estesi: è tutto bianco, in un sacco di angoli della terra, e anche fuori da molte delle nostre finestre. E se il bianco somiglia al bianco, e ogni nevicata somiglia a una nevicata, e ogni anno nella-morsa-del-gelo somiglia a un altro anno nella-morsa-del-gelo, con tutti i suoi rituali di informazioni, rappresentazione e palle di neve, è anche vero che come fenomeno meteorologico spettacolare la neve continua ad avere pochi rivali, anche dopo tutti questi millenni. Da Venezia al Kentucky, con i dinosauri o senza.</p>

<a href='http://www.ilpost.it/2012/02/08/sotto-una-bianca-coltre-di-neve/neve-e-freddo-nel-mondo/' title='Neve e freddo nel mondo'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/small_120207-181013_to070212cro_0125-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Neve e freddo nel mondo" title="Neve e freddo nel mondo" /></a>
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		<title>Il peduncolo del Congo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 17:02:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Belgio]]></category>
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		<category><![CDATA[congo belga]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica democratica del congo]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia di una stranezza cartografica africana, nata grazie a un deciso re belga]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In inglese americano, un territorio stretto e allungato che si prolunga in una diversa entità amministrativa si chiama <em>panhandle</em>, letteralmente &#8220;manico di padella&#8221;. Diverse lingue riprendono il termine senza tradurlo, mentre in Italia il lessico geografico non sembra aver inventato un termine specifico, nonostante ce ne sia qualcuno (la provincia di Trieste, per esempio). Nel lessico militare, uno stretto territorio circondato da territorio nemico si chiama &#8220;saliente&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-424623" title="Carte_de_la_Zambie_FR" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/Carte_de_la_Zambie_FR.png" alt="" width="330" height="353" />Qualunque sia il termine specifico, almeno uno di questi territori ha una storia interessante: la parte sudorientale della grande provincia congolese del Katanga, che si incunea nel territorio della Zambia per oltre metà della sua larghezza complessiva. Come sia nata questa stranezza cartografica è una bella storia, <a href="http://opinionator.blogs.nytimes.com/2012/02/06/a-boot-fit-for-a-king/">raccontata</a> da Frank Jacobs sul <em>New York Times</em>, che coinvolge il re del Belgio Leopoldo II, il colonialismo e le ambizioni rivali del Belgio e del Regno Unito.</p>
<p>Il Katanga ebbe un periodo di notorietà internazionale nel secondo dopoguerra: nel 1960 si dichiarò indipendente e aprì una crisi diplomatica tra i paesi occidentali e l&#8217;Unione Sovietica, con l&#8217;interessata partecipazione delle società minerarie. L&#8217;ex segretario delle Nazioni Unite e premio Nobel per la pace, <a href="http://www.ilpost.it/2011/09/18/chi-era-dag-hammarskjold/">Dag Hammarskjöld</a>, morì nel settembre del 1961 in un incidente aereo nell&#8217;attuale Zambia, mentre si trovava nella regione per provare a risolvere la crisi. La fama turbolenta della regione congolese ha avuto eco anche in Italia: &#8220;Katanga&#8221; pare essere anche lo pseudonimo con cui si faceva chiamare <a href="http://www.ilpost.it/2012/01/15/vattani-console-osaka-fascismo/">Mario Vattani</a>, il diplomatico italiano che un&#8217;inchiesta dell&#8217;Unità ha rivelato essere anche il cantante di un gruppo rock di estrema destra, nonché il nome con cui erano conosciuti i membri del servizio d&#8217;ordine del Movimento Studentesco, gruppo extraparlamentare di sinistra degli anni Sessanta.</p>
<p>Oggi il Katanga fa parte della Repubblica Democratica del Congo, che fino al 1960 fu la principale colonia del Belgio, conquistata a partire dalla fine dell&#8217;Ottocento per una iniziativa personale del re Leopoldo II. Il re possedette tra il 1885 (anno della Conferenza di Berlino che pose le regole per la spartizione dell&#8217;Africa tra le potenze coloniali) e il 1908 (quando lo &#8220;cedette&#8221; al Belgio) i 2,3 milioni di chilometri quadrati del Congo come suo possedimento personale: formalmente, come un territorio di proprietà dell&#8217;Association Internationale Africaine, ente non governativo di cui il re era unico proprietario. L&#8217;estensione complessiva del Congo belga era di oltre 80 volte più grande del Belgio, e venne sfruttato dal re con metodi così brutali da farne una delle vicende più sanguinose e disumane dell&#8217;intera storia coloniale europea. Un territorio in particolare rimase a lungo restio alla colonizzazione: il regno di Yeke, stabilito nel 1870 da M’Siri e coincidente pressapoco con la provincia del Katanga.</p>
<p>M’Siri aveva circa 500 mogli e regnava grazie a una solida rete di alleanze locali su un territorio di grande importanza per il commercio e molto ricco di rame e di oro, e per questo molto desiderato dagli stati europei. Cecil Rhodes, protagonista dell&#8217;espansione britannica nell&#8217;Africa meridionale, inviò un funzionario coloniale di nome Alfred Sharpe da M&#8217;Siri, in modo da ottenere la sua firma in fondo a un contratto in inglese (lingua che M&#8217;Siri non conosceva) che avrebbe permesso di incorporare il suo regno nel territorio coloniale britannico della Rhodesia del Nord, l&#8217;attuale Zambia. Per sfortuna di Rhodes e della corona britannica, un missionario presso la corte di M’Siri, Charles Swan, tradusse il documento e sconsigliò caldamente la firma al re locale. Nel 1891, anche una spedizione belga si sentì opporre un rifiuto, ma nell&#8217;arco di pochi mesi i belgi tornarono con i soldati, guidati dal canadese W.G. Stairs. Negli scontri che seguirono, M’Siri venne ucciso e la sua testa, dicono le leggende locali, fu messa in cima a un palo come ammonimento per ridurre le velleità di rivolta nei confronti dei nuovi padroni del territorio.</p>
<p>Le dispute sui confini si trascinarono per diverso tempo. Una commissione anglo-belga, e un precedente parere del re d&#8217;Italia Umberto I, disegnarono la stretta striscia di territorio congolese che attualmente taglia in due lo Zambia, intorno al corso superiore del fiume Lualupa e al bacino dello Zambesi: una striscia di oltre 300 chilometri, larga circa 60. È uno degli innumerevoli esempi di confini coloniali tracciati sulla carta, senza nessuna attenzione agli abitanti locali, che oggi continuano a subirne le conseguenze. L&#8217;area è sottosviluppata, a eccezione delle miniere che sono ancora sfruttate attivamente, e considerata solo dai missionari salesiani, che da decenni operano nella zona. Gran parte del territorio è una riserva naturale e contiene diversi parchi nazionali (in un&#8217;area praticamente priva di turismo).</p>
<p>Ma la conseguenza principale è stata subita dallo Zambia. Per evitare di allungare di oltre ottocento chilometri la strada che congiunge le due province di Luapula e di Copperbelt separate dal territorio congolese, lo Zambia è riuscito dopo laboriosi negoziati a costruire a sue spese una strada di poche decine di chilometri che attraversa la striscia, la Congo Pedicle Road (&#8220;strada del peduncolo del Congo&#8221;). Con posti di confine a entrambe le estremità, nonostante non attraversi quasi nessun abitato congolese, la strada continua a essere una linea di comunicazione essenziale per tutta l&#8217;area, anche se nei periodi di maggior instabilità in Congo gli autisti venivano regolarmente derubati o rapiti.</p>
<p style="text-align: right;"><small>foto: Hulton Archive/Getty Images</small></p>
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		<title>Guida alle presidenziali francesi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 17:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni francia]]></category>
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		<category><![CDATA[Marine Le Pen]]></category>
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		<category><![CDATA[presidenziali francia 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Si vota fra meno di tre mesi, Sarkozy è messo male ma la sinistra non vince un'elezione presidenziale dal 1988: le cose da sapere]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 22 aprile si terrà in Francia il primo turno delle elezioni per eleggere il nuovo presidente della Repubblica francese. La Francia è una repubblica semipresidenziale, quindi il presidente ha molti poteri ed è sia capo di Stato che capo di governo. Si vota con il suffragio universale diretto: se nessun candidato raggiungerà la maggioranza assoluta dei voti al primo turno, il 6 maggio 2012 ci sarà un ballottaggio tra i due candidati che avranno ottenuto più preferenze. Il presidente della Repubblica francese dal maggio 2007 è Nicolas Sarkozy, di centrodestra: i sondaggi lo danno attualmente per sfavorito ma non escludono una sua rimonta ai danni del principale candidato dell&#8217;opposizione, il socialista François Hollande.</p>
<p><strong>I candidati principali</strong><br />
<em>Nicolas Sarkozy (Unione per un Movimento Popolare, UMP)</em><br />
Il presidente uscente è anche il candidato per le prossime elezioni per l&#8217;UMP, il partito di centrodestra conservatore e liberista, ma non ancora ufficialmente: molto probabilmente annuncerà la sua candidatura il prossimo marzo. La sua popolarità è particolarmente bassa da diversi mesi, stabile intorno a un misero 25 per cento: Sarkozy paga la difficile situazione economica del paese e l&#8217;impressione che, in Europa, la Francia non riesca ad avere il peso dell&#8217;influenza della Germania, finendo così per subirla. La presidenza di Sarkozy è stata colpita da diversi scandali che hanno riguardato anche molto da vicino il presidente, da ultimo quello che <a href="http://www.ilpost.it/2012/01/07/qual-e-la-questione-con-carla-bruni/">ha coinvolto</a> a gennaio sua moglie Carla Bruni per un presunto utilizzo irregolare di fondi a favore delle sue attività filantropiche. Ma il repertorio è ricco: si va dall&#8217;<a href="http://www.ilpost.it/2011/09/23/sarkozy-balladur-karachi/">affaire Karachi</a>, una vecchia storia di finanziamenti illeciti durante la campagna elettorale del 1995, al <a href="http://www.ilpost.it/2011/08/31/nuove-accuse-contro-sarkozy-sul-caso-bettencourt/">caso Bettencourt</a>, che riguarda i finanziamenti illeciti che sarebbero arrivati all&#8217;UMP e a Sarkozy prima della sua elezione nel 2007.</p>
<p><em>François Hollande (Partito Socialista, PS)</em><br />
François Hollande, 57 anni, è il candidato dell&#8217;opposizione del Partito Socialista, di cui è stato leader dal 1997 al 2008, il periodo dei due risultati abbastanza disastrosi alle presidenziali del 2002 e del 2007. È il candidato più <em>mainstream</em> all’interno del suo partito: gli viene riconosciuta affidabilità sia dall&#8217;ala sinistra che dalla parte – piuttosto minoritaria – che ha posizioni più moderate e centriste. I suoi avversari, anche all&#8217;interno del partito, lo dipingono invece come eccessivamente incerto e conciliante. Fino al clamoroso arresto a New York nel maggio scorso, il candidato favorito per le primarie (e per la presidenza) era un altro, l&#8217;ex direttore del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn (l&#8217;inchiesta <a href="http://www.ilpost.it/2011/08/23/la-fine-del-caso-strauss-kahn/">si è conclusa</a> con un&#8217;archiviazione ad agosto). La candidatura di Hollande, semplicemente, non esisteva, e i sondaggi lo davano intorno al 5 per cento.</p>
<p>Hollande è diventato il candidato ufficiale del PS (e di un suo piccolo alleato, il Partito Radicale della Sinistra, PRG) dopo che lo scandalo Strauss-Kahn ha eliminato il &#8220;vincitore annunciato&#8221; delle primarie francesi. Con una campagna equilibrata e ben gestita, Hollande ha acquistato a poco a poco punti nei sondaggi e ha vinto le primarie, concluse lo scorso ottobre, superando fin dal primo turno Martine Aubry anche se con un po&#8217; meno voti del previsto (il 39 per cento). Le primarie sono state notevoli soprattutto per il misero risultato di Ségolène Royal (ex compagna di Hollande e già sconfitta da Sarkozy alle elezioni del 2007) e per quello oltre le aspettative di un candidato piuttosto estremista, <a href="http://www.ilpost.it/2011/10/11/arnaud-montebourg/">Arnaud Montebourg</a>. Da quando è diventato il candidato ufficiale, Hollande ha confermato le sue capacità politiche, dimostrando di capire gli umori popolari e non risparmiando neppure lui <a href="http://www.ilpost.it/2012/01/23/la-francia-secondo-francois-hollande/">gli attacchi</a> contro le banche e la finanza, uno dei temi principali di questa campagna elettorale.</p>
<p><em>Marine Le Pen (Fronte Nazionale, FN)</em><br />
53 anni e figlia del fondatore del Fronte Nazionale e attuale presidente onorario, l&#8217;83enne Jean-Marie Le Pen, Marine Le Pen guida un partito di estrema destra, anti-immigrazione e statalista in politica interna, nazionalista e euroscettico in politica estera. Suo padre si candidò cinque volte alla presidenza e ottenne il risultato migliore nel 2002, quando arrivò fino al ballottaggio perdendo contro Jacques Chirac. Marine Le Pen si è concentrata negli ultimi mesi su temi economici: ha parlato più volte contro la grande finanza internazionale e il liberismo dell&#8217;UMP, e si dice favorevole a un forte protezionismo per l&#8217;economia francese e a una almeno parziale nazionalizzazione delle banche. Ha dimostrato di aver raccolto bene l&#8217;eredità paterna e il suo partito ha ottenuto alcuni risultati importanti in una serie di elezioni locali, soprattutto nel nord della Francia.</p>
<p><em>François Bayrou (Movimento Democratico, MoDem)</em><br />
60 anni, Bayrou è già stato candidato alle presidenziali del 2002 e del 2007, quando venne eliminato al primo turno ma ottenne ben il 18 per cento dei voti. È un ex professore di storia che guida un partito moderato ed europeista, da lui fondato nel 2007 dopo le elezioni presidenziali. Si è progressivamente distanziato dalle posizioni di centro-destra dell&#8217;UMP, portando avanti il difficile progetto di una &#8220;terza via&#8221; centrista al solido bipolarismo francese. Nel 2002 e nel 2007, prima rifiutando di confluire nel partito da cui sarebbe nato l&#8217;UMP, poi fondando il suo Movimento Democratico, ha provocato spaccature tra gli altri politici di centro, ma si è sempre dimostrato capace di tenere dalla sua parte una solida percentuale di elettori.</p>
<p><strong>I sondaggi</strong><br />
Alla fine del 2011, al momento delle primarie socialiste, la popolarità di Sarkozy era precipitata sotto il 35 per cento. A settembre, l&#8217;opposizione di sinistra <a href="http://www.ilpost.it/2011/09/26/la-vittoria-storica-al-senato-della-sinistra-francese/">aveva vinto</a> la maggioranza al Senato per la prima volta in cinquant&#8217;anni. Ma da allora, Sarkozy ha iniziato un&#8217;offensiva in grande stile, soprattutto attraverso una serie di discorsi televisivi (molto criticati, anche se lui ha assicurato di parlare &#8220;come presidente&#8221; e non &#8220;come candidato&#8221;). Nell&#8217;ultimo, il 29 gennaio, <a href="http://www.ilpost.it/2012/01/30/sarkozy-riforme-iva/">ha annunciato</a> misure contro i mercati finanziari tra cui una tassa sulle transazioni finanziarie, che però ha poche speranze di successo se varata solo dalla Francia, e misure per rendere più competitivo il mercato del lavoro.</p>
<p>I <a href="http://www.sondages-en-france.fr/sondages/Elections/Pr%C3%A9sidentielles%202012">sondaggi</a> delle ultime settimane mostrano tre cose: la popolarità di Sarkozy è molto bassa ma stabile (intorno al 25 per cento), quella di Hollande continua a essere superiore ma è in calo (30 per cento circa), e i due altri sfidanti principali sono forti, con il Fronte Nazionale sopra il 15 per cento, e il partito centrista di Bayrou intorno al 12 per cento. Anche se Hollande è ancora il favorito, nessuno dei due candidati principali sembra riuscire a conquistare l&#8217;elettorato francese, da una parte disilluso e stanco della presidenza Sarkozy e dall&#8217;altro poco convinto dalle abilità di leadership di Hollande e del centro-sinistra, che non governa in Francia da dieci anni e non esprime un presidente da Mitterrand, nel 1988. Alcuni elementi potrebbero rendere la vittoria di Hollande meno scontata di quanto appariva pochi mesi fa: l&#8217;effetto-primarie sembra ormai passato, Sarkozy è noto per dare il meglio in campagna elettorale, supportato dalla solidità dell&#8217;UMP, mentre Bayrou e Le Pen potrebbero approfittare della generale sensazione di scontento.</p>
<p style="text-align: right;"><small>foto: ERIC FEFERBERG/AFP/Getty Images</small></p>
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		<title>La situazione alle Maldive</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Maldive]]></category>
		<category><![CDATA[Mohamed Nasheed]]></category>
		<category><![CDATA[Mohamed Waheed Hassan Manik]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il "golpe" non violento, oggi ci sono stati nuovi scontri tra polizia e manifestanti durante i quali sarebbe stato "leggermente ferito" anche l'ex presidente Nasheed]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Aggiornamento delle 15.29</strong> &#8211; Oltre 3mila sostenitori dell&#8217;ex presidente delle Maldive, Mohamed Nasheed, sono scesi in strada nel pomeriggio di oggi a protestare contro il &#8220;colpo di Stato&#8221; che ieri ha fatto dimettere Nasheed. I manifestanti, che vogliono il suo ritorno al potere, si sono scontrati con le forze dell&#8217;ordine che hanno sparato anche gas lacrimogeni per farli disperdere. Negli scontri sarebbe stato leggermente ferito anche Nasheed, secondo il corrispondente di Al Jazeera <a href="https://twitter.com/#!/SteveChaoSC">Steve Chao</a>. Secondo fonti dell&#8217;<em>Associated Press</em>, i manifestanti pro Nasheed avrebbero addirittura occupato alcune piccole stazioni di polizia.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Il giorno dopo <a href="http://www.google.co.uk/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=maldives&amp;source=web&amp;cd=1&amp;sqi=2&amp;ved=0CG4QqQIwAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.bbc.co.uk%2Fnews%2Fworld-asia-16922570&amp;ei=-SYyT6nvNNKzhAeSkYj4BA&amp;usg=AFQjCNF7tPP5To0LCWXX8hnOhY9ssjtjRw">le dimissioni</a> dell&#8217;ex presidente Mohamed Nasheed, oggi la situazione nell&#8217;arcipelago delle Maldive sembra piuttosto tranquilla. Per le strade della capitale Malè pare tutto normale, i turisti (tra cui circa 1.500 italiani) continuano ad affollare i resort lontani dalla capitale, gli adulti sono andati regolarmente al lavoro e i bambini a scuola. Non si sa dove sia invece l&#8217;ex presidente Nasheed, che ieri ha deciso di dimettersi (ma c&#8217;è chi dice che sia stato costretto a farlo) dopo che una parte della polizia e delle forze armate si era unita alle proteste contro di lui. Un portavoce della polizia ha detto inizialmente che Nasheed si trova in una &#8220;località segreta&#8221;, scortato da agenti e militari &#8220;per la sua incolumità&#8221;. Un fratello di Nasheed ha poi aggiunto ieri, in tarda serata, che l&#8217;ex presidente si troverebbe sotto vigilanza in una delle sue residenze.</p>
<p>Ora il nuovo presidente è l&#8217;ex vice di Nasheed, Mohamed Waheed Hassan, che ha già giurato al <em>Majlis</em> del Popolo, ossia il Parlamento delle Maldive. Waheed, che i sostenitori di Nasheed hanno accusato di aver ordito il golpe, ha assicurato che manterrà &#8220;lo stato di diritto&#8221;, che &#8220;va preservato a qualsiasi costo&#8221;. Il suo compito ora è quello di formare un governo di coalizione che guidi pacificamente il paese alle prossime elezioni presidenziali, previste nell&#8217;ottobre 2013. Un compito non facile, perché l&#8217;opposizione, che tra l&#8217;altro era già maggioranza al <em>Majlis </em>prima della caduta di Nashhed, è piuttosto frammentata.</p>
<p>Continua intanto la scarsa chiarezza sulle dinamiche che hanno portato alla dimissioni di Nasheed. I militari e la polizia dicono che Nasheed &#8220;ha deciso di dimettersi di sua spontanea volontà&#8221; di fronte alla violente proteste di piazza. Oggi Nasheed ha <a href="http://www.reuters.com/article/2012/02/08/us-maldives-idUSTRE8170AO20120208">smentito</a> con fermezza questa ricostruzione e ha detto che è &#8220;stato costretto a dimettersi di fronte ai militari&#8221; che gli avrebbero &#8220;puntato contro le pistole&#8221;. In un&#8217;intervista ad Al Jazeera, Nasheed ha detto che è stato un vero e proprio &#8220;colpo di Stato&#8221;, non violento perché lui, per senso di responsabilità verso il paese ha preferito desistere. Inoltre, Nasheed ha detto che ha intenzione di ricandidarsi alle elezioni del 2013.</p>
<p><iframe width="610" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/7RsthFw897s" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Le proteste erano iniziate tre settimane fa, dopo l&#8217;arresto del giudice Abdulla Mohamed per aver fatto scarcerare un oppositore del governo e per aver apparentemente bloccato alcune indagini contro membri del governo dell&#8217;ex presidente Maumoon Abdul Gayoom, che Nasheed ha sconfitto alle elezioni nel 2008. Nasheed aveva inviato le forze dell&#8217;ordine per calmare i manifestanti, ma molti agenti hanno deciso di unirsi alle proteste per poi occupare la tv di Stato. Tuttavia, si dice che le proteste abbiano anche <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/07/che-succede-alle-maldive/">altre motivazioni</a> di carattere religioso.</p>
<p>Mohamed Nasheed ha 44 anni. La sua vittoria alle prime elezioni multipartitiche del paese, nel 2008, è stata vista come l&#8217;inizio della democrazia per le Maldive, dopo il governo trentennale di Gayoom. Nasheed, per il suo attivismo per la democrazia e i diritti umani durante la presidenza di Gayoom, è stato arrestato 27 volte per attività sovversive e altri reati e ha trascorso complessivamente sei anni in carcere prima di diventare presidente. Nasheed, ambientalista convinto, era diventato anche famoso per le riunioni del suo esecutivo sott&#8217;acqua, per sensibilizzare la popolazione mondiale nei confronti dei pericoli del surriscaldamento globale e quindi dell&#8217;innalzamento del livello del mare che, nella peggiore delle ipotesi, sommergerebbe l&#8217;arcipelago.</p>
<p>Le Maldive hanno una popolazione di 330mila abitanti, sono un ex protettorato britannico e un ex sultanato. Il Prodotto Interno Lordo del paese è generato per due terzi dal turismo internazionale. Alle Maldive non esiste libertà di culto e l’unica religione ammessa è quella islamica.</p>
<p style="text-align: right;"><small>nella foto, da sinistra: il neopresidente Mohamed Waheed Hassan con il presidente del <em>Majlis</em>, Abdulla Shahid (AP/Sinan Hussain)</small></p>
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		<title>Un altro guaio per il presidente tedesco</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[christian wulff]]></category>
		<category><![CDATA[David Groenewold]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>

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		<description><![CDATA[Stavolta è una stanza d'albergo pagata da un produttore cinematografico, che poi avrebbe fatto di tutto per insabbiare le prove]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente tedesco Christian Wulff è finito nuovamente <a href="http://www.bild.de/politik/inland/wulff-kredit-affaere/wer-zahlte-wulffs-sylt-urlaub-wirklich-22511054.bild.html">sotto accusa</a> in Germania, stavolta per un conto di un albergo di lusso pagato dal produttore cinematografico e suo amico David Groenewold. La vicenda risale al 2007, quando Wulff era presidente del <em>Land</em> della Bassa Sassonia. Secondo il tabloid <em>Bild,</em> che ha pubblicato il retroscena, Wulff avrebbe pernottato con la moglie Bettina dal 31 ottobre al 3 novembre di quell&#8217;anno in una suite dell&#8217;Hotel Stadt Hamburg, sull&#8217;isola di Sylt, nell&#8217;estremo nord della Germania. Il pernottamento, però, il cui costo era di 258 euro a notte colazione inclusa, sarebbe stato pagato da Groenewold.</p>
<p>Non è la prima volta che Wulff finisce nei guai a causa di Groenewold. Nel 2008, infatti, Groenewold <a href="http://www.welt.de/politik/article13815578/Wulff-liess-sich-von-Unternehmer-Zimmer-bezahlen.html">aveva già pagato</a> per Wulff la differenza tra una stanza normale e una di lusso per un pernottamento all&#8217;albergo Bayerischer Hof di Monaco, dove Wulff si era recato con la moglie per andare all&#8217;OktoberFest. Non è nota la ragione dei favori di Groenewold a Wulff.</p>
<p>Wulff è da mesi nei guai in Germania per avere ricevuto un prestito &#8220;privato&#8221; a condizioni agevolate da un amico imprenditore. Secondo la <em>Bild</em>, tra il 16 e il 20 gennaio 2012, subito dopo le ultime <a href="http://www.ilpost.it/2012/01/07/le-proteste-contro-christian-wulff/">accuse pubbliche</a> a Wulff, Groenewold avrebbe cercato di insabbiare il caso e avrebbe fatto pressioni sull&#8217;albergo di Sylt per far sparire le tracce dei pagamenti per la camera occupata da Wulff: prima attraverso numerose telefonate, poi addirittura presentandosi di persona per recuperare le prove e sbarazzarsene. La <em>Bild</em> ha addirittura recuperato un avviso dell&#8217;albergo diffuso ai suoi dipendenti il 17 gennaio scorso, in cui si legge chiaramente &#8220;Falls also <em>Bild</em> oder <em>Spiegel</em> anruft, wir wissen von nichts!&#8221;, ovvero &#8220;se chiama qualcuno della <em>Bild</em> o dello <em>Spiegel</em>, noi non sappiamo nulla!&#8221;.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-424491" href="http://www.ilpost.it/2012/02/08/un-altro-guaio-per-il-presidente-tedesco/schermata-02-2455966-alle-13-10-10/"><img class="alignnone size-full wp-image-424491" title="Wulff Bild" src="http://www.ilpost.it/files/2012/02/Schermata-02-2455966-alle-13.10.10.png" alt="" width="610" height="190" /></a></p>
<p>L&#8217;avvocato di Groenewold ha subito smentito la ricostruzione della <em>Bild</em>, mentre quello di Wulff ha fornito un&#8217;altra versione dei fatti, e cioè che Groenewold avrebbe semplicemente anticipato il denaro al presidente, che poi glielo avrebbe reso poco tempo dopo in privato. Thomas Oppermann della SPD, il partito socialdemocratico all&#8217;opposizione, ha accusato di cattiva condotta Wulff, che in questo modo starebbe infangando le istituzioni, e ne ha chiesto le dimissioni.</p>
<p>Anche i Verdi chiedono da tempo le dimissioni di Wulff. Il caso è cominciato lo scorso dicembre, quando Wulff <a href="http://www.ilpost.it/2011/12/18/le-accuse-a-christian-wulff/">è stato accusato</a> di aver ricevuto un prestito “privato” di 500mila euro a tasso agevolato dall’amico e imprenditore tedesco Egon Geerkens, poi rimborsato in circostanze poco chiare. Un paio di settimane dopo, Wulff ha generato altre proteste dopo aver <a href="http://www.ilpost.it/2012/01/02/le-pressioni-del-presidente-tedesco-sulla-stampa/">minacciato</a> i giornalisti della <em>Bild</em> qualora fosse uscito un articolo sul suo conto. Negli ultimi giorni, poi, Wulff è stato accusato della vicenda dell&#8217;hotel di Monaco nel 2008 e, solo due giorni fa, di <a href="http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,813533,00.html">aver affittato</a> nel 2010 un SUV della Skoda a prezzo scontato.</p>
<p style="text-align: right;"><small>foto: Sean Gallup/Getty Images</small></p>
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		<title>Il parlamentare egiziano muezzin</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 12:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Post</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[al nour]]></category>
		<category><![CDATA[egitto]]></category>
		<category><![CDATA[mamdouh ismail]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento egitto]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante la seduta di ieri, un deputato salafita si è alzato e ha iniziato a cantare il richiamo alla preghiera, ripreso dal presidente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la seduta del Parlamento egiziano di ieri, un parlamentare del partito estremista islamico salafita al-Nour, Mamdouh Ismail, si è alzato improvvisamente dal suo seggio e <a href="http://www.egyptindependent.com/node/644566">ha cominciato</a> l&#8217;<em>adhān</em>, il richiamo alla preghiera che solitamente cantano i muezzin dai minareti delle moschee, causando alcuni minuti di confusione nell&#8217;assemblea e un apparente imbarazzo anche tra i parlamentari del suo partito.</p>
<p>Il gesto di Ismail è piuttosto incomprensibile, <a href="http://www.arabist.net/blog/2012/2/8/the-salafi-who-called-the-azan-in-parliament.html">scrive</a> il blog The Arabist, non solo perché il Parlamento era nel mezzo di una discussione, ma anche perché non sembrava che fosse uno dei cinque momenti della giornata in cui è prescritta la preghiera obbligatoria per i musulmani. Il presidente del parlamento, Saad al-Katatni, che fa parte dei Fratelli Musulmani, lo ha invitato con decisione a smettere, dicendogli &#8220;Non sei più musulmano di nessuno di noi&#8221; e che vicino all&#8217;edificio del parlamento si trovava una moschea dove era possibile pregare.</p>
<p><iframe width="610" height="351" src="http://www.youtube.com/embed/KcwozhUOw1o" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ismail è un avvocato e un politico estremista islamico, noto in passato per aver difeso diversi egiziani accusati di terrorismo e di legami con al-Qaida. Al momento dell&#8217;insediamento del parlamento, aveva causato un altro momento di confusione quando aveva modificato la formula di giuramento, aggiungendo che sarebbe rimasto fedele alla repubblica egiziana &#8220;fintanto che non sarà violata la legge di Dio&#8221;. I partiti di ispirazione islamica formano quasi tre quarti del parlamento, dopo il lungo processo elettorale concluso il mese scorso. I più radicali, quelli del partito al-Nour di cui fa parte Ismail, hanno ottenuto il 24 per cento dei seggi.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilpost-mondo/~4/EL-x3t_Fg98" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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