<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.ilpost.it/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0">

<channel>
	<title>Flavia Perina</title>
	
	<link>http://www.ilpost.it/flaviaperina</link>
	<description>Politica e giornalista italiana, ex-direttore del Secolo d'Italia. Nell'agosto 2010 aderisce a Futuro e Libertà per l'Italia, la nuova formazione politica fondata da Gianfranco Fini.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Mar 2011 15:48:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
		<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.ilpost.it/ilpost-flaviaperina" /><feedburner:info uri="ilpost-flaviaperina" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item>
		<title>Cacciata</title>
		<link>http://feeds.ilpost.it/~r/ilpost-flaviaperina/~3/s2wKztZzTfY/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/03/22/cacciata/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 15:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/flaviaperina/?p=148</guid>
		<description><![CDATA[Ho appreso oggi, da una lettera a firma del presidente del nuovo consiglio di amministrazione del Secolo d&#8217;Italia, Giuseppe Valentino, del mio «esonero dalle funzioni di direttore politico» del Secolo d&#8217;Italia. La lettera mi è stata consegnata da una impiegata. &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/03/22/cacciata/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appreso oggi, da una lettera a firma del presidente del nuovo consiglio di amministrazione del Secolo d&#8217;Italia, Giuseppe Valentino, del mio «esonero dalle funzioni di direttore politico» del Secolo d&#8217;Italia. La lettera mi è stata consegnata da una impiegata. Nel testo si afferma che l&#8217;esonero «ha effetto immediato» e che il Cda «gradirebbe molto poterLe affidare la rubrica settimanale “D&#8217;altro canto” che sarà quanto prima attivata per consentire anche argomenti in dissenso rispetto alla linea editoriale».</p>
<p>Non è stato peraltro comunicato, né a me né al Comitato di Redazione, né al direttore responsabile Luciano Lanna, quale sia questa nuova «linea editoriale» e chi sarà a esprimerla.</p>
<p><span id="more-148"></span>Di fatto, la mia estromissione dal Secolo, senza neppure l&#8217;indicazione di un altro nome per la direzione, configura a tutti gli effetti una «cacciata», portata a termine con l&#8217;arroganza e la prepotenza senza idee che caratterizza, purtroppo, il cosiddetto Popolo della libertà.</p>
<p>Ben prima della frattura di Fli questo mondo aveva manifestato la sua insofferenza per un quotidiano libero, coraggioso nell&#8217;affrontare temi scomodi – dall&#8217;integrazione ai rapporti con l&#8217;Islam, dalle veline in lista alla legalità – oltre ogni difesa d&#8217;ufficio degli assetti di potere del centrodestra. Personalmente, sono orgogliosa del lavoro che ho svolto al Secolo, insieme col condirettore Luciano Lanna e all&#8217;amministratore Enzo Raisi, ai colleghi, ai collaboratori, ai poligrafici e a tutta la struttura del nostro quotidiano. Con me hanno condiviso e realizzato un progetto con pochi precedenti a destra, dimostrando che il nostro mondo sa esprimere molto di più dell&#8217;invettiva e della retorica trombonesca che ha caratterizzato tanta stampa di destra.</p>
<p>Un&#8217;ultima riga, a titolo di puro divertimento, voglio dedicarla all&#8217;offerta di una rubrica settimanale «in dissenso». In trent&#8217;anni di lavoro nelle redazioni non ho mai visto niente di più assurdo: basta questo per qualificare l&#8217;idea di libero giornale e di libero giornalismo di presunti “editori” che non hanno avuto neppure il coraggio di affrontarmi in un responsabile colloquio.</p>
<p style="text-align: right;"><em>(<a href="http://www.ilfuturista.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1774%3Aqcacciataq-dal-secolo-ditalia-e-nemmeno-il-coraggio-di-un-colloquio&amp;catid=302%3Apolitica-3&amp;Itemid=457">questo articolo è stato pubblicato sul Futurista</a>)</em></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilpost-flaviaperina/~4/s2wKztZzTfY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/03/22/cacciata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>21</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/03/22/cacciata/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Alle amichette comprassero un visone</title>
		<link>http://feeds.ilpost.it/~r/ilpost-flaviaperina/~3/ezMkA7xsJww/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/02/07/alle-amichette-comprassero-un-visone/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 17:07:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[liliana cavani]]></category>
		<category><![CDATA[ruby]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/flaviaperina/?p=144</guid>
		<description><![CDATA[Non vengo dalla cultura femminista e sono molto stupita delle polemiche che sta suscitando, a sinistra, la mobilitazione delle donne del 13 febbraio. Ho firmato anche io, insieme a Giulia Bongiorno, l&#8217;appello a scendere in piazza e la questione mi &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/02/07/alle-amichette-comprassero-un-visone/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non vengo dalla cultura femminista e sono molto stupita delle polemiche che sta suscitando, a sinistra, la mobilitazione delle donne del 13 febbraio. Ho firmato anche io, insieme a Giulia Bongiorno, l&#8217;appello a scendere in piazza e la questione mi sembrava molto semplice: si trattava di indire una civile protesta non contro le arcorine, non contro Ruby, la Polanco o le altre, non contro le abitudini private di chicchessia, ma contro l&#8217;idea che la selezione della rappresentanza femminile avvenga col “metodo Mora” e le liste bloccate siano usate per dare un salario ad amanti occasionali o fisse del tutto disinteressate alla politica fino al giorno prima.</p>
<p>Questo è il nocciolo politico della questione, e mi è difficile immaginare che ci si possa dividere su un tema così. Eppure, succede. Con effetti paradossali: due sere fa, durante una accesa discussione con un paio di “compagne”, mi sono trovata io, di destra, a difendere Nilde Jotti (che, secondo loro, aveva pure lei il suo Papi a darle una mano), ricordando che approdò in Parlamento da ex-staffetta partigiana e non da ballerina di Macario. Oggi ho letto interdetta un&#8217;altra “compagna”, la regista Liliana Cavani, che incita a protestare nel nome dell&#8217;antifascismo, collegando le notti di Arcore alla «cultura maschia del Ventennio che ha pervaso la generazione dei nostri nonni».</p>
<p>Magari farebbe bene a tutte sfrondare, semplificare, andare al punto, rinunciando alla piccola vanità di cercare qualcosa di originale da spiegare su una questione che, alla fin fine, è molto banale: la politica è una cosa seria e la scelta delle classi dirigenti – perché tali sono i consiglieri o i parlamentari inseriti nelle liste bloccate – non si può fare promuovendo gente che della politica se ne è sempre fregata. Non c&#8217;entra il moralismo, non c&#8217;entra la libertà sessuale, non c&#8217;entra il fascismo o l&#8217;antifascismo. C&#8217;entra un minimo di etica pubblica. Alle amichette comprassero un visone o una profumeria, come si faceva una volta: nessuno si scandalizzerà o scenderà in piazza.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilpost-flaviaperina/~4/ezMkA7xsJww" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/02/07/alle-amichette-comprassero-un-visone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/02/07/alle-amichette-comprassero-un-visone/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Il mito incapacitante</title>
		<link>http://feeds.ilpost.it/~r/ilpost-flaviaperina/~3/YQoVwYaL0O0/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/19/il-mito-incapacitante/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 14:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/flaviaperina/?p=137</guid>
		<description><![CDATA[«Qualsiasi cittadino chiederebbe al suo sindaco di dimettersi se finisse implicato in qualcosa del genere», dice Roberto Menia, e ha ragione. Ma «qualcosa del genere» &#8211; la storia di Ruby e i dettagli sulle feste di Arcore raccontati dalle allegre &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/19/il-mito-incapacitante/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Qualsiasi cittadino chiederebbe al suo sindaco di dimettersi se finisse implicato in qualcosa del genere», dice Roberto Menia, e ha ragione. Ma «qualcosa del genere» &#8211; la storia di Ruby e i dettagli sulle feste di Arcore raccontati dalle allegre ragazze della Olgettina &#8211; impedirebbe a un cantante di andare a Sanremo, a un genitore di candidarsi al consiglio scolastico, a un primario di continuare a gestire il suo reparto senza aver prima fatto chiarezza e dimostrato in modo convincente la sua assoluta estraneità. Qualsiasi figura rappresentativa è connessa a quella che una volta si chiamava &#8220;reputazione&#8221;, e senza arrivare alle vette simboliche degli eroi civili come Paolo Borsellino (di cui oggi ricorreva, come ha ricordato Fabio Granata, il compleanno), è lì, nella reputazione, che convergono le famose &#8220;precondizioni della politica&#8221;: rispetto del ruolo, etica pubblica, responsabilità. Bene ha fatto Futuro e libertà a reagire con parole forti allo scenario sconvolgente che emerge dall&#8217;inchiesta sui Wild Party a Villa Certosa. Questa vicenda tocca il &#8220;cuore&#8221; della questione che ha portato nella scorsa primavera allo strappo del Pdl &#8211; il senso dello Stato e della dignità istituzionale &#8211; e non c&#8217;è considerazione di opportunità che possa valere davanti allo sfregio alla nostra immagine collettiva che emerge dagli atti sulle notti di Arcore.</p>
<p>Si diceva una volta che Silvio Berlusconi era il più rapido e il più bravo a interpretare gli umori dell&#8217;Italia profonda, imbattibile nel rappresentarli e trasformarli in consenso. È un intuito che larga parte dei partiti gli ha invidiato e che nel tempo è diventato una sorta di &#8220;mito incapacitante&#8221; per per l&#8217;intera politica italiana, fino al punto di determinare forme paralizzanti di autocensura collettiva soprattutto sui temi dell&#8217;etica. Il leggendario tema della &#8220;inesistenza di una alternativa&#8221; a Berlusconi nasce anche la lì, non solo dai voti, che infatti sono calati (il Pdl ne ha persi quattro milioni tra le politiche e le regionali del 2009) mentre aumentava fino a limiti record il fenomeno del rifiuto delle urne. Bene, ora quella alternativa va immaginata, e in fretta. Non è un problema soltanto di Futuro e libertà, che le sue scelte le ha fatte e le sta facendo ogni giorno, ma di chiunque abbia un ruolo ed eserciti un potere in questo Paese. Se ne rende conto, crediamo, il Quirinale. Comincia a capirlo la Chiesa. Immaginiamo se ne stia discutendo nelle molti sedi, economiche e non solo, che non sono indifferenti al futuro del Paese, perché il valore della stabilità &#8211; fino a ieri giudicato prioritario da tutti &#8211; è evidentemente entrato in conflitto con i sentimenti &#8220;basici&#8221; della cultura nazionale e con quel senso della dignità che è il minimo sindacale in tutti i Paesi normali.</p>
<p>I soggetti che dall&#8217;alto del loro ruolo pubblico o privato chiedono agli operai di adeguarsi alla competizione globale, ai giovani di attrezzarsi ai tempi nuovi della flessibilità, agli studenti di mettersi sotto per laurearsi nei termini, ai consumatori di tirare la cinghia, ai credenti di difendere i valori, alle famiglie di essere &#8220;agenzie&#8221; di educazione, e tutto questo nel nome dell&#8217;interesse nazionale oltreché per il vantaggio individuale, dovranno pur dirci se la desolazione che emerge da quel vorticoso giro di festini &#8211; con quei soldi facili, esentasse, cash, distribuiti come caramelle &#8211; è davvero l&#8217;unico destino possibile &#8220;finché non emerge una alternativa&#8221; o se quella alternativa deve diventare, ora e subito, il principale argomento all&#8217;ordine del giorno del Paese e delle sue istituzioni. Sapranno e vorranno farlo? O dovremo rassegnarci a festeggiare il 150° del nostro Paese misurando la distanza tra l&#8217;icona di Anita Garibaldi e quella di Ruby Rubacuori?</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilpost-flaviaperina/~4/YQoVwYaL0O0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/19/il-mito-incapacitante/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/19/il-mito-incapacitante/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Le brave ragazze</title>
		<link>http://feeds.ilpost.it/~r/ilpost-flaviaperina/~3/DlafrXCn1pE/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/18/le-brave-ragazze/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 13:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/flaviaperina/?p=133</guid>
		<description><![CDATA[«Bellissime, pulite, sobrie tranquille». «Eleganti, corrette». «Simpatiche, assolutamente ineccepibili sul piano della moralità e dell&#8217;eleganza». Così le feste del Cavaliere nelle aggettivazioni usate dal premier, da alcune delle sue invitate e da quella parte del Pdl che ancora ci mette &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/18/le-brave-ragazze/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Bellissime, pulite, sobrie tranquille». «Eleganti, corrette». «Simpatiche, assolutamente ineccepibili sul piano della moralità e dell&#8217;eleganza». Così le feste del Cavaliere nelle aggettivazioni usate dal premier, da alcune delle sue invitate e da quella parte del Pdl che ancora ci mette la faccia. È una parte piccola, circoscritta al club mediatico Santanché-Cicchitto-Stracquadanio-La Russa, perché immagino che il resto sia stordito. E stordite, credo, siano soprattutto le donne. Come tutte le italiane, per qualsiasi partito votino, davanti alla evidenza dei fatti, davanti ai regalini in contanti infilati nei cd di Apicella, agli appartamenti in comodato d&#8217;uso, alle candidature allegate all&#8217;invito in villa, devono rispondere a una domanda interiore: ma tu ci andresti a una festa così? Oppure, ci manderesti tua figlia?</p>
<p>È la proposta indecente che questa politica fa a tutte noi e mai avremmo pensato che potesse arrivare dai palazzi delle istituzioni. Ti vestiresti da infermiera sexy per cinquemila euro? Ti faresti istruire da da Lele Mora sulle autoreggenti da metterti per avere un posto di lavoro? Una volta doveva chiederselo chi bussava alla porta di uno scalcinato faccendiere di Cinecittà (tipo Walter Chiari in “Bellissima”). Nessuno immaginava che lo stesso interrogativo potesse essere associato a una “festa elegante” a casa di un presidente del Consiglio. Ci hanno insegnato da piccole che la nostra dignità era appesa anche al rifiuto di quel tipo di compromesso, che dovevamo tenerci alla larga da chi lo proponeva, che dovevamo studiare ed essere brave, più brave pure dei “maschi” per dimostrare di avere le qualità per un ruolo nel lavoro, in politica, persino nella famiglia, respingendo l&#8217;idea stessa di cercare scorciatoie nella seduttività. E adesso, personalmente, non me ne importa niente dei dettagli giudiziari, della competenza di Monza o Milano, della qualificazione del reato: vorrei sapere se quella lezione è ancora valida per chi governa, per il “partito dei valori” nel quale sono stata un anno e mezzo senza immaginare i teatrini di Arcore, per le singole persone che lo compongono, per le istituzioni in cui dovremmo credere, o se le mie figlie dovranno rassegnarsi a giudicare normali – oltre al resto – pure le “proposte indecenti”.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilpost-flaviaperina/~4/DlafrXCn1pE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/18/le-brave-ragazze/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>21</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/18/le-brave-ragazze/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Cultura pop</title>
		<link>http://feeds.ilpost.it/~r/ilpost-flaviaperina/~3/YTKv83LM1zo/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/18/cultura-pop/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 12:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/flaviaperina/?p=130</guid>
		<description><![CDATA[Non è più possibile in Italia parlare di questione morale, e infatti l&#8217;unico a riesumare l&#8217;espressione in questi giorni è il comico Antonio Albanese: la moralità è out, fuori corso, improponibile, così come l&#8217;indignazione e lo scandalo, categorie archiviate da &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/18/cultura-pop/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è più possibile in Italia parlare di questione morale, e infatti l&#8217;unico a riesumare l&#8217;espressione in questi giorni è il comico Antonio Albanese: la moralità è out, fuori corso, improponibile, così come l&#8217;indignazione e lo scandalo, categorie archiviate da una tenace operazione culturale che ha trasformato l&#8217;inammissibile e l&#8217;impensabile in fenomeno pop. Sono pop le escort, soprattutto se molto giovani, sulle quali c&#8217;è pure una serie tv (Diario di una squillo perbene). È pop parlare in pubblico di preferenze sessuali, invitare le telecamere a inquadrare le scollature delle ospiti più avvenenti, fare complimenti pesanti alle ragazzine. Ricordo che in una delle prime riunioni femminili di An a cui fu invitato Berlusconi, una decina di anni fa, la platea rimase sconcertata dall&#8217;esordio del premier dedicato alle gambe delle convegniste in prima fila. Dio come eravamo antiche, bacchettone, retrò, con quella idea che certe battute non fossero adeguate a una riunione politica della destra. E come siamo moderne oggi, mentre leggiamo le notizie del dossier Ruby dicendoci che boh, chi lo sa, forse sarà un colpo fatale ma forse no, perché in fondo sono cose già viste e già sentite, le ragazze, gli spettacolini, il bunga bunga. In più c&#8217;è solo una minorenne, ma alla fin fine come dice il Giornale dimostrava più della sua età e quei 17 anni sono un dato solo &#8220;burocratico&#8221;.</p>
<p>I nostri stessi dubbi sono il metro della distanza che separa l&#8217;idea di politica, istituzioni, relazioni personali incardinata nell&#8217;Italia di oggi da quella che dominava l&#8217;immaginario collettivo appena cinque o sei anni addietro. Siamo avanti, avantissimo, rispetto a ogni standard europeo. C&#8217;è una battuta che gira da secoli, e che Roberto Benigni ha ripetuto nei suoi monologhi su Dante: «Quando voi stavate sugli alberi, noi eravamo già froci». Ecco, mentre in tutta Europa gossip significa un&#8217;amante o una fidanzata segreta, noi siamo già al bunga bunga, e lo abbiamo metabolizzato così bene che il titolo on line del Corriere di ieri che associava alla pratica il nome di una parlamentare del Pdl neanche lo abbiamo &#8220;cliccato&#8221;, figuriamoci, roba antica, e poi alla fine non sono affari loro?</p>
<p>Ecco, bisognerebbe avere il coraggio di dire che &#8211; al di là del profilo giudiziario, di cui si occuperanno i magistrati &#8211; non sono solo affari loro. Ci sono ruoli pubblici, persino quelli giudicati &#8220;modesti&#8221; come il consigliere regionale, che dovrebbero comportare un certo senso del limite e della moderazione. Anche i calciatori, le star più capricciose dei nostri tempi, vengono sanzionati se sputano in campo o addirittura se esagerano nell&#8217;esultanza. Persino i concorrenti del Grande Fratello conoscono il confine da non varcare quando si insultano reciprocamente. La classica espressione utilizzata in questi casi è: &#8220;ci sono i bambini che guardano&#8221;. Una frase drammaticamente fuori moda, che pure si dovrebbe avere la forza di riproporre. Ci sono le ragazze che guardano, le nostre figlie, e vedono in tv queste &#8220;amiche del premier&#8221; uscire dalla questura di Milano con buste di Gucci grandi come valige (hanno fatto shopping già che si trovavano in centro?) e leggeranno domani delle prestazioni che hanno garantito, di quella che si vanta dell&#8217;appartamento gratis, dell&#8217;altra che ha incassato cinquemila euro esentasse dopo la festicciola, e ovviamente di Ruby che giura all&#8217;amica di poter pretendere cinque milioni per il suo silenzio. Vi sembra normale, vi sembra difendibile? Durante le manifestazioni studentesche, Silvio Berlusconi disse qualcosa tipo &#8220;i bravi studenti sono a casa a studiare&#8221;. E alle brave ragazze cosa suggeriamo di fare, ammesso che non sia out parlare di questa categoria di &#8220;invisibili&#8221;? La galleria di ventenni patinate, griffate, scosciate e perfettamente truccate apparsa in questi giorni sui giornali è un potentissimo spot &#8220;istituzionale&#8221; rivolto alle giovani italiane, una pubblicità-progresso che indica la strada del successo e della bella vita in un push-up con scollatura a cuore. Così fan tutte, tutte quelle &#8220;furbe&#8221;, è il messaggio implicito che rivolge alle nostre adolescenti. Sappiamo che è moralista e fuori moda dirlo, ma non ci piace, ci dà fastidio e siamo convinte che in tutto ciò non ci sia niente di pop: è solo roba di cui vergognarsi.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilpost-flaviaperina/~4/YTKv83LM1zo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/18/cultura-pop/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/18/cultura-pop/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Domìni e cortesie</title>
		<link>http://feeds.ilpost.it/~r/ilpost-flaviaperina/~3/9mC7H3_zoO4/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/17/domini-e-cortesie/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 19:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[domunio]]></category>
		<category><![CDATA[futuro e libertà]]></category>
		<category><![CDATA[futuroeliberta.com]]></category>
		<category><![CDATA[luca sofri]]></category>
		<category><![CDATA[sito futuro e libertà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/flaviaperina/?p=125</guid>
		<description><![CDATA[All&#8217;ossessione antifiniana non è sfuggito quello che il Giornale chiama “lo strano legame tra Sofri jr e Fli”. Si tratta in pratica del fatto che il dominio Futuroelibertà.com sia stato originariamente registrato a nome del direttore del Post, Luca Sofri. La &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/17/domini-e-cortesie/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;ossessione antifiniana non è sfuggito quello che il Giornale chiama “lo strano legame tra Sofri jr e Fli”. Si tratta in pratica del fatto che il dominio <a href="http://www.futuroeliberta.com/">Futuroelibertà.com</a> sia stato originariamente registrato a nome del direttore del Post, Luca Sofri. La notizia è stata diffusa da Lettera 43, il sito di Paolo Madron. Il quotidiano di Sallusti ci ha aggiunto un interrogativo: «ma perché il piddino figlio di Sofri amministra il sito ufficiale di Fli?». È talmente divertente vedere il tema del conflitto di interessi evocato dal giornale del fratello del presidente del Consiglio che quasi dispiace dover smentire la cosa, e raccontarla per come è andata.<span id="more-125"></span></p>
<p>Il Post partecipò il 30 luglio scorso alla concitata giornata in cui fu annunciata la fondazione dei gruppi finiani con un “concorso” on line: si intitolava, se non ricordo male, «<a href="http://www.ilpost.it/2010/07/30/un-nome-per-i-finiani/">aiutateci a suggerire un nome al nuovo partito dei dissidenti del PdL, prima che sia troppo tardi</a>». Parteciparono in tantissimi (almeno un paio suggerirono proprio “Futuro e libertà”) e quando il nuovo nome fu annunciato al Post lo registrarono per premura in tempo reale, avvisando Fli che era in tutt&#8217;altre faccende affaccendata: in due giorni si era consumata a sorpresa l&#8217;espulsione di Fini dal Pdl, la decisione di dare vita a una formazione autonoma, la raccolta di firme tra i parlamentari per costituirla, e insomma c&#8217;era altro a cui pensare.  Poi, quando in tempi più tranquilli si arrivò a ragionare sul resto – a cominciare dalla registrazione del sito di Fli – esaurimmo con il direttore del Post le pratiche di passaggio del dominio.</p>
<p>Il gentlemen&#8217;s agreement probabilmente risulta incomprensibile per chi ragiona ancora in termini di “nemico comunista” e di “nemico interno”. Non ho dubbi che, se quel dominio lo avesse occupato uno dei giornalisti da guardia del Pdl sarebbe stato assai più difficile riottenerlo indietro. Invece bastò una telefonata. Ci ho tenuto a raccontare io la storia perché la conosco in presa diretta, e mi è sembrata a suo tempo un piccolo ma significativo segnale di civiltà e reciproco rispetto che nulla ha a che vedere con il “famolo strano” evocato dal Giornale.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilpost-flaviaperina/~4/9mC7H3_zoO4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/17/domini-e-cortesie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2011/01/17/domini-e-cortesie/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>La strategia delle “strane storie”</title>
		<link>http://feeds.ilpost.it/~r/ilpost-flaviaperina/~3/35zaFOS6sWc/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/12/28/la-strategia-delle-strane-storie/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 09:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/flaviaperina/?p=123</guid>
		<description><![CDATA[Una volta nei passaggi politici più delicati scoppiavano le bombe. Oppure venivano rapiti gli statisti. Oggi si videoregistrano non meglio identificate escort: il salto di qualità democratico è evidente. Niente vittime, niente sangue, niente dispendiose operazioni di depistaggio, rischi penali &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/12/28/la-strategia-delle-strane-storie/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta nei passaggi politici più delicati scoppiavano le bombe. Oppure venivano rapiti gli statisti. Oggi si videoregistrano non meglio identificate escort: il salto di qualità democratico è evidente. Niente vittime, niente sangue, niente dispendiose operazioni di depistaggio, rischi penali bassissimi: l’effetto è lo stesso, ma tutto è molto più pulito, economico, light. E se era difficile giustificare la liceità costituzionale di una P38 o di un timer, ora si può dire con leggerezza commentando la nuova offensiva di “Libero” e del “Giornale”: è libertà di stampa, perché vi offendete?</p>
<p>Così, se il topic degli anni di piombo fu la teoria del doppio Stato, quello dei nostri anni di fango sarà il titolo dell’editoriale di Maurizio Belpietro: «Iniziano a girare strane storie»… Sotto, potete scriverci quel che volete. Fini pagato dalla Cia per silurare il migliore amico di Putin. Bocchino finanziato da Assange per portare l’attacco al cuore dello Stato. Granata complice del figlio di Ciancimino. Il bunga bunga della Gabanelli. Santoro innamorato di Ruby. Le &#8220;strane storie&#8221; non costano niente, alzano polvere più di dieci chili di tritolo e sono perfettamente funzionali allo scopo di bloccare la democrazia italiana nel pantano dov’è, demolendo e delegittimando chiunque prefiguri alternative al potere costituito, o comunque lo limiti. In attesa della prossima puntata, auguri a tutti. Sarà un 2011 scoppiettante.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilpost-flaviaperina/~4/35zaFOS6sWc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/12/28/la-strategia-delle-strane-storie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>29</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/12/28/la-strategia-delle-strane-storie/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Wanted</title>
		<link>http://feeds.ilpost.it/~r/ilpost-flaviaperina/~3/EZttdISbb_U/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/12/04/wanted/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 15:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/flaviaperina/?p=121</guid>
		<description><![CDATA[Su “Libero” siamo al Wanted, con tanto di foto segnaletiche dei deputati di Futuro e Libertà in prima pagina sotto la parola a lettere cubitali “traditori”. Manca solo l’importo della taglia, ma in compenso ci sono gli indirizzi mail di &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/12/04/wanted/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su “Libero” siamo al Wanted, con tanto di <a href="http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/378642/">foto segnaletiche dei deputati di Futuro e Libertà</a> in prima pagina sotto la parola a lettere cubitali “traditori”. Manca solo l’importo della taglia, ma in compenso ci sono gli indirizzi mail di tutti, con l’invito ai lettori di farsi sentire. Ovviamente il direttore Maurizio Belpietro è consapevole dell’effetto che fa («così vi mettiamo nel mirino», scrive) ma se ne frega. Ci accuserete, dice, di «usare la carta stampata come un manganello» ma «a noi non importa un fico secco». Personalmente ho visto di peggio: tanto tempo fa, sotto alle immagini degli avversari politici, invece delle mail si pubblicavano gli indirizzi di casa, con l’implicito incoraggiamento a darsi da fare. Magari torneremo pure a quello. Di certo la caccia all’uomo del partito dell’Amore ha cambiato segno: dalle blandizie alle intimidazioni, dalle offerte di poltrone alle pulsioni vendicative, dal “metodo Santanché” al “metodo Linch”. L’Italia ha vissuto una lunga stagione dominata dalla paura della violenza delle minoranze, della criminalità organizzata, dei clan mafiosi, ma mai, nella sua storia recente, ha visto una maggioranza al potere usare apertamente la minaccia contro le persone per stroncare la critica e il dissenso. Cosa commentare? L’arroganza e la prepotenza – in un Paese democratico come comunque siamo – possono essere pessime consigliere. Se ne può essere travolti. Le mail agli indirizzi pubblicati da “Libero” stanno già arrivando. Sono molte. La maggioranza assoluta scrive: «Mandatelo a casa».</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilpost-flaviaperina/~4/EZttdISbb_U" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/12/04/wanted/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>32</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/12/04/wanted/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>«Vede, presidente Berlusconi…»</title>
		<link>http://feeds.ilpost.it/~r/ilpost-flaviaperina/~3/p8sf0qtb4RE/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/11/11/%c2%abvede-presidente-berlusconi-%c2%bb/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 11:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/flaviaperina/?p=114</guid>
		<description><![CDATA[«Vede senatore, anche io ho una mia storia, più semplice della sua». Certe battute di C’era una volta in America sembrano fatte apposta per accompagnare i passaggi della nostra vita. Immagino che succeda perché è il film che con più &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/11/11/%c2%abvede-presidente-berlusconi-%c2%bb/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Vede senatore, anche io ho una mia storia, più semplice della sua». Certe battute di <em>C’era una volta in America</em> sembrano fatte apposta per accompagnare i passaggi della nostra vita. Immagino che succeda perché è il film che con più potenza mette a confronto le speranze spavalde e mitiche dell’adolescenza con la disillusione dell’età adulta. Non so se ci abbia pensato chi ha scelto la colonna sonora di Ennio Morricone per accompagnare uno dei momenti-clou della riuniuone di Futuro e Libertà a Perugia, ma a me, ascoltandola, è venuto in mente appunto questo.</p>
<p>Tutto ciò che è accaduto – politicamente accaduto – per quel che mi riguarda si può riassumere in quella frase: «Vede, presidente Berlusconi, anche io ho una mia storia, più semplice della sua…» Credevo in certe cose, ho fatto politica per affermarle. Avevo scelto la destra, mi sono impegnata perché mettesse in luce la sua parte migliore. Si è prospettata l&#8217;idea di un grande progetto politico, ho partecipato immaginando di poter far valere le mie idee in quel contenitore. Poi ho scoperto che lì dentro dovevo abbassare gli occhi ogni volta che passava un Cosentino. Un Brancher. Un Lavitola. Una Ruby e una Noemi. Dovevo far finta di non vedere Lele Mora, di non sapere del sindaco di Adro, di non sentire Dell&#8217;Utri quando dice che Mangano è un eroe. E raccontare che le famiglie si aiutano solo se sposate e &#8220;orientate alla procreazione&#8221;. Che Cucchi è morto perché era un tossico. Che la bestemmia va &#8220;contestualizzata&#8221; e le donne non sono mai state libere e rispettate come adesso&#8230;</p>
<p>Come finisce la scena lo sanno tutti. James Woods, l&#8217;onnipotente senatore, rimane solo nella sua stanza damascata aspettando l&#8217;inevitabile fine: passando dalla metafora alla realtà, mi sembra che il confronto politico, oggi, sia arrivato esattamente a questo punto.</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ORb0bHIxmLM?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ORb0bHIxmLM?fs=1&amp;hl=it_IT&#038;fs=1&amp;start=345* type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="481" height="385"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilpost-flaviaperina/~4/p8sf0qtb4RE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/11/11/%c2%abvede-presidente-berlusconi-%c2%bb/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>52</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/11/11/%c2%abvede-presidente-berlusconi-%c2%bb/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Questura di Milano rock</title>
		<link>http://feeds.ilpost.it/~r/ilpost-flaviaperina/~3/vzM06VCOma4/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/11/01/questura-di-milano-rock/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 11:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/flaviaperina/?p=110</guid>
		<description><![CDATA[Leggendo i giornali del week end mi è venuta in mente l’ultima copertina di Rolling Stones del 2009, che presentò un Berlusconi in “stile Warhol”, incoronandolo rockstar dell’anno (aveva battuto pure Obama). Fece il giro del mondo, quella prima pagina. &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/11/01/questura-di-milano-rock/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo i giornali del week end mi è venuta in mente l’ultima copertina di Rolling Stones del 2009, che presentò un Berlusconi in “stile Warhol”, incoronandolo rockstar dell’anno (aveva battuto pure Obama). Fece il giro del mondo, quella prima pagina. Il centrodestra commentò con orgoglio le dichiarazioni di Carlo Antonelli, direttore dell’edizione italiana del mensile: «per la vita di Berlusconi la definizione di rock&#8217;n'roll va persino stretta. I Rod Stewart, i Brian Jones, i Keith Richards dei tempi d’oro sono pivellini in confronto. La Neverland di Michael Jackson è una mansardina in confronto a Villa Certosa».</p>
<p>Qualche giorno dopo uscì uno spot virale molto cliccato (“Life n’ roll”). La voce narrante era quella, appunto, di una rockstar depressa dalla concorrenza della politica: «Non possiamo più fare finta di niente: a confronto dei politici siamo delle mezze seghe. Sveglia! &#8230;nelle auto blu ci sono più festini che nei nostri backstage, le loro intercettazioni sono più porche delle loro interviste, persino le loro madri si vergognano più delle nostre». Profetico. Da rivedere. Senza moralismi, si intende. Il rock&#8217;n'roll è fatto così. Mi chiedo solo cosa avrebbe risposto la questura di Milano ad Axl Rose.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Lr2BVnYcpRU?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Lr2BVnYcpRU?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilpost-flaviaperina/~4/vzM06VCOma4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/11/01/questura-di-milano-rock/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.ilpost.it/flaviaperina/2010/11/01/questura-di-milano-rock/</feedburner:origLink></item>
	</channel>
</rss><!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Database Caching 2/22 queries in 0.013 seconds using disk: basic

Served from: www.ilpost.it @ 2013-05-19 05:19:45 -->
