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	<title>Enrico Maria Riva</title>
	
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	<description>Scrive su Matchpoint, SpazioTennis e The Tennis Space. Collabora con Tennis Panorama News. Per Ubitennis è stato inviato a Wimbledon e agli Australian Open</description>
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		<title>La donna che non perde(va) mai</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 09:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maria Riva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è una donna nel tennis che non perde una partita da 10 anni. È numero 1 del mondo dal 1999, ha vinto 42 titoli dello Slam e 7 medaglie d&#8217;oro. In carriera ha perso solo 25 partite, vincendone 687. Le ultime &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/enricomariariva/2013/02/12/la-donna-che-non-perdeva-mai/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una donna nel tennis che non perde una partita da 10 anni. È numero 1 del mondo dal 1999, ha vinto 42 titoli dello Slam e 7 medaglie d&#8217;oro. In carriera ha perso solo 25 partite, vincendone 687. Le ultime 470 consecutivamente.<span id="more-2101"></span></p>
<p>Se avete ancora il sopracciglio corrucciato e le labbra dubbiose, rilassatevi. È tutto vero<em>. </em>Esther Vergeer è una 31enne sulla cui forma fisica ci sarebbe poco da dire, se non fosse difficile soprassedere sulla sua sedia a rotelle.</p>
<p>Da molti anni il tennis &#8220;normodotato&#8221; ha un circuito parallelo: il &#8220;Wheelchair tennis tour&#8221;. Uno sport leggermente diverso da quello cui siamo abituati, con la regola del doppio rimbalzo che permette di compensare i limiti di mobilità, ma che nella sostanza rimane pur sempre tennis. Gli atleti in sedia a rotelle disputano gli Slam e i tornei più importanti in contemporanea con i campioni ATP e WTA e spesso ne diventano esempio e stimolo.</p>
<p>L&#8217;ammirazione che Esther Vergeer è riuscita a guadagnarsi nel corso degli anni è enorme. Non c&#8217;è Federer, Djokovic, Nadal o Murray che non abbia passato del tempo con lei sul campo e fuori, che non abbia sentito il desiderio di esserle vicina nei suoi trionfi e che non abbia di fatto contribuito alla diffusione del suo sport.</p>
<p>Esther Vergeer è olandese e nella sua Olanda ha scelto di dire basta. Non ha usato il latino, non cambierà la storia, ma il suo è un nome che rimarrà. Il torneo maschile di Rotterdam, che si disputa questa settimana, la celebra con tutti gli onori, con Federer in prima linea accanto a lei.</p>

<a href='http://www.ilpost.it/enricomariariva/2013/02/12/la-donna-che-non-perdeva-mai/2012-australian-open-day-12-4/' title='Esther Vergeer'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/enricomariariva/files/2013/02/137778816_10-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Esther Vergeer" title="Esther Vergeer" /></a>
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<p>Guardare un match di atleti in sedia a rotelle è cosa da provare. Sembra azzardato dirlo ma non manca praticamente nulla. Certo, è cosa diversa, ma l&#8217;anima del tennis rimane. L&#8217;anno scorso ho assistito alla finale &#8220;Wheelchair&#8221; maschile di Roma su terra rossa. Le sedie, abilmente manovrate dai due atleti, disegnavano e cancellavano ritmicamente cerchi ed ellissi sul campo con le ruote protese nella rincorsa della pallina che difficilmente sfuggiva alla racchetta.</p>
<p>La dinamica del colpire la palla, azionare manualmente la sedia e ritornare a impugnare la racchetta centesimi di secondo prima di colpire la palla ha del miracoloso all&#8217;occhio umano. Non solo. Gli atleti servivano e scendevano a rete, si esibivano in volè, pallonetti e smash con una naturalezza impensabile per chi può contare sulle proprie gambe. Al di là del punteggio, delle esultanze e delle frustrazioni, della stretta di mano finale rimane l&#8217;immagine fortissima del dopo partita, con uno dei due atleti che arriva alla panchina del cambio campo, posiziona l&#8217;arto artificiale sulla gamba amputata, afferra le stampelle, si erge estraendo dalla sacca un pacchetto di sigarette, accende e si allontana trionfante dal campo.</p>
<p>Tornando a Esther Vergeer, la sua è una storia di un dominio che paradossalmente ha giovato al suo sport. Certo, le sue colleghe non vedranno l&#8217;ora di poter vincere qualcosa, ma con lei i paratleti hanno conquistato nuovi palcoscenici. La copertina che la ritrae nuda sull&#8217;ESPN magazine è solo la punta di un&#8217;attenzione mediatica che ora deve essere capitalizzata.</p>
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		<title>Quando il tennis non finisce mai</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 23:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maria Riva</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Che faccio? Prenoto un campo per domani? Sono 15€ all&#8217;ora. Facciamo un paio d&#8217;ore? Almeno riusciamo a finire una partita». Questo accade nella vita reale. Poi c&#8217;è il tennis professionistico. La fantascienza. Questa è la settimana della coppa Davis. Una &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/enricomariariva/2013/02/03/quando-il-tennis-non-finisce-mai/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Che faccio? Prenoto un campo per domani? Sono 15€ all&#8217;ora. Facciamo un paio d&#8217;ore? Almeno riusciamo a finire una partita». Questo accade nella vita reale. Poi c&#8217;è il tennis professionistico. La fantascienza.<span id="more-2072"></span></p>
<p>Questa è la settimana della coppa Davis. Una delle settimane all&#8217;anno dove chi guarda il tennis non spera che la partita sia la più bella possibile e si accontenta che il proprio connazionale la spunti in qualisiasi modo.</p>
<p>La coppa Davis è un retaggio storico, per certi versi anacronistico. Tutte le nazioni partono a sfidarsi a febbraio finchè a dicembre non ne rimangono due che si contendono il titolo di campione del mondo, mentre gli altri 180 e passa paesi del globo se ne fregano altamente di quella che è diventata una sfida a due.</p>
<p>L&#8217;Italia 2013 è tra le più forti e in questi giorni a Torino contende alla Croazia un posto nei quarti di finale del tabellone principale. A sabato sera è in vantaggio due parite a una e ha bisogno di una vittoria ulteriore nella giornata di domenica per completare l&#8217;opera.</p>
<p>Poco distante la Svizzera senza un pigro Roger Federer sfida i campioni in carica della Repubblica Ceca. I primi due singolari sono andati uno per parte e il doppio di sabato sembra essere una vicenda decisiva. Ore 13: si parte.</p>
<p>Punti di qua, punti di là, si va avanti quasi 3 ore e mezza con il risultato di essere due set pari e sostanzialmente non aver cavato un ragno dal buco. Ci vuole il quinto set per decidere chi vince. Nel tennis vige la regola che una volta arrivati a 6 giochi pari si disputi una sorta di spareggio, chiamato tiebreak, che decide le sorti del set. E&#8217; una trovata degli anni settanta, come tutte le novità accolta con scetticismo, ma che ha permesso di accorciare sensibilmente le partite.</p>
<p>Solo che non vale sempre. Nelle partite tre set su cinque, se si escludono gli Open degli Stati Uniti, la regola non vale. Al quinto set, in una situazione di 6 pari, si va avanti finchè uno dei due non ottiene due game di vantaggio.</p>
<p>Affascinante per certi versi. Match point annullati, rimonte, colpi di scena. C&#8217;è un &#8220;contro&#8221; però. Le partite non finiscono mai. Ieri la Svizzera ha disputato il doppio contro la Repubblica Ceca. Dopo 6 ore e 55 minuti le due squadre erano sul 22 pari del quinto set.</p>
<p>7 ore di tennis, a 15€ all&#8217;ora&#8230; Ma non è questo il punto. Ci sono volute 7 ore e 2 minuti perchè la Repubblica Ceca chiudesse l&#8217;incontro sul 24 a 22. Un avvenimento storico, che entrerà nei record del tennis, ma che con il tennis ha poco a che fare. 7 ore è il tempo per dormire, per fare un lungo viaggio, per seminare l&#8217;orto in primavera. Non per giocare a tennis.</p>
<p>Una partita che dura così tanto diventa un fenomeno da circo, come lo è stata la maratona tra Isner e Mahut di Wimbledon terminata 70 a 68 nel set decisivo. Giocare così tanto e così a lungo porta solo a due cose: infortunarsi più facilmente e avere bisogno di aiuti per recuperare le forze. L&#8217;antitesi dello sport insomma.</p>
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		<title>Che fa ragioniere si arrende? Si ritira?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 10:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maria Riva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Bzzzzz. Si? Signora, c&#8217;é Rafa? Si. Può dirgli di scendere per favore? Rafael non sta bene oggi, tornate domani. Ma signora, sono sei mesi che Rafa non viene più a giocare al campo con noi! Domani, tornate domani. È una &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/enricomariariva/2013/01/09/che-fa-ragioniere-si-arrende-si-ritira/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bzzzzz. Si? Signora, c&#8217;é Rafa? Si. Può dirgli di scendere per favore? Rafael non sta bene oggi, tornate domani. Ma signora, sono sei mesi che Rafa non viene più a giocare al campo con noi! Domani, tornate domani.<span id="more-2042"></span></p>
<p>È una serata fresca del luglio londinese 2012. Sul campo centrale di Wimbledon la tirano per le lunghe tanto da dover chiudere il tetto. Si sta per concludere il match di secondo turno tra Nadal, due volte vincitore del torneo e Rosol, un ceco poco protagonista nel circuito Atp. In condizioni normali sarebbe una partita come tante, lo spagnolo vincerebbe a mani basse. Ma c&#8217;è qualcosa che non va. Rafa è apatico, Rosol sembra la reincarnazione di Jack Kramer e la frittata è fatta. È la sorpresa dell&#8217;anno, la sconfitta che non ti aspetti, il risultato che fa vendere i giornali.</p>
<p>Rosol ci mette due giorni a tornare nell&#8217;anonimato, Nadal scompare. Si parla dell&#8217;ennesimo infortunio al ginocchio e ad agosto arriva la conferma: Sindrome di Hoffa. Una patologia del ginocchio che costringe il campione spagnolo a cure intensive e allo stop per il resto della stagione. Per mesi di Nadal si sa poco o nulla, la sindrome viaggia in parallelo con le vicende del più famoso Hoffa: Rafa è sepolto da qualche parte e lo stanno cercando.</p>
<p>A dicembre arrivano le buone notizie. Il ginocchio sta meglio, Nadal è tornato in palestra e sta lavorando alla preparazione della trasferta australiana di gennaio. Poi le prime foto di Rafa con la racchetta in mano e la certezza di rivedersi al termine delle feste. Come ogni anno il 7 volte vincitore del Roland Garros è iscritto all&#8217;esibizione di Abu Dhabi, un torneo arabo che riempie di soldi i migliori giocatori del mondo per assicurarsi il loro debutto stagionale.</p>
<p>Tutti negli Emirati Arabi dunque ma Nadal non arriva. Ha mal di stomaco. Un virus apparentemente. Il ritorno è rimandato. Si parla della successiva settimana in Qatar ma anche qui non c&#8217;è traccia di Rafa. Poi arriva la notizia che salterà anche gli Australian Open in programma da lunedì prossimo.</p>
<p>Ci vuole un po&#8217; a farsela passare perchè la voglia di rivedere Nadal su un campo è tanta, ma dai, ci sta, sarebbe una pazzia rientrare dopo sei mesi, sul cemento, in un torneo di due settimane al meglio dei 5 set. Alla fine Rafa ha fatto bene a prendersela comoda. Tornerà sulla terra rossa di Acapulco.</p>
<p>Apriti cielo. Per i tornei minori del circuito sudamericano è l&#8217;occasione di una vita. Un Nadal in forma non li giocherebbe mai, ma quello attuale ha bisogno di riprendere confidenza con la competizione per cui, vai a sapere, proviamoci! Parte la ricerca di sponsor per &#8220;comprare&#8221; la sua partecipazione. Si parla di oltre un milione di dollari, ma non è un problema, si trovano. Che se poi arriva Nadal te ne fa guadagnare tre volte tanto.</p>
<p>Una speranza che dura pochi giorni. Nadal non sta ancora bene. È lui stesso a dirlo. Gli allenamenti sono nuovamente fermi. Qualcuno lo ha visto in un ospedale di Barcellona, probabilmente per un controllo di routine, ma non se ne sa molto. Chi lavora con lui dice che va tutto bene, che tornerà con la voglia di spaccare il mondo e che sarà ancora il Nadal implacabile di sempre. Noi intanto magari ripassiamo domani.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Federer e la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Dec 2012 09:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maria Riva</dc:creator>
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		<description><![CDATA[42 (milioni di dollari). &#8220;Ho controllato molto approfonditamente e questa è sicuramente la risposta. Ad essere sinceri, penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual è la domanda.&#8221; C&#8217;è un uomo in tour in SudAmerica. &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/enricomariariva/2012/12/08/federer-e-la-risposta-alla-domanda-fondamentale-sulla-vita-luniverso-e-tutto-quanto/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>42 (milioni di dollari). &#8220;Ho controllato molto approfonditamente e questa è sicuramente la risposta. Ad essere sinceri, penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual è la domanda.&#8221;</p>
<p>C&#8217;è un uomo in tour in SudAmerica. Non si porta dietro una band, non ha album in uscita ma è comunque una rockstar. Stadi esauriti, merchandising venduto come fosse bene di prima necessità, folle urlanti che lo attendono negli aeroporti e nei luoghi cui fa visita, giornali che gli dedicano copertine su copertine.<span id="more-2025"></span></p>
<p>Roger Federer è i Beatles del tennis. Ovunque atterri, ovunque metta piede, ovunque prenda in mano la racchetta fa il tutto esaurito. In questo dicembre in cui il circuito riposa il campione è in esibizione in SudAmerica, luogo che per questioni logistiche non ha mai frequentato da professionista e che rigurgita di gente che spende stipendi interi pur di vederlo all&#8217;opera.</p>
<p>Colombia, Brasile, Argentina le tappe di una tournè organizzata dalla Gilette che lo vedrà impegnato in 6 esibizioni contro i giocatori locali. Un impegno di una decina di giorni che gli porterà in tasca una dozzina di milioni di dollari, soldi che quando si tratta di Federer nessuno lesina a mettere sul tavolo.</p>
<p>Federer è nato in svizzera ma è di fatto apolide. Non c&#8217;è paese al mondo in cui la gente gli preferisca rappresentanti locali, non c&#8217;è torneo al mondo in cui il pubblico non sia sempre massicciamente dalla sua parte. I suoi ingaggi sono stratosferici e le aziende si taglierebbero un braccio pur di averlo. Ma lui costa e parecchio.</p>
<p>I contratti di Federer sono esclusivamente pluriennali e a sette zeri. L&#8217;ultimo in ordine di tempo lo ha firmato pochi giorni fa con Moët &amp; Chandon&#8217;s, famosa azienda produttrice di champagne, ed è un accordo stratosferico che in 5 anni <span style="line-height: 24px">permetterà</span><span style="line-height: 24px"> a </span>Roger di guadagnare circa 30 milioni di dollari in cambio dei suoi diritti di immagini a livello mondiale.</p>
<p>Federer ha superato i 30 anni e non giocherà a tennis ancora a lungo. Roger sa che è arrivato il momento di capitalizzare la sua popolarità e lo sta facendo. Il suo straordinario fisico lo ha sempre supportato, lasciandolo immune da infortuni gravi e da soste prolungate. Quest&#8217;anno è tornato a vincere Wimbledon ed è stato a lungo numero 1 del mondo. Se cercate su wikipedia la sua lista dei record ricordatevi di avere una decina di minuti a disposizione per leggerli tutti.</p>
<p>In tutto ciò permetterete un piccolo sfogo ombelicale. Il primo torneo vinto da Federer in carriera è stato quello di Milano nel 2001. Lui c&#8217;è ancora, il torneo no. Un vero peccato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>26 violenze al prezzo di 2</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Nov 2012 13:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maria Riva</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo in Francia. Anni &#8217;90. Il tennis femminile va benissimo con Nathalie Tauziat che raggiunge la finale di Wimbledon e la terza posizione del ranking mondiale. Il suo allenatore ne condivide i meriti: è anche grazie a Régis de Camaret se la &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/enricomariariva/2012/11/24/26-violenze-al-prezzo-di-2/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo in Francia. Anni &#8217;90. Il tennis femminile va benissimo con Nathalie Tauziat che raggiunge la finale di Wimbledon e la terza posizione del ranking mondiale. Il suo allenatore ne condivide i meriti: è anche grazie a Régis de Camaret se la giocatice nata in Africa nel 1965 è tra le migliori del mondo. Un legame molto forte quello tra i due, che prosegue anche quando Tauziat abbandona il tennis professionistico e investe i suoi guadagni in uno sport club di cui de Camaret è socio.</p>
<p><span id="more-1994"></span>Un legame però che le costa caro e che rischia di farle terreno bruciato attorno. Régis de Camaret è uno stupratore secondo la legge francese, che pochi giorni fa lo ha condannato a 8 anni di carcere per aver abusato di due ragazzine dodicenni nel suo ruolo di maestro di tennis.</p>
<p>La violenza fa rumore quando scoperta ma la sua forza è il silenzio. Un silenzio in cui per vent&#8217;anni si sono trincerate le 26 donne molestate da de Camaret. Un silenzio cancellato dalle accuse di <span><span>Isabelle Demongeot, ex numero 2 di Francia, che trovò per prima la forza di raccontare ma che ha permesso all&#8217;ormai 70enne allenatore di vedere derubricate 24 accuse per avvenuta prescrizione.</span></span></p>
<p>Nove giorni di testimonianze di donne abusate, molestate, stuprate dal loro allenatore in un età in cui si sa a malapena cosa sia bacio. Tranne una. Quella di Nathalie Tauziat. Lei al banco ci è andata ma per dire che non le risulta, che de Cameret non ha mai avuto un comportamento scorretto in tutta la sua carriera, che non crede alla sua colpevolezza.</p>
<p>La Francia fatica a capire il perchè. <span style="line-height: 24px">Eppure la cugina di </span><span style="line-height: 24px">Didier Deschamps non sembra tentennare. De Camaret lo ha sempre difeso e lo continua a fare. Nel 2007, quando fu arrestato con l&#8217;accusa di stupro, Tauziat arrivò addirittura a querelare le sue ex colleghe per aver insinuato che stesse coprendo consapevolemente le malefatte dell&#8217;ex allenatore ma perse la causa. </span></p>
<p>La Federazione transalpina di tennis lunedì chiederà a Nathalie Tauziat di dimettersi dal suo ruolo nel consiglio di amministrazione.</p>
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		<title>5 ori per il tennis. Federer ci riprova</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jul 2012 11:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maria Riva</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Iniziano sabato i tabelloni del torneo olimpico di tennis. Sono cinque, ognuno con un suo significato particolare. Ci facciamo un giro prima che tutto cambi.  Qualche nozione base prima di capire chi ha serie possibilità di vincere una medaglia. Si &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/enricomariariva/2012/07/27/5-ori-per-il-tennis-federer-ci-riprova/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziano sabato i tabelloni del torneo olimpico di tennis. Sono cinque, ognuno con un suo significato particolare. Ci facciamo un giro prima che tutto cambi. <span id="more-1971"></span></p>
<p>Qualche nozione base prima di capire chi ha serie possibilità di vincere una medaglia. Si gioca a Wimbledon, su erba, al meglio dei 2 set su 3 tranne la finale maschile per l&#8217;oro che si gioca al meglio dei 5 set. Per chi vedrà la cerimonia di apertura stasera, ci saranno un po&#8217; di tennisti come porta bandiera (Svizzera &#8211; non Federer però &#8211; Serbia, Polonia, Russia, Cipro, Bielorussia, Liechtenstein, Romania)</p>
<p><strong>Il tabellone maschile</strong></p>
<p>64 giocatori con Federer testa di serie numero 1 e Djokovic numero 2. Manca Rafael Nadal, campione olimpico in carica, che da porta bandiera per la Spagna è diventato un semplice spettatore giovedì scorso, quando ha comunicato che le ginocchia non sono pronte per sopportare un altro torneo. Federer è il favorito d&#8217;obbligo: ha appena vinto il suo settimo Wimbledon e non ha mai conquistato l&#8217;oro in singolare nelle tre precedenti Olimpiadi. A contendergli l&#8217;oro sulla carta Djokovic, Murray, Tsonga, Berdych e Ferrer. Sulla carta però.</p>
<p>Storicamente  i tornei olimpici sono sempre pieni di sorprese. Tra i vincitori passati ci sono Rosset e Massu, gente che non ha mai vinto altro di importante. Per l&#8217;Italia ci sono Fognini e Seppi. Il primo purtroppo esordisce contro Djokovic, il secondo può fare un po&#8217; di strada ma difficilmente arriverà a medaglie. Da tenere d&#8217;occhio: Raonic, Stepanek e Roddick.</p>
<p><strong>Il tabellone femminile</strong></p>
<p>64 giocatrici con Serena Wiliams favorita anche se l&#8217;esordio contro Jankovic non è tra i migliori. Quello femminile è forse il tabellone più incerto. Quattro anni fa la Russia fece il miracolo conquistando tutte e tre le medaglie, ora è uno scenario impossibile per tutti. Tra le medagliabili ci sono Azarenka, Radwanska, Venus Williams, Sharapova e Kerber. Poi bisognerà vedere Wozniacki, Clijsters, Ivanovic, Schiavone e altre come affronteranno il torneo. Quattro italiane in tabellone con sorteggi infelici per le prime due: Sara Errani contro Venus Williams, Vinci contro Clijsters, Pennetta contro Cirstea e Schiavone contro Zakopalova.</p>
<p><strong>Il doppio maschile</strong></p>
<p>32 coppie con i gemelli Bryan favoriti ma non vincenti sicuri. La storia del torneo è Leander Paes, monumento indiano alla sua sesta olimpiade e le cui possibilità di medaglia sono un punto di domanda. Paes è tuttora uno dei doppisti più forti del mondo ma a Londra fa coppia con un connazionale semi sconosciuto. Questo perchè né il suo storico compagno Bhupathi né il talento Bopanna hanno voluto far coppia con lui a causa di attriti mai risolti. Francia e Spagna possono ambire alla medaglia così come la Repubblica Ceca e la Svizzera campione in carica. La coppia italiana Bracciali Seppi non dovrebbe fare molta strada.</p>
<p><strong>Il doppio femminile</strong></p>
<p>32 coppie con due sorelle questa volta favorite: Serena e Venus Williams. Questa è la medaglia più scontata delle cinque, con le Williams strafavorite. L&#8217;Italia ha ottime possibilità di salire sul podio con le coppie Errani/Vinci e Pennetta/Schiavone entrambe molto forti. Le teste di serie numero 1 sono le altre due americane Huber e Raymond ma già al secondo turno rischiano grosso contro le sorelle Radwanska. La Germania e Russia tra le favorite per il podio.</p>
<p><strong>Il doppio misto</strong></p>
<p>16 coppie per un tabellone che verrà sorteggiato il 31 luglio. Poichè il doppio misto si gioca solo negli Slam e i più forti si guardano bene dal prendervi parte è impossibile fare qualsiasi previsione seria.</p>
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		<title>Le lacrime di Andy Murray</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2012 08:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maria Riva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[andy murray]]></category>
		<category><![CDATA[Roger Federer]]></category>
		<category><![CDATA[wimbledon]]></category>
		<category><![CDATA[wimbledon 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla fine piangevano tutti. Piangeva Murray, che aveva appena perso la sua prima finale di Wimbledon, piangeva Federer che per l&#8217;ennesima volta aveva appena finito di riscrivere la storia del tennis, piangeva il pubblico che per una volta ci aveva &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/enricomariariva/2012/07/09/le-lacrime-di-andy-murray/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine piangevano tutti. Piangeva Murray, che aveva appena perso la sua prima finale di Wimbledon, piangeva Federer che per l&#8217;ennesima volta aveva appena finito di riscrivere la storia del tennis, piangeva il pubblico che per una volta ci aveva creduto veramente.<span id="more-1949"></span></p>
<p>Qualcuno ha scritto che la cerimonia di premiazione della finale vinta da Federer 46 75 63 64 sembrava una puntata di Centovetrine. Vista da fuori può darsi. Chi segue sa che è normale vedere lacrime alla fine di uno Slam. Che sia chi vince o chi perde un po&#8217; d&#8217;acqua viene giù. I tornei maggiori, nell&#8217;ultimo decennio, si sono dotati del tetto per proteggersi dalla pioggia ma nessuno ha ancora inventato una protezione per quelle gocce che dagli occhi si insinuano nella gola, togliendo il fiato e le parole a gente abituata a vivere su un palcoscenico.</p>
<p><iframe width="610" height="458" src="http://www.youtube.com/embed/XL5Ls4GDm2M" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Solo in mezzo al campo, un microfono in mano, 15 mila persone in piedi ad applaudire, altrettante assiepate all&#8217;esterno, rumorossissime, e poi la gente nei pub, quelli a casa, tutti ad abbracciare quello scozzese con l&#8217;aria da bambino e la mamma al seguito che per l&#8217;ennesima volta era andato così vicino a vincere un torneo dello Slam. Wimbledon per di più, il torneo di casa, quello che aveva fatto scomodare William e Kate, il primo ministro Cameron e decine di personalità, quel torneo che i britannici non vincono dal 1936. Un ragazzo esile e taciturno su cui un popolo si è appoggiato per 15 giorni nella speranza di tornare a sognare. Una pressione che solo a scriverla fa venire da urlare. Downing Street che domenica issa la bandiera scozzese prima dell&#8217;incontro per stargli accanto, i giornali che gli dedicano 10 pagine (10!) consecutive prima del match della vita.</p>
<p>E lui con umiltà scende in campo, ci prova, vince addirittura il primo set e nel secondo ha occasioni per prendere il largo. Davanti però ha Roger Federer, uno che se il tennis non l&#8217;avessero inventato darebbe il nome a questo sport tanto lo rappresenta. L&#8217;uomo che ha vinto 17 Slam, che è stato più a lungo numero 1 al mondo, i cui record sono talmente tanti che fanno venire i brividi.</p>
<p>&#8220;Ci sono sempre più vicino&#8221;. È riuscito a dire questo prima che la gola si paralizzasse in un&#8217;emozione mai vissuta prima. Murray guarda il cielo e deglutisce cercando quella calma che non esiste in queste occasioni, Federer si morde il labbro inferiore e chi ha memorie australiane sa bene cosa vuol dire. È la condanna di questo sport maledetto in cui per due settimane sei da solo. C&#8217;è il tuo team, ci sono i tuoi amici, c&#8217;è il pubblico ma tu sei da solo, a correre avanti indietro, contro avversari che non ti fanno respirare e con le emozioni che si accumulano. La paura, la rabbia, la frustrazione, l&#8217;angoscia, le debolezze si impilano, una sull&#8217;altra, giorno dopo giorno senza che tu possa condividerle o cacciarle. E poi, di colpo, tutto finisce. Una pallina che esce dagli schemi e stop. E tu rimani lì, su una sedia, la testa tra le mani, a riflettere sui cazzotti che ancora ti fanno tremare dentro.</p>
<p>Vallo a spiegare a Murray che quello che è accaduto domenica è probabilmente la sua più grande vittoria. Un paese, il suo paese, in piedi, ad applaudire il ragazzo che improvvissamente è diventato un uomo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Federer Djokovic 63 36 64 64: liveblogging</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 11:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maria Riva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[16.29 Federer chiude al primo match point e conquista la finale di Wimbledon. Se la vincerà tornerà numero 1 del mondo. 16.24 Djokovic tiene il servizio e ora Federer serve sul 5 a 3 per il match 16.19 Federer con &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/enricomariariva/2012/07/06/federer-vs-djokovic-liveblogging/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>16.29 Federer chiude al primo match point e conquista la finale di Wimbledon. Se la vincerà tornerà numero 1 del mondo.</strong></p>
<p><strong>16.24 </strong>Djokovic tiene il servizio e ora Federer serve sul 5 a 3 per il match</p>
<p><strong>16.19 </strong>Federer con le palle nuove tiene il servizio in un battibaleno e si assicura di servire almeno una volta per il match. Intanto 5 a 2 per lui nel quarto. In ogni caso il vincente di Murray Tsonga non avrà un avversario semplice in finale.</p>
<p><strong>16.15</strong> Djokovic si salva miracolosamente da 0 40 in un game faticosissimo e riesce a rimanere attaccato al match che comunque lo vede sotto 2 a 4 nel quarto set</p>
<p><strong>16.09</strong> 2 ore di gioco e Federer è avanti 4 a 1 nel quarto set. A due game dalla 8va finale di Wimbledon. Per ora serve al meglio e questa è la chiave.</p>
<p><strong>16.01</strong> Djokovic in confusione, perde il servizio a 15. Mirka ci crede. Federer 3 a 0</p>
<p><strong>15.57</strong> Federer tiene il servizio in apertura di quarto set. Servire per primo potrebbe essere un bel vantaggio per lui.</p>
<blockquote class="twitter-tweet"><p>Only 1 hr 44 mins played. So Djoko has plenty of gas left in tank if its a matter of endurance. Remember Fed lost from 2 sets up last year</p>
<p>— Barry Flatman (@Barry_FlatmanST) <a href="https://twitter.com/Barry_FlatmanST/status/221241083642908673">July 6, 2012</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>15.51</strong> Neanche a dirlo. Federer toglie il servizio a Djokovic e porta a casa il terzo set. 64 per lui. Djokovic tra i due è quello che può recuperare ma deve fare un miracolo.</p>
<p><strong>15.45</strong> Federer si mette nei pasticci da solo con un diritto sbagliato di mezzo metro ma salva la palla break e conquista il 5 a 4 con tre servizi vincenti consecutivi. Tensione in campo ora perchè entrambi sanno che è un momento decisivo.</p>
<p><strong>15.28</strong> Djokovic <strong>regala una palla break con un doppio fallo ma la salva vincendo un punto stratosferico di una trentina di scambi. </strong>Federer conquista un&#8217;altra palla break con un meraviglioso rovescio lungolinea ma sbaglia il colpo successivo. 4 a 3 per lui nel terzo</p>
<p><strong></strong><strong>15.23</strong> 3 a 2 Federer senza break. Partita tutt&#8217;altro che divertente per ora ma invecchiando è destinata a migliorare.</p>
<p><strong>15.15</strong> Djokovic salva una delicata palla break nel suo primo gioco al servizio del terzo set (o meglio, Federer sbaglia una risposta non impossibile) e il punteggio è sul 2 a 1 Federer. Molto nervosi entrambi ora.</p>
<p><strong>15.03</strong> Un&#8217;ora di gioco e già due set conclusi. Questa volta è 63 Djokovic che chiude con un ace. Se Federer non torna a servire al 100% diventa dura per lui.</p>
<p><strong>14.57</strong> cambio della racchetta per Federer ma non cambia il risultato. I punti si stanno allungando e ne è avvantaggiato Djokovic che comanda il gioco con il diritto. 5 a 2 per lui nel secondo set.</p>
<p><strong>14.48</strong>Federer fatica molto a tenere la sua battuta, Djokovic la porta a casa a zero. 4 a 1 per il serbo.</p>
<blockquote class="twitter-tweet"><p>Run, Nole. Run. — Aleksa(@Noleksa) <a href="https://twitter.com/Noleksa/status/221222856766406656">July 6, 2012</a></p></blockquote>
<p><strong>14.41</strong> Improvvisamente gli scambi si allungano e Djokovic ha tre palle break consecutive in avvio di set. Sfrutta la seconda e va a condurre 3 a 0</p>
<p><strong>14.33</strong>Altro game sontuoso per Federer che piazza due ace e chiude il primo set 63. Per ora un Roger molto molto molto in palla. Djokovic deve tirare fuori i denti. Federer non ha mai perso un set nelle 7 semifinali precedentemente giocate a Wimbledon</p>
<blockquote class="twitter-tweet"><p>8th SF for Federer at Wimbledon. He won the 7 previous ones in 3 sets. — Yannick Cochennec (@YCochennec) <a href="https://twitter.com/YCochennec/status/221219451448729600">July 6, 2012</a></p></blockquote>
<p><strong>14.28</strong> Federer solidissimo al servizio chiude anche il 7° game con un ace e conduce 5 a 2 nel primo set. Partita per ora che vola via. poco più di 20 minuti giocati.</p>
<p><strong>14.26</strong>Game confuso con tanto di scivolata a rete per Djokovic che perde il servizio. 4 a 2 Federer e pubblico per ora con lui. Pistorius tifa Djokovic</p>
<blockquote class="twitter-tweet"><p>Just got up to my room. Next 2 hours going to spend shouting at the tv whilst @<a href="https://twitter.com/DjokerNole">DjokerNole</a> smashes the Wimbledon Semi-Final! Got faith! — Oscar Pistorius (@OscarPistorius) <a href="https://twitter.com/OscarPistorius/status/221217816337063936">July 6, 2012</a></p></blockquote>
<p><strong>14.21</strong> Gragnuola (sempre si scriva così) di ace per Federer che conduce 3 a 2 senza break nel primo set. Per ora scambi brevi e dominati da chi è alla battuta.</p>
<p><strong>14.15</strong> Federer 2 Djokovic 1 al primo stop. Per ora 3 serivizi tenuti facilmente con buone percentuali di prime per entrambi. Difficile pensare ad un match che si concluda in 3 set per ora. Fa impressione vedere il campo centrale con le linee del servizio immacolate. Ormai non si viene quasi più a rete.</p>
<p><strong>14.07</strong>i giocatori al loro ingresso in campo</p>
<blockquote class="twitter-tweet"><p>Pic: Federer &amp; Djokovic walking onto Centre Court for today&#8217;s <a href="https://twitter.com/search/%2523Wimbledon">#Wimbledon</a> semifinal <a title="http://twitter.com/Wimbledon/status/221213782419058688/photo/1" href="http://t.co/ThuLeEYY">twitter.com/Wimbledon/stat…</a> — Wimbledon (@Wimbledon) <a href="https://twitter.com/Wimbledon/status/221213782419058688">July 6, 2012</a></p></blockquote>
<p><strong>14.03</strong> nonostante i due abbiano già giocato 26 volte questa è la prima volta che si affrontano sull&#8217;erba. siamo 14 12 per Federer che ha vinto il sorteggio è ha deciso di servire per primo.</p>
<p><strong>13.59</strong>nel frattempo qualche ombra sulla finale femminile di domani. problemi respiratori per Radwanska</p>
<blockquote class="twitter-tweet"><p>Agnieszka Radwanska skipping her presser today at <a href="https://twitter.com/search/%2523Wimbledon">#Wimbledon</a>. Respiratory infection, struggling to talk. Unclear what means for final — Christopher Clarey (@christophclarey) <a href="https://twitter.com/christophclarey/status/221209418472239105">July 6, 2012</a></p></blockquote>
<p><strong>13.55</strong> Federer e Djokovic sul Centrale di Wimbledon per la prima semifinale. Partita molto importante per lo svizzero per un sacco di ragioni. Le più importanti: se Roger vince il torneo torna numero 1 del mondo e diventa il giocatore che è stato più a lungo in testa alla classifica nella storia del tennis e inoltre giocherebbe la finale da favorito o contro Murray o contro Tsonga in cerca del 7° Wimbledon e del 17° Slam. Si gioca con il tetto chiuso per il maltempo e sarà così per tutta la partita (la regola dice, una volta chiuso non si riapre). La finale in streaming la potete vedere qui http://www.ilpost.it/2012/07/06/djokovic-federer-wimbledon-streaming/</p>
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		<item>
		<title>Scusa, come lo batto Federer?</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 09:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maria Riva</dc:creator>
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		<category><![CDATA[federer]]></category>
		<category><![CDATA[fish]]></category>
		<category><![CDATA[nadal]]></category>
		<category><![CDATA[riva]]></category>
		<category><![CDATA[tennis]]></category>
		<category><![CDATA[wimbledon]]></category>
		<category><![CDATA[youzhny]]></category>

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		<description><![CDATA[Wimbledon è quasi alla fine. Mancano le partite più importanti. Quelle dei record, dei numeri 1, dei &#8220;ho vinto il torneo più importante&#8221;. Nell&#8217;attesa ecco cosa potreste esservi persi e non era il caso di farlo. Nel suo match di &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/enricomariariva/2012/07/06/scusa-come-lo-batto-federer/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Wimbledon è quasi alla fine. Mancano le partite più importanti. Quelle dei record, dei numeri 1, dei &#8220;ho vinto il torneo più importante&#8221;. Nell&#8217;attesa ecco cosa potreste esservi persi e non era il caso di farlo.<span id="more-1827"></span></p>
<p>Nel suo match di quarti di finale il russo Mikhail <strong>Youzhny</strong> non sapeva che pesci pigliare contro Roger <strong>Federer</strong>. Chiedere consiglio ad Andre Agassi in tribuna non gli è servito a molto.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/dBzGHehl2Ss" frameborder="0" width="610" height="343"></iframe></p>
<p>Contro <strong>Djokovic</strong> è stato il pubblico a suggerire a <strong>Troicki</strong> cosa fare. Il serbo l&#8217;ha presa bene</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/-3um_Lw5yoI" frameborder="0" width="610" height="343"></iframe></p>
<p>Non è Wimbledon ma questo serve a darvi un&#8217;idea di che personaggio bizzarro sia <strong>Youzhny</strong> (da guardare fino alla fine)</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/fi-CgSO9Evw" frameborder="0" width="610" height="343"></iframe></p>
<p>Non solo i giocatori si fanno male. Ne sa qualcosa la giudice di linea che si è beccata una pallinata in faccia da Mardy <strong>Fish</strong> e ha dovuto lasciare il campo prima del tempo.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/NQEfmohJ17E" frameborder="0" width="610" height="343"></iframe></p>
<p>Per guardare il tennis bastano gli occhi. Le mani possono fare altro</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/VYbT2r4Tong#t=01m13s" frameborder="0" width="610" height="343"></iframe></p>
<p>Questo è un .gif ma vi mostra un incontro amichevole tra Fabio <strong>Fognini</strong> e un giudice di linea</p>
<p><img src="http://s11.postimage.org/62nxuqdz5/tumblr_m6q8tw25_Aa1qgeyd8o1_500.gif" alt="" /></p>
<p>A <strong>Djokovic</strong> gli scherzi piacciono, si sa. Nessuno però si aspettava che nel suo match di esordio estraesse qualcosa di simile dalla sua borsa</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/G5sO4tU2Vp8" frameborder="0" width="610" height="343"></iframe></p>
<p><strong>Nadal</strong> ha inaspettatamente perso al secondo turno contro il ceco Rosol. I nervi non lo hanno aiutato come mostra questo cambio di campo</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/7FnBi__R4Fs#t=01m49s" frameborder="0" width="610" height="343"></iframe></p>
<p>Tennisti che perdono la racchetta o che finiscono in rete, cameramen che svengono o spettatori che fanno ole solitarie. Li trovate qui.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/cjbLZ4tzSp0" frameborder="0" width="610" height="343"></iframe></p>
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		<title>Il pasticcio del tennis alle Olimpiadi</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 10:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maria Riva</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo post vi farà venire il mal di testa. Si cercherà di capire perchè alcuni dei giocatori tra i più forti al mondo non potranno andare alle Olimpiadi anche se ne avrebbero tutto il diritto. Mettetevi comodi, si parte. Tempo &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/enricomariariva/2012/06/18/il-pasticcio-del-tennis-alle-olimpiadi/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post vi farà venire il mal di testa. Si cercherà di capire perchè alcuni dei giocatori tra i più forti al mondo non potranno andare alle Olimpiadi anche se ne avrebbero tutto il diritto. Mettetevi comodi, si parte.</p>
<p><span id="more-1787"></span>Tempo addietro la Federazione Internazione ha stabilito che a disputarsi l&#8217;oro olimpico in quel di Wimbledon sarebbero andati i 56 giocatori e le 56 giocatrici meglio classificati alla data dell&#8217;11 giugno 2012. I restanti 8 posti necessari per arrivare a due tabelloni di 64 giocatori sarebbero stati determinati attraverso inviti che il comitato olimpico riserva al paese ospitante e alle federazioni meno rappresentate ai giochi. Per quanto riguarda i doppi sono ammesse 32 coppie per genere mentre il doppio misto vedrà 16 squadre in campo. Fin qui tutto semplice.</p>
<p>Però ci sono dei però. Tanti però. I primi sono universali e riguardano tutti. Requisito ugualmente fondamentale per essere eligibile per le Olimpiadi è aver dato disponibilità al proprio paese per disputare la Coppa Davis o la Fed Cup. Dolgopolov e Anderson, per fare due esempi, non l&#8217;hanno fatto e a Londra non ci andranno anche se la classifica glielo consentirebbe. Era una regola chiara e universale, non l&#8217;hanno rispettata, bene così. Nessuno si lamenta.</p>
<p>Un terzo requisito fondamentale è che ogni federazione nazionale non può mandare più di 4 giocatori (e 4 giocatrici) in singolo e 2 in doppio. Il criterio di scelta è sempre quello della classifica internazionale all&#8217;11 giugno 2012. Per fare un esempio Feliciano Lopez è il numero 17 del mondo ma ha davanti a sè 4 connazionali per cui a giocare il torneo di singolare non ci andrà. Regole chiare, universali, anche qui nessuno si lamenta. Certo, Lopez si mangia le mani perchè il quarto spagnolo, Verdasco, è una sola posizione sopra di lui in classifica, ma tant&#8217;è, le regole sono regole.</p>
<p>Ora cominciano le complicazioni. Le federazioni nazionali e i relativi comitati olimpici hanno tempo fino al 21 giugno per comunicare alla federazione internazionale la lista dei giocatori che effettivamente vogliono mandare a Londra. Sì perchè, nonostante i giocatori abbiamo conseguito tutti i requisiti necessari per giocarsi le Olimpiadi, le loro federazioni possono decidere il contrario. E allora vediamo qualcuno di questi casi complicati:</p>
<p>Germania &#8211; Ci sono due giocatori tedeschi che si sono qualificati di diritto: Mayer (29) e Kohlschreiber (34). Peccato però che la federazione tedesca si fosse data come regola interna quella di mandare solo atleti che fossero classificati nei primi 24 del mondo. Una bella fregatura, soprattutto per Kohlschreiber che giusto qualche giorno fa ha battuto Rafael Nadal sull&#8217;erba, stessa superficie su cui si disputeranno le Olimpiadi. Ora in Germania si discute animatamente se abbia senso non mandare i due giocatori e la federazione sembra sul punto di cambiare idea. Stesso discorso vale per le donne: Julia Goerges (25) e Mona Barthel (32) rischiano di perdere l&#8217;opportunità di una vita, conquistata di diritto sul campo.</p>
<p>Svezia &#8211; Sofia Arvidsson è numero 48 del mondo ma non andrà a Londra. Nonostante la sua federazione sia propensa a schierarla, il comitato olimpico svedese ha deciso che il requisito minimo era la presenza tra le prime 8 del mondo. Non importa che Arvidsson abbia ottenuto tutti i criteri internazionali necessari, le olimpiadi Sofia le vedrà in televisione.</p>
<p>Nuova Zelanda &#8211; Marina Erakovic è numero 46 del mondo ma la sua federazione non sembra intenzionata a mandarla a Londra. Anche per lei il 21 giugno arriverà una risposta definitiva. Se da un lato è comprensibile che un paese dall&#8217;altro capo del mondo non voglia sobbarcarsi spese ritenute inutili, dall&#8217;altro va notato che attualmente la stagione tennistica si svolge proprio in Inghilterra dove Erakovic si appresta a partecipare a Wimbledon.</p>
<p>Belgio &#8211; Olivier Rochus è tre posizioni più in alto del connazionale David Goffin eppure quest&#8217;ultimo andrà alle Olimpiadi e il primo con tutta probabilità no. La federazione belga impone che un giocatore abbia raggiunto almeno un ottavo di finale nei tornei degli Slam. Il paradosso è che Rochus, da un decennio nel circuito e vincitore di tornei Atp, non ci è riuscito, mentre lo sconosciuto connazionale Goffin ha imbroccato il torneo della vita al recente Roland Garros dove, pur sconfitto nelle qualificazioni, grazie ad un ripescaggio è stato capace di arrivare fino al quarto turno dove ha messo in difficoltà Roger Federer.</p>
<p>India &#8211; Qui la situazione è ancora più complicata e riguarda il doppio maschile, specialità in cui da tempo il paese è molto forte. La coppia Paes Bhupathi è una delle più titolate degli ultimi anni ma i due si odiano a morte e da qualche tempo non ne vogliono sapere di giocare assieme. Paes attualmente è il miglior indiano nella classifica mondiale di doppio e la federazione indiana (AITA) ha deciso di mandarlo alle olimpiadi proprio con Bhupathi. Apriti cielo. Bhupathi ha detto che neanche morto andrebbe a Londra con Paes e ha ricordato alla federazione di avere tutti i requisiti per avere il secondo posto riservato di diritto assieme al connazionale Bopanna. L&#8217;AITA però inspiegabilmente ha deciso, per ora, di mandare una sola coppia ai giochi e, visto il diniego di Bhupathi, ha chiesto allo stesso Bopanna di fare coppia con Paes. Riapriti cielo. Non solo Bopanna detesta Paes al pari del compagno ma come terza scelta si è sentito oltraggiato che la federazione gli abbia proposto di tradire Bhupathi. Per ora la situazione è che Paes andrà di sicuro ma non è ancora chiaro con chi mentre la coppia ribelle è in attesa di conoscere il proprio destino. Proprio oggi Aiay Maken, ministro dello sport indiano, ha scritto su twitter che non ha senso che l&#8217;AITA non sfrutti i due posti a disposizione, lasciando intendere che farà pressione per mandare anche la coppia Bhupathi Bopanna.</p>
<p>Come detto il 21 giugno sarà chiaro una volta per tutte chi andrà realmente alle Olimpiadi e chi rimarrà a casa. Rimane assurdo tuttavia che dei professionisti debbano rispettare delle regole universali per poi essere soggetti a regole discrezionali delle federazioni locali.</p>
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