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	<title>Ludovico Bessegato</title>
	
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	<description>Filmmaker e Story Editor. Laureato in Storia, diplomato alla Scuola di Cinema di Milano. Ha lavorato in teatro e diretto cortometraggi e documentari. Attualmente è Resp. Editoriale di Magnolia Fiction</description>
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		<title>Il momento degli anni Novanta</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 14:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni si sono concluse due produzioni televisive entrambe ambientate nei primi anni Novanta. La prima è 1992, prodotta da Sky, che racconterà il periodo di Tangentopoli. La seconda è 20 anni prima, ambientata nell&#8217;estate del 1994, prequel della &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/ludovicobessegato/2013/06/18/serie-tv-anni-90/">Continua</a>]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni si sono concluse due produzioni televisive entrambe ambientate nei primi anni Novanta.<br />
La prima è <em>1992</em>, prodotta da Sky, che racconterà il periodo di Tangentopoli.<br />
La seconda è <em>20 anni prima</em>, ambientata nell&#8217;estate del 1994, prequel della popolare serie <em>Una Grande Famiglia</em>.</p>
<p>C&#8217;è sempre un momento in cui l&#8217;attualità diventa storia. In cui la separazione temporale da un periodo permette improvvisamente di tratteggiare i confini, gli stili e di generare le prime strutturate nostalgie. Ecco, credo sia arrivato il momento dei &#8217;90. Nella seconda produzione, <em>20 anni prima</em>, c&#8217;è il mio zampino. L&#8217;ho ideata e prodotta e mi sono divertito moltissimo a riempirla di oggetti feticcio. Eccone qualcuno:</p>
<p>- Una appiccicosissima manina appiccicosa delle patatine Highlander verde smeraldo, con cui si riesce ancora a rubare una banconota da 10 euro a un metro di distanza. È ancora divertentissima. Se avessi dei soldi e volessi entrare nel mercato dei giocatoli, produrrei manine appiccicose. Senza dubbi.</p>
<p>- Una slinky rosa, le molle che scendevano le scale, che ad un certo punto si attorcigliavano e non riuscivi più a liberarle. Quelle sono meno divertenti, oggi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-147" alt="90 1" src="http://www.ilpost.it/ludovicobessegato/files/2013/06/90-1.png" width="610" height="347" /></p>
<p>- I ciucci. Quei mostruosi ciucci di plastica, perlati, opachi, vagamente profumati di bambola, che le ragazzine collezionavano con inspiegabile avidità.</p>
<p>- Il walkmen subacqueo (che non era davvero subacqueo) della Sony, quello giallo. Chè non c&#8217;era già più bisogno della matita per riavvolgere la cassetta, ma che quando le batterie si scaricavano le canzoni andavano più lente.</p>
<p>- Il Canta Tu, micidiale rovina-feste, con le sue basi Midi di repertori da balera.</p>
<p>- Il Pisolone, vera star della serie. Un sacco a pelo di forma animalodie (noi abbiamo il coniglio) più caldo di un forno a microonde e più sintetico di una maglia di calcio.</p>
<p>- Il Crystalball, oggi venduto in versione revival dai negozi di paccottiglia cinese, con il suo odore di trielina e la sua consistenza invitante.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-149" alt="90 4-1" src="http://www.ilpost.it/ludovicobessegato/files/2013/06/90-4-1.png" width="980" height="547" /></p>
<p>E poi Kodak usa e getta, braccialetti a scatto, floppy disc, camicioni a righe, Beverly Hills e <em>What is love</em>. Romario e Bebeto, <em>All that she wants</em> sparata dai radioloni a spalla. La Uno e la Punto. Hotel, che se prendevi il President al primo lancio avevi già vinto il gioco. <em>Nord Sud Ovest </em>e<em> Rotta per Casa di Dio</em>. La scheda telefonica e il «buongiorno signora mi passa sua figlia?».</p>
<p>Penso che questo sia solo l&#8217;inizio. Presto arriveranno prepotenti, gli anni &#8217;90.</p>
<p>Io li ho chiaramente idealizzati. Forse perchè ero piccolo, ma la sensazione è che fossero l&#8217;apice di una civiltà. Il punto più luminoso prima del buio.</p>
<p>Clinton regnava sovrano, poi sarebbero arrivati Blair, Prodi e Jospin con le sue 35 ore. La socialdemocrazia, pur con le prime privatizzazioni, era ancora fortissima e stava prendendosi la rivincita sulla deregulation del decennio precedente. L&#8217;economia pompava che era un piacere. C&#8217;erano i Radiohead i Nirvana i Blur e gli Oasis, Fat Boy Slim e Bjork. L&#8217;Italia aveva la migliore nazionale di Volley della storia del Volley. Aveva il campionato di calcio più bello del mondo con le insopportabili sette sorelle, che vincevano tutte le coppe. Chi faceva il lavoro che faccio io guadagnava 12 milioni al mese. La gente comprava i giornali, i cd ed andava al cinema.</p>
<p>C&#8217;era il sole. Non pioveva mai. Non esistevano i poveri né le tasse.</p>
<p>Scherzi a parte, negli anni &#8217;90 forse si stava da schifo. Non lo so. Ma si pensava che le cose sarebbero sempre andate meglio. Lo si è pensato per 50 anni, che il domani non poteva che essere migliore di ieri. Ora non lo so.</p>
<p>Per questo ho adottato il pisolone di scena sul divano della sala e faccio molta fatica a metterlo via. Ma non ci dormo dentro, vi giuro. La nostalgia va bene, ma con qualche compromesso.</p>
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		<title>I 20 punti di Grillo, commentati</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 21:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto i 20 punti del programma del M5S. Così, per provare a fondare la mia vetusta e insultatissima diffidenza verso il Movimento su questioni concrete (che noia avere Facebook, in questo momento). Mi sono letto anche il programma integrale &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/ludovicobessegato/2013/02/26/i-20-punti-di-grillo-commentati/">Continua</a>]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto i 20 punti del programma del M5S. Così, per provare a fondare la mia vetusta e insultatissima diffidenza verso il Movimento su questioni concrete (che noia avere Facebook, in questo momento).<br />
Mi sono letto anche il programma integrale sul sito. Ma sarebbe noiosissimo entrare nel merito di tutto. Mi limito quindi ai punti che lo stesso Grillo ha elencato come fondamentali. Molti aspetti dal mio punto di vista sono giusti, alcuni chiaramente irrealizzabili, alcuni sciagurati. La sensazione generale è che però si possa trovare un punto di contatto con PD e SEL.</p>
<p>Eccoli nel dettaglio, così come il Post <a href="http://www.ilpost.it/2013/02/26/programma-movimento-5-stelle-grillo/">li ha pubblicati</a>. Con accanto un mio personale commento.</p>
<p><strong>- Reddito di cittadinanza </strong></p>
<p>Proposito nobilissimo. Chi sarebbe contrario? Resta da capire dove reperire le risorse per finanziare una cosa del genere (specie se come si dice più avanti si vogliono abolire IMU ed Equitalia). È un problema comune a quasi tutte le altre proposte: grandi sogni di spesa sociale, senza indicare le risorse. Forse un po&#8217; facile.</p>
<p><strong>- Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa</strong></p>
<p>Altro proposito nobilissimo. C&#8217;è nel programma di tutti i partiti. Come realizzarlo? Con quali risorse?</p>
<p><strong>- Legge anticorruzione</strong></p>
<p>La vuole anche il PD. Siamo d&#8217;accordo.</p>
<p><strong>- Informatizzazione e semplificazione dello Stato</strong></p>
<p>Chiunque sarebbe d&#8217;accordo. È già in atto. Basta pensare al recente obbligo di iscrivere i bambini a scuola solo attraverso il web. Comunque facciamolo, certo. La sensazione, leggendo il programma integrale, è che il M5S speri di reperire da questa semplificazione molte delle risorse con cui ha bisogno per rilanciare la spesa sociale. Così a naso, l&#8217;idea è che non abbiano il senso delle misure.</p>
<p><strong>- Abolizione dei contributi pubblici ai partiti</strong></p>
<p>Punto focale. Forse uno dei punti più interessanti, dal mio punto di vista, del programma di Grillo. Merita attenzione. Ha ricadute sicure, ma interessanti. Dubito che il Pd possa accettare integralmente una cosa simile.</p>
<p><strong>- Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni</strong></p>
<p>Perché no. Senza caccia alle streghe.</p>
<p><strong>- Referendum propositivo e senza quorum</strong></p>
<p>Il quorum è a mio avviso la garanzia di un minimo di condivisione nel paese di una proposta di legge. È un modo per responsabilizzare i cittadini rispetto all&#8217;iniziativa legislativa. Abolire il quorum vuol dire in potenza far approvare ogni tipo di legge con percentuali bassissime di votanti. Il che mi sembra contrario ad ogni principio democratico.</p>
<p>Abbiamo dei rappresentanti in parlamento, deputati a legiferare. Nel caso dei grillini si tratta poi di parlamentari che dovrebbero (dovrebbero) avere un contatto quotidiano con chi li ha eletti. In ogni caso, la propositività della legge non può fare certo male. Credo abbia un valore più simbolico che altro.</p>
<p><strong>- Referendum sulla permanenza nell’euro</strong></p>
<p>Siamo seri. Non lo vogliono davvero neanche loro.</p>
<p><strong>- Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese</strong></p>
<p>Perché no. Ma vale il discorso di cui sopra. Una legge è un dispositivo complesso. Che i parlamentari mettano a punto le leggi, che gli elettori le ispirino attraverso il dialogo con i parlamentari.</p>
<p><strong>- Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti</strong></p>
<p>Perché no. È anche l&#8217;idea di Giorgio Gori. Per dire.</p>
<p><strong>- Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato</strong></p>
<p>Siamo tendenzialmente tutti d&#8217;accordo. Facciamolo. Ciò detto le preferenze non risolvono i problemi del mondo. Lo sappiamo bene. La ex giunta del Lazio insegna.</p>
<p><strong>- Massimo di due mandati elettivi</strong></p>
<p>Va bene. Il Pd non è lontano da questo. Siamo d&#8217;accordo.</p>
<p><strong>- Legge sul conflitto di interessi</strong></p>
<p>Va fatta. È una delle grandi colpe del Centrosinistra non averla mai portata a fondo.</p>
<p><strong>- Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica</strong></p>
<p>Bellissimo, tutti d&#8217;accordo. Resta da capire con quali fondi. (Abolendo poi Imu ed Equitalia…)</p>
<p><strong>- Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali</strong></p>
<p>Proposta dura ma, dal mio punto di vista, condivisibile. Con il giornalismo <em>on line</em> i finanziamenti sono superati.</p>
<p><strong>- Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza</strong></p>
<p>Perché no. Ma con quali risorse? (vale il solito discorso). Il Wi Fi gratuito è più utile del riscaldamento gratuito, di questi tempi? Più che della gratuità della connessione la cultura informatica del paese non dovrebbe passare da politiche attive più complesse e articolate?</p>
<p><strong>- Abolizione dell’IMU sulla prima casa</strong></p>
<p>Fantastico. Ma con quali risorse? Tenendo conto poi degli aumenti di spesa previsti negli altri punti&#8230;</p>
<p><strong>- Non pignorabilità della prima casa</strong></p>
<p>Meraviglioso. Nessuna banca concederà più un mutuo in Italia. Quando la cura è peggiore del male. Forse è la proposta più discutibile, dopo l&#8217;uscita dall&#8217;euro.</p>
<p><strong>- Eliminazione delle province</strong></p>
<p>Ok.</p>
<p><strong>- Abolizione di Equitalia</strong></p>
<p>E quindi? Se non pago una multa nessuno mi verrà a chiedere indietro i soldi? Oppure ci sarà un&#8217;altra agenzia che farà le stesse cose ma si chiamerà in un altro modo? Forse è più semplice dire che verrano rivisti i criteri di riscossione in modo da renderli meno invasivi, umilianti e adattabili al contesto. Ma detta così riempie forse meno le piazze.</p>
<p>Ecco tutto. Proposte buone, meno buone. A volte ingenue. Niente di realmente rivoluzionario o sconvolgente. Si può decisamente parlare con questi ragazzi. Molto volentieri.</p>
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		<title>Reas Syed, candidato in Lombardia</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 15:38:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[elezioni 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfilippo Pedote]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia 2013]]></category>
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		<category><![CDATA[Pietro Bussolati]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel voto alle regionali c’è la preferenza, lo sappiamo. Facebook in questi giorni ce lo sta ricordando spesso. Quasi tutti i miei amici radical chic pompano Luciano Muhlbauer, tipo a posto, che scherza molto sulla difficoltà di posizionare l’H nel &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/ludovicobessegato/2013/02/21/reas-sied-elezioni-lombardia-2013/">Continua</a>]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel voto alle regionali c’è la preferenza, lo sappiamo. Facebook in questi giorni ce lo sta ricordando spesso. Quasi tutti i miei amici <em>radical chic</em> pompano Luciano Muhlbauer, tipo a posto, che scherza molto sulla difficoltà di posizionare l’H nel suo cognome. Tutto il mio giro di amici “cinema” spinge Gianfilippo Pedote, stimato produttore indipendente che promette di rilanciare il cinema lombardo. Poi c’è Pietro Bussolati, coetaneo molto sostenuto dalla frangia liberal del PD milanese.<br />
Non contento, mi sono fatto un giro sui profili di ogni candidato sinistroide. Credo che dovremmo farlo tutti. Vi dico chi mi ha incuriosito. Così per stimolare un po’ di dibattito.</p>
<p>Le pagine di chi si candida sono tutte uguali. Hanno quasi sempre programmi condivisibilissimi, curriculum<br />
ineccepibili. Quasi sempre sorrisi o espressioni da statista <em>wanna be</em>.<br />
Qualcuno lo conosco e non mi piace. Poi vedo un nome tra i candidati del PD che mi colpisce, per ragioni facili: <a href="http://www.facebook.com/ReasSyed/info">Reas Syed</a>. Ci clicco e vedo un volto esotico, serio.<br />
Nel votare siamo sempre attratti dalle biografie. Non ci possiamo fare niente. Chi è questo ragazzo pakistano, della mia età, che corre per la regione?<br />
Lo cerco su Facebook. Lo spio. Scopro che abbiamo quasi la stessa età, entrambi milanesi, percorsi simili. È laureato in giurisprudenza e da tempo si dedica al tema dell’integrazione delle seconde generazioni.<br />
È un argomento che mi ha sempre intrigato, ci ho addirittura scritto un film che non girerò mai. Gli scrivo. Vorrei fare due chiacchere con lui. Ci sentiamo al telefono.</p>
<p>Reas non è sostenuto dall’establishment, quindi se un elettore curioso vuole fare due chiacchere con lui, deve fare due chiacchere con lui. Non lo invidio.<br />
Reas parla con quel vago accento dei giovani di Milano che io ho perso. Ormai, potrei dire, è più milanese di me. Eppure non è nato in Italia. Si è trasferito con la famiglia quando aveva 8 anni.<br />
Oggi sogna di diventare il primo assessore “diversamente italiano” (come scherza lui) in Italia.<br />
Eppure nei primi mesi a scuola non capiva niente. Stava in fondo alla classe, intimidito. La prima scintilla integrativa gliel’ha data Stefania, compagna di banco di seconda elementare. Vedendo questo compagno stravolto e incapace di comunicare con il resto della classe, lo avvicina curiosa e gli dice: «Sembri stanco». Reas ovviamente non capisce. Ammicca. Stefania è tenace.<br />
In classe c’è un vocabolario italiano-inglese. Gli dice: «tired». Pronunciato all’italiana.<br />
Reas è in difficoltà. Poi lei (che deve essere diventata una donna fantastica) gli mostra la parola sul dizionario. Reas finalmente capisce e si sblocca. Da lì in poi la strada per diventare milanese è tutta in discesa.</p>
<p>È l’unica cosa un po’ personale che sono riuscito a farmi dire. È un po’ formale Reas. Tiene a dirmi che si è laureato con 110 e lode in giurisprudenza, nonostante per la legge italiana non fosse ancora cittadino del nostro paese. Lo sarebbe diventato poco dopo, finalmente.<br />
È serio Reas. Gli chiedo se abbia una formula magica per risolvere la questione abitativa, lui mi rimprovera, deciso. «Non esistono candidati tuttologi». Reas non ha neanche trent’anni e non gli interessa millantare competenze che non ha.<br />
Lui ha due obiettivi fondamentali. Far approvare la legge regionale sull’obbligo di retribuzione degli stagisti e mettere a punto un piano di integrazione per le seconde generazioni.<br />
Secondo Reas gli immigrati non sono un’opzione. Esistono, esisteranno e saranno sempre di più. L’integrazione è l’unico modo per avere una coesistenza pacifica e a livello degli altri paesi europei. Per farlo vorrebbe istituire delle borse di studio regionali che incentivino i figli degli immigrati a iscriversi all’università. Una politica attiva per coinvolgere le comunità di stranieri nel nostro sogno di crescita e di merito. Io sono piuttosto d’accordo. Non è difficile esserlo.</p>
<p>Abbiamo parlato una mezz’ora, io e Reas. Di Renzi e Bersani, del liceo Volta (che ha fatto lui) e del liceo Parini (che ho fatto io). E di tante altre cose.</p>
<p>A me è sembrato asciutto, serio, progettuale.</p>
<p>Così, volevo dirvelo.</p>
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		<title>Il grande show di Servizio Pubblico</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 16:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[David Frost]]></category>
		<category><![CDATA[michele Santoro]]></category>
		<category><![CDATA[richard nixon]]></category>
		<category><![CDATA[Servizio Pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[watergate]]></category>

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		<description><![CDATA[Servizio Pubblico è stato davvero un grande assist a Berlusconi, come molti stanno dicendo? Mi sono convinto anche io di sì. Provo a spiegarvi perché. L&#8217;ospitata di Berlusconi è stata presentata a tutti come uno scontro, una resa finale. Santoro &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/ludovicobessegato/2013/01/11/il-grande-show-di-servizio-pubblico/">Continua</a>]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Servizio Pubblico è stato davvero un grande <em>assist</em> a Berlusconi, come molti stanno dicendo? Mi sono convinto anche io di sì. Provo a spiegarvi perché.</p>
<p>L&#8217;ospitata di Berlusconi è stata presentata a tutti come uno scontro, una resa finale. Santoro stesso ha evocato suggestivamente Granada e la sua corrida. Di fatto però a Santoro non interessava contraddire davvero Berlusconi. Sarebbe stato lungo, difficile, astioso e controproducente. Non c&#8217;è mai stato scontro perché in fondo gli scopi che i due contendenti avevano erano incidentalmente complementari.</p>
<p>Da una parte un uomo, Berlusconi, che si appresta a candidarsi per le politiche e aveva come obiettivo quello di convincere il maggior numero di persone della bontà delle sue proposte. Dall&#8217;altra Michele Santoro, nelle vesti di giornalista e produttore di un programma, il cui obiettivo, più volte dichiarato era quello di massimizzare l&#8217;attenzione del pubblico e ottenere un grande risultato di ascolto.<br />
Si può dire che entrambi siano riusciti nel loro intento. Berlusconi ha ottenuto grande visibilità e ha avuto quasi due ore di penetrazione nelle case di un terzo del paese. Santoro ha dato vita a un grande show, che gli permetterà di andare al tavolo di La 7 forte di un risultato eccezionale.</p>
<p>Per come era concepita la trasmissione, Berlusconi non ha avuto contraddittorio. Ha risposto a delle domande. E anche quando le sue risposte negavano chiaramente l&#8217;evidenza o mistificavano la realtà nessuno ha mai davvero contestato cifre e fatti. Perché avrebbero spezzato il ritmo della trasmissione. Perché avrebbero alzato il livello dello scontro, trasformando il tutto in una guerra di cifre noiosa che avrebbe allontanato il pubblico. Una cosa che nessuno dei due aveva interesse a ottenere. Emblematico il momento in cui la Costamagna ha cercato di ottenere dal Cavaliere una risposta più precisa e meno elusiva, ottundendo da Santoro uno sbrigativo e maleducato «ti ha già risposto».</p>
<p>E così Santorero mandava i suoi servizi e le sue domande affilate, Berlusconi rispondeva quasi sempre quello che voleva, risultando spesso più abile e istituzionale di quello che in molti si aspettavano. Chi si immaginava un Berlusconi ormai sconfitto, messo a disagio e debilitato dalle tante bocche di fuoco, ha avuto una grossa sorpresa. L&#8217;ex premier si è dimostrato molto più competente, istituzionale e sul pezzo di quanto in molti credevano, godendo per molti momenti di una certa presa molle da parte del conduttore.</p>
<p>Mi è sembrato di vedere il film <em>Frost/Nixon, il duello</em>. David Frost voleva incastrare Nixon e costringerlo ad ammettere le sue responsabilità nel Watergate. Nixon era ormai vecchio, in pensione e considerato ormai in disarmo. Invece Frost si ritrova davanti un mastino, un vecchio volpone pieno di aneddoti verbosi e capacità dialettica formidabile. Per diverse ore capisce di non essere in grado di fronteggiarlo davvero, nonostante avesse tutti i dati per contestarlo.</p>
<p>L&#8217;unica reazione veemente Santoro l&#8217;ha avuta sull&#8217;aspetto apparentemente meno interessante della serata: l&#8217;elenco delle condanne di Travaglio. Cosa ha fatto arrabbiare Santoro?<br />
Il fatto che Berlusconi leggesse una lettera non scritta da lui? Poco credibile.<br />
Il fatto che Berlusconi ripagasse con moneta più grezza ma simile gli elenchi di Travaglio? Forse.<br />
Il fatto che Berlusconi ammazzasse il ritmo e il livello dello spettacolo? Molto probabilmente.<br />
Il Santorero è intervenuto a protezione della tenuta del suo show, non della verità.<br />
Non è intervenuto quando Berlusconi ha detto che non ha mai licenziato nessuno o che i dipendenti di Mediaset non potevano rifiutare il trasferimento. Ci sono molte persone pronte a dire il contrario.<br />
Nemmeno quando ha celebrato il suo ruolo strategico nell&#8217;elezione di Rasmussen. Che è altrettanto discutibile. Tutti ricordiamo l&#8217;umiliazione internazionale di quei giorni, passata in secondo piano solo dopo i drammatici fatti dell&#8217;Aquila.</p>
<p>In molte occasioni Santoro ha rinunciato al colpo del ko, limitandosi spesso a sorridere, a dare di gomito con i suoi amici, con l&#8217;aria di chi sta assistendo ad un montagna di balle che a tutti sarebbero sembrate tali e quindi non aveva senso nemmeno contestare. E in questo Santoro credo abbia sbagliato. All&#8217;elettore medio, che spesso ha in odio la superiorità morale del patriziato di sinistra, quei sorrisi sono sembrati spocchia. Quelle bocche di fuoco spuntate un assedio e Berlusconi un uomo solo contro l&#8217;arroganza, capace di reggere lo scontro e rispondere colpo su colpo. Non ho sondaggi alla mano, lo ammetto. Ma sono sicuro che presso l&#8217;elettorato degli indecisi Berlusconi abbia aumentato il suo consenso. Attendo qualche dato che me lo confermi.</p>
<p>Probabilmente non c&#8217;era modo di sottoporre Berlusconi a un vero faccia a faccia, con <em>fact checking</em> e un incedere giornalistico implacabile, che non lasciasse spazio a logorree e mistificazioni. Viene da chiedersi allora se avesse senso programmare l&#8217;evento. Quale servizio ha offerto Santoro con la serata di Berlusconi? Un servizio a sé stesso sicuramente, offrendo a sé e alla rete un grande spettacolo e un risultato d&#8217;ascolti record. Un buon servizio a Berlusconi che ha avuto modo di autorappresentarsi nel modo che aveva previsto. Un servizio meno buono per il pubblico, forse. </p>
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		<title>Groupon e io, strascichi</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 11:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È destino che la vicenda tra me e Groupon non debba finire mai. Eravamo rimasti che circa un mese fa mi venne spedito l&#8217;iPhone 4S che avevo comprato. Me lo sono goduto in tutti i modi possibili. Salvo che un &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/ludovicobessegato/2012/12/10/groupon-e-io-strascichi/">Continua</a>]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È destino che la <a href="http://www.ilpost.it/ludovicobessegato/tag/groupon/">vicenda tra me e Groupon</a> non debba finire mai.<br />
Eravamo rimasti che circa un mese fa mi venne spedito l&#8217;iPhone 4S che avevo comprato. Me lo sono goduto in tutti i modi possibili. Salvo che un mio amico l&#8217;altro giorno mi dice: &#8220;devi aggiornare il Mac a Mountain Lion, che così puoi usare iCloud&#8221;. Capisco che effettivamente va fatto e decido di fare l&#8217;aggiornamento del sistema operativo. Aggiornamento che costa 16 euro.</p>
<p>Vado sul mio homebanking per caricare della suddetta cifra la mia carta per gli acquisti internet. Carta che tengo sempre vuota. E faccio una scoperta eccitante: nella mia carta ci sono 453 euro.</p>
<p>Guardo lo storico della carta e scopro che il 6 novembre, il giorno in cui ho ricevuto l&#8217;iPhone, Groupon mi ha riaccreditato completamente la cifra che avevo speso. Controllo tra le mail e scopro che effettivamente tra le molte che Groupon mi ha inviato in quei giorni ce ne è una in cui mi dicono di aver proceduto al rimborso del telefono.</p>
<p>Non so come prendere la cosa. Davvero non so come prenderla. Penso male. Penso malissimo. Penso che può capitare un errore. Penso di stare zitto. Poi penso che l&#8217;Italia che vogliamo tutti non funziona così. E quindi scrivo.</p>
<p>Scrivo alla responsabile della comunicazione che mi contattò ai tempi e le dico della mia scoperta, dicendo che probabilmente avevano fatto un errore.</p>
<p>Poco dopo mi richiama Groupon. L&#8217;operatore in questione, senza fare nessun riferimento alla mia mail, mi dice che hanno fatto dei controlli (è passato un mese) e che si sono accorti di avere erroneamente accreditato sul mio conto la cifra del telefono. Mi chiedono quindi di fare al più presto un bonifico ordinario a Groupon con l&#8217;importo in questione, scusandosi per il nuovo disturbo.</p>
<p>Si può pensare male. Si può pensare malissimo.<br />
Oppure si può pensare che a volte si sbaglia.</p>
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		<title>Groupon e io, parte seconda</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 14:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi alle 11.30 mi è stato consegnato il mio nuovo iPhone. Ho potuto così anche io giocare qualche minuto con Siri e deludermi di fronte al nuovo Mappe. Ma andiamo con ordine. La mattina seguente la pubblicazione del mio ultimo &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/ludovicobessegato/2012/11/05/groupon-e-io-parte-seconda/">Continua</a>]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi alle 11.30 mi è stato consegnato il mio nuovo iPhone. Ho potuto così anche io giocare qualche minuto con Siri e deludermi di fronte al nuovo Mappe.</p>
<p>Ma andiamo con ordine. La mattina seguente la <a href="http://www.ilpost.it/ludovicobessegato/2012/10/30/groupon-e-io/">pubblicazione del mio ultimo post</a> (il 31 ottobre) ho ricevuto una telefonata da Groupon in cui mi si informava che avrebbero proceduto tempestivamente a farmi avere l&#8217;iPhone.<br />
Diverse ore dopo ho ricevuto un&#8217;altra chiamata dall&#8217;ufficio stampa di Groupon, che mi ha chiesto di poter replicare al mio post. Con questo testo:</p>
<blockquote><p>Mi chiamo Federica Moscheni e mi occupo della Comunicazione in Groupon Italia.<br />
Naturalmente le scrivo per il pezzo che ha pubblicato su Il Post.</p>
<p>Ci sono alcuni aspetti tecnici che mi permetto di chiarire:</p>
<p>- rispetto ai giorni indicati sul nostro deal – consegna a partire da 20 giorni lavorati – l’iPhone che ha comprato è in ritardo di 29 giorni (sempre lavorativi ovviamente). Quindi si, siamo in ritardo di 9 giorni e non di 48 giorni. Il telefono le verrà recapitato lunedì 5 novembre.</p>
<p>- Il costo della telefonata al nostro Servizio Clienti è di 7,5 centesimi di euro + IVA indipendentemente dalla durata della conversazione, quindi non è “molto a pagamento”.</p>
<p>Ci sono anche altri aspetti, meno tecnici e più concettuali, di cui vorrei parlare:</p>
<p>- iniziamo con le Scuse. Ci scusiamo con lei e con gli altri utenti coinvolti per il ritardo del prodotto acquistato. La mancanza di comunicazioni chiare e puntuali non è dovuto a mancanza di attenzioni verso i clienti, senza i quali ovviamente Groupon non esisterebbe. Se si crea un ritardo, cerchiamo di risolverlo il più velocemente possibile. A volte ci serve più tempo e l’attesa si allunga.</p>
<p>- le lamentele su internet ci sono, abbiamo mezzi per monitorarle e occhi per leggerle. Ogni giorno scrutiamo il web, conosciamo la nostra Azienda e i suoi problemi. Siamo sempre stati aperti a qualsiasi contestazione e pronti a migliorare su consiglio dei nostri utenti. Le persone scontente scrivono, chi è soddisfatto non lo fa. Abbiamo migliaia e migliaia di clienti che ogni giorno scelgono il nostro sito. Siamo presenti in 50 città in Italia e in 48 paesi nel mondo. Ora questa non è e non vuole essere una giustificazione, è solo un chiarimento per chi legge.</p>
<p>- affermare che “Groupon ha più clienti insoddisfatti e sul piede di guerra di un’azienda di medicinali assassini” è al limite della dialettica giornalistica.</p>
<p>Siamo un’Azienda che offre sconti online; lavoriamo ogni giorno per permettere a milioni di persone di vivere nuove esperienze senza spendere una fortuna. Non produciamo batteri mortali. Produciamo occasioni di divertimento per i clienti e nuovo business per i partner. La rete è democratica ma occhio alle offese facili.</p>
<p>Infine, come la pensiamo. Non condivido l’attacco all’Azienda, qui descritta come la Multinazionale furbetta dove i capi sono inavvicinabili ed il team customer service ripete meccanicamente frasi fatte, impotente di fronte a quello che succede. Qui lavoriamo tutti insieme. Il CEO con l’agente customer, l’analista con il venditore, la pr con il grafico. Siamo tutti in open space, le porte sono quelle di entrata e di uscita. Ci si confronta e si lavora ogni giorno per offrire ai nostri clienti un servizio migliore.</p>
<p>Groupon è un’azienda che in due anni ha rivoluzionato il mercato locale dando lavoro fisso a centinaia di giovani italiani.</p>
<p>Quando abbiamo sbagliato, abbiamo chiesto scusa. Per poi il giorno dopo rimboccarci le maniche e ricominciare.</p>
<p>Ludovico venga a trovarci, ci piacerebbe farle visitare l’Azienda.</p>
<p>Restiamo a sua disposizione</p></blockquote>
<p>Credo che gli utenti abbiamo gli strumenti per farsi una loro idea. Ricordo però due fatti.</p>
<p>La spedizione del 5 novembre di cui il comunicato si vanta, è stata una evidente conseguenza del mio post. Prima di esso il servizio clienti ha ammesso più volte che la consegna sarebbe avvenuta non prima della fine di novembre. Spero che gli altri acquirenti dello stesso prodotto abbiano avuto lo stesso trattamento. Sarei molto curioso di saperlo.</p>
<p>Nel mio post non ho mai usato l&#8217;espressione &#8220;Multinazionale furbetta&#8221;. Basta leggerlo per accorgersene. Ho solo fatto una descrizione il più possibile fedele delle telefonate e delle comunicazioni intercorse tra me e il vostro servizio clienti. È quindi una scelta loro quella di riassumere i fatti da me descritti con il termine &#8220;Multinazionale furbetta&#8221;. Siamo tra persone intelligenti, non sto a scomodare Freud.</p>
<p>In ogni caso: sono certo che il mio è stato solo uno spiacevole errore. Che normalmente le spedizioni di Groupon sono tempestive, che il servizio clienti fornisce risposte puntuali e precise a chi lo interpella, che sono soliti informare per primi i clienti per ogni ritardo o problema con la spedizione e il prodotto. Quindi fossi in loro non mi preoccuperei troppo di un post più unico che raro di un giovine in crisi di astinenza da iPhone.</p>
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		<title>Groupon e io</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 19:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era inizio settembre. Il mio caro vecchio iPhone 3G mi cade di tasca mentre vado in scooter. Ci passano sopra 4 macchine e da quel momento non ho più un telefono. Pochi giorni dopo un amico in buona fede mi &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/ludovicobessegato/2012/10/30/groupon-e-io/">Continua</a>]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Era inizio settembre. Il mio caro vecchio iPhone 3G mi cade di tasca mentre vado in scooter. Ci passano sopra 4 macchine e da quel momento non ho più un telefono.</p>
<p>Pochi giorni dopo un amico in buona fede mi passa un link decisamente appetitoso, vista la mia situazione. È un link a Groupon.it. Un sito di cui ho tanto sentito parlare ma che non ho mai avuto il piacere di usare.</p>
<p>Il link offre un IPhone 4S a 454 euro. Un prezzo piuttosto conveniente, che giustifico pensando ad una svendita in previsione della imminente uscita dell&#8217;Iphone 5.</p>
<p>Decido di fidarmi. Groupon è un&#8217;azienda importante. Da anni tutti ne glorificano i prezzi pazzi facendomi puntualmente sentire un cretino. Io che non ho mai comprato un coupon in vita mia.</p>
<p>Sulla pagina dell&#8217;acquisto c&#8217;è un timer. Un timer che corre veloce e ti costringe a comprare subito per paura di perdere l&#8217;occasione. Ovviamente non appena il counter arriva a zero scopri che l&#8217;offerta viene prorogata di altri due giorni. Ma al momento non ci pensi.</p>
<p>Con 454 euro in meno sul conto ti arriva una mail in cui scopri una cosa che avresti potuto scoprire anche prima, se avessi letto bene: il prodotto verrà spedito 20 GIORNI LAVORATIVI dopo l&#8217;ordine.</p>
<p>Va beh, uno pensa. Non dirmi che sono diventato così nerd da non stare un mese senza whatsapp.<br />
E così inizi a contare i giorni. Ché 20 giorni lavorativi in realtà sono 30 giorni normali.</p>
<p>Dopo un mese nulla accade. Cerco informazioni su internet e scopro una cosa che avrei dovuto scoprire prima: Groupon ha più clienti insoddisfatti e sul piede di guerra di un&#8217;azienda di medicinali assassini. Le segnalazioni di ritardi, inadempienze, violazioni non si riescono a contare. Terrorizzato, decido di contattare il call center (molto a pagamento) di Groupon per avere qualche data certa.</p>
<p>Pensando di fare del servizio civile, entro nel dettaglio di ogni telefonata. Che magari qualcuno non farà il mio stesso errore.</p>
<p>TELEFONATA 1 (dopo circa 30 giorni)<br />
Faccio presente all&#8217;operatore la scadenza dei 20 giorni lavorativi. Chiedo quindi un orizzonte temporale. L&#8217;operatore mi dice che entro 7 giorni lavorativi avrei ricevuto la chiamata del corriere. Ringrazio. Mi metto ad aspettare.</p>
<p>TELEFONATA 2 (dopo circa 39 giorni)<br />
Faccio presente all&#8217;operatore la tautologica scadenza della scadenza. Gli chiedo di darmi una data certa. L&#8217;operatore mi dice di non essere in grado di darmela. Presto mi verrà spedito il prodotto. In ogni caso lui aprirà una pratica in cui segnalerà il mio problema.</p>
<p>Gli chiedo quale sia il problema da segnalare. Voglio solo sapere quando è prevista la spedizione. L&#8217;operatore non mi sa rispondere. Ci vuole una segnalazione per avere quella risposta.</p>
<p>Mi tranquillizza: dopo l&#8217;apertura della pratica riceverò una risposta entro 7 giorni lavorativi.</p>
<p>Faccio presente all&#8217;operatore che non mi sembra una grande conquista avere una risposta entro 7 giorni. Una risposta al perché il mio prodotto, che aspetto da 39 giorni, non mi sia ancora arrivato. L&#8217;operatore utilizza la prima frase che probabilmente viene insegnata ad ogni operatore: &#8220;Lei ha ragione signore, ma questo non dipende da me&#8221;. Rispondo con lo stesso grado di banalità: &#8220;Mi faccia parlare allora con la persona da cui questo dipende&#8221;. Mi viene risposto che è tardi (le 20.00) e che i responsabili non sono in sede. Decido di richiamare il giorno successivo.</p>
<p>TELEFONATA 3 (dopo circa 40 giorni)<br />
Racconto tutta la storia ad un nuovo operatore. Inizio ad avere toni un po&#8217; più perentori. In fondo, faccio presente, loro hanno da un mese e mezzo i miei 454 euro e non si sono ancora degnati di farmi sapere qualcosa del mio iPhone 4S. L&#8217;operatore, come un automa, mi risponde le stesse cose del operatore precedente. Farà una segnalazione. Mi capisce. Non dipende da lui. Non può passarmi nessuno. Non perché non ci siano i team leader. Ma perché non è abilitato a passarmeli.</p>
<p>Per forzare la banalità del male, decido di passare all&#8217;attacco. Dal nulla gli chiedo: &#8220;Mi dica la verità: avete venduto più iPhone di quelli che avevate. State ricevendo una chiamata al secondo e state prendendo tempo&#8221;. Silenzio. L&#8217;operatore non ha una risposta preconfezionata. Cede: &#8220;Effettivamente c&#8217;è stato un overbooking&#8221;. Bingo. Gli dico, con grande tranquillità, che se non hanno abbastanza iPhone non hanno che da dirlo. Possono rifondermi i 454 euro e non mi lamenterò più.<br />
L&#8217;operatore mi promette che sta segnalando tutto all&#8217;ufficio tecnico e che mi darà una risposta entro breve. Mi sembra convincente. Non ho molte alternative. Gli credo.</p>
<p>TELEFONATA 4 (dopo circa 43 giorni)<br />
Non avendo ricevuto nessuna risposta chiamo nuovamente. Parlo con un&#8217;operatore più in gamba degli altri. Uno che, dopo le mie parole, ammette che effettivamente c&#8217;è un problema con gli iPhone 4S.</p>
<p>Ecco: saranno spediti negli ultimi giorni di novembre. Cosa?? Quindi vuol dire che devo aspettare altri 40 giorni? 70 giorni dall&#8217;inizio della vicenda? Pare di sì.<br />
Perché non lo avete comunicato per e mail? Lo sapete che state violando i termini della vendita? Certo. Si scusano. Non dipende da loro. Faranno una segnalazione.</p>
<p>A quel punto mi indurisco. Di fronte alla prepotenza unilaterale divento prepotente anche io. Chiedo di parlare con il team leader. Dico che monterò un casino. Dico che voglio risposte chiare e non intendo aspettare 70 giorni per un telefono che mi doveva essere spedito dopo 30. Il ragazzo sembra spiazzato. Mi tiene in attesa. Mi faccio i complimenti da solo, il bluff ha funzionato. Dopo alcuni minuti mi dicono che il team leader ha deciso di far partire una procedura di urgenza. Mi sento quasi in colpa e cerco di recuperare dicendo: &#8220;dovreste darla a tutti quelli che hanno comprato il telefono, non solo a me&#8221;. Mi viene detto che in poche ore tutto si risolverà.</p>
<p>Effettivamente dopo alcuni minuti mi arriva la prima mail da Groupon dopo quella di conferma di acquisto. Mi viene inviata da tale Paolo, che mi scrive</p>
<p>&#8220;In merito alla sua richiesta la informiamo che le spedizioni saranno effettuate dopo circa 20 giorni lavorativi dall&#8217;ordine; pertanto il prodotto (il cui ordine risulta correttamente inserito ed è già in mano all&#8217;ufficio competente) sarà in spedizione a breve.<br />
La informiamo inoltre che abbiamo provveduto a sollecitare con carattere d&#8217;urgenza la spedizione del prodotto.&#8221;</p>
<p>Io non so cosa avreste pensato voi, ma io ho pensato che nel giro di qualche giorno avrei avuto finalmente il mio Iphone 4S. Ovviamente non è andata così.</p>
<p>TELEFONATA 5 (dopo circa 48 giorni)<br />
Passano 5 giorni. Forte della mail di Paolo, chiamo nuovamente il servizio clienti. Mi risponde un certo F. Che ovviamente non vede traccia della mia segnalazione, del carattere di urgenza e della spedìzione a breve. Mi dice (questa l&#8217;ho già sentita) che farà una segnalazione e che mi verrà risposto in 7 giorni lavorativi. Dopo 5 telefonate inizio a capire il trucchetto. Lo espongo candidamente a F. e gli dico: &#8220;Queste segnalazioni non le legge nessuno, vero? Sono solo un modo per scaricare il barile e guadagnare tempo&#8221;. Risposta: &#8220;Lo ha detto lei, non l&#8217;ho detto io&#8221;. Olé.<br />
Ad un certo punto una domanda strana: &#8220;Ma lei di che colore ha scelto l&#8217;Iphone?&#8221;. Io: &#8220;Bianco&#8221; (che poi lo volevo nero!). Pausa. Io: &#8220;Ma perché?&#8221;. Lui: &#8220;Per informazione&#8221;. Attacco: &#8220;Ma è vero che gli iPhone verranno spediti solo a fine novembre?&#8221;. Panico. &#8220;Chi glielo ha detto?&#8221;. &#8220;Un suo collega&#8221;. Silenzio. F. risponde che effettivamente sugli iPhone bianchi c&#8217;è da aspettare fine novembre.</p>
<p>Alzo un po&#8217; i toni, pur evitando di prendermela direttamente con il povero F. Lui erge il muro di gomma che è stato addestrato ad alzare. Capisce la mia posizione. Non può fare niente. Non può passarmi nessuno. I suoi capi non prendono le telefonate. Non ha date e informazioni. Mi promette però che entro 7 giorni avrò una risposta e che in ogni caso a fine novembre avrò il telefono.</p>
<p>Gli chiedo di metterlo per iscritto. Di mandare una mail. Di darmi qualche dato concreto in mano. Mi dice che farà una segnalazione. Gli faccio notare l&#8217;incongruenza di quello che dice. La falsità di quello che dice. La diabolica e disarmante semplicità della ruota da criceto in cui mi hanno infilato. F. capisce. F. non può fare niente. F. farà una segnalazione.</p>
<p>Sono disarmato. Improvvisamente vorrei non avere abbandonato Giurisprudenza dopo un esame. O il corso di judo dopo la lezione di prova.</p>
<p>Un mio collega mi dice: &#8220;La mia ragazza ha visto un Galaxy SII su Groupon.it a un prezzo pazzesco, lo sta per comprare&#8221;. Ecco che mi ricordo di avere un blog sul Post. Ecco che trovo finalmente un senso alla mia vita. Oggi.</p>
<p>Probabilmente non avrò mai più un iPhone e non vedrò mai più i miei soldi indietro.</p>
<p>Ma almeno avrò salvato una vita.</p>
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		<title>Sette mesi con Pisapia</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 18:41:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano pisapia]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>

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		<description><![CDATA[È fine anno. Tempo di bilanci. Sono passati sette mesi dall&#8217;elezione di Giuliano Pisapia a sindaco di Milano. In questo lasso di tempo sono stato spesso attraversato da sentimenti contrastanti, uno dei quali potrei genericamente etichettare come &#8220;delusione&#8221;, ma che &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/ludovicobessegato/2011/12/31/pisapia-milano/">Continua</a>]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È fine anno. Tempo di bilanci.<br />
Sono passati sette mesi dall&#8217;elezione di Giuliano Pisapia a sindaco di Milano. In questo lasso di tempo sono stato spesso attraversato da sentimenti contrastanti, uno dei quali potrei genericamente etichettare come &#8220;delusione&#8221;, ma che poi ho più razionalmente cercato di reprimere in base ad alcune considerazioni di buon senso.</p>
<p>In generale tutto ciò che genera così tanto entusiasmo (e l&#8217;elezione di Pisapia l&#8217;ha generato, almeno in me) rischia automaticamente di portare alla disillusione indipendentemente dall&#8217;operato. È passato pochissimo tempo e Milano è una città complessa. Almeno questo è quello che mi dicono tutti quelli che, forse più strutturati di me, cercano di rispondere alle mie provocazioni.</p>
<p>Cosa mi aspettavo da Pisapia? In effetti non lo so. Sicuramente &#8220;qualcosa&#8221;.</p>
<p>La verità è che in sette mesi Pisapia ha fatto già diverse cose. Molte delle quali hanno inciso o incideranno direttamente sulla mia vita. Ad esempio:</p>
<p>- <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/07/22/news/atm_a_settembre_l_aumento_il_biglietto_coster_1_50_euro-19460616/">Aumento dei biglietti</a> da 1 euro a 1 euro e 50 </p>
<p>- Creazione degli <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/10/18/news/il_successo_dei_bus_notturni_8mila_passeggeri_a_weekend-23404207/">autobus notturni</a> nei weekend  </p>
<p>- <a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/contentlibrary/Ho%20bisogno%20di/Ho%20bisogno%20di/Pagare%20Tasse%20e%20Tributi%20-%20Addizionale%20comunale%20Irpef%202009&#038;categId=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Category/IT_CAT_Bisogni_12/1b7e5880446e01c0bb71bbd36d110d8a/PUBLISHED&#038;categ=IT_CAT_Bisogni_12&#038;type=content">Aumento</a> dell&#8217;addizionale Irpef</p>
<p>- Stretta sulle sanzioni per <a href="http://www.rollingstonemagazine.it/politica/notizie/la-stretta-di-pisapia-sulla-movida/41284">combattere la movida</a> in zona San Lorenzo</p>
<p>- <a href="http://www.cronacamilano.it/cronaca/20437-blocco-traffico-milano-9-e-10-dicembre-2011-tutti-i-dettagli-del-provvedimento-antismog-di-pisapia.html">Blocco totale del traffico</a> durante il ponte di Sant&#8217;Ambrogio</p>
<p>- <a href="http://www.meteoweb.eu/2011/12/smog-milano-confermata-ordinanza-che-vieta-botti-petardi-e-circolazione-dei-mezzi-inquinanti/107029/">Divieto dei petardi</a> e botti a Capodanno </p>
<p>- <a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/contentlibrary/Per+Saperne/Per+Saperne/Area+C/Le+motivazioni/#par41">Pedaggio per i veicoli inquinanti</a> nel centro storico, dal 2012</p>
<p>Ovviamente ci saranno decine di altre importanti delibere di cui io non sono a conoscenza. Però in questi casi dico, anche un po&#8217; vilmente, che è un problema loro.  Uno dei principali obiettivi di un&#8217;amministrazione pubblica, oltre a fare bene le cose è anche e soprattutto quello di comunicarlo ai cittadini e di occuparsi del percepito. Ecco: il mio percepito su Pisapia si riassume in quei sette punti.</p>
<p>Ora: sarebbe molto facile dire che sei punti su sette sono di natura sostanzialmente repressiva e solo uno di loro (i mezzi notturni) si può configurare come realmente propositivo. In effetti l&#8217;ho detto. Ma appunto era facile. Non entro nemmeno nel merito delle singole cose.</p>
<p>È necessario però ricordare che in un momento di crisi, di conti disastrosi lasciati dalla precedente amministrazione (conoscete qualcuno che si è insediato dicendo: la precedente amministrazione ha lasciato dei conti meravigliosi?) era necessario un periodo di profondo rigore e sacrificio.</p>
<p>Ok. Bene. Io mi sacrifico volentieri. Davvero. E apprezzo lo sforzo. Però se fossi parte degli spin doctors di Pisapia mi preoccuperei di affiancare a questo momento rigorista del suo mandato anche alcune iniziative magari superficiali, ma in grado di controbilanciare nella testa dei milanesi cotanto sforzo.</p>
<p>Per dire: anche il governo Prodi II, quello lacrime e sangue, era riuscito ad affiancare all&#8217;opera asburgica di Padoa Schioppa le liberalizzazioni di Bersani.</p>
<p>In buona sostanza, al netto di tutte le attenuanti che ho identificato e nelle quali credo davvero, penso che Pisapia e la sua giunta dovrebbero mostrare maggiore creatività e una più efficace propensione alla comunicazione pubblica.</p>
<p>La questione dei petardi e dei botti è esemplificativa, a mio avviso. Premesso che non ho mai sparato un botto in vita mia, credo sia piuttosto cretino e controproducente vietare una cosa (qualsiasi cosa) che non si è in grado di sanzionare davvero. Pisapia (e Fassino e gli altri) pensano davvero che le persone non spareranno i fuochi d&#8217;artificio? Lo faranno. E con maggiore gusto perché avvolti dal sottile piacere della trasgressione. La delibera non sarà rispettata. E Pisapia rischia così di sommare all&#8217;immagine di repressore sordo al costume del popolo, quella di sceriffo a cui la si può fare sotto il naso. Cornuto e mazziato, come si dice.</p>
<p>Tutto questo aspettando il pedaggio del centro. Io personalmente sono sempre stato convinto che le abitudini individuali si modificano con incentivi e non con balzelli. Con detassazioni e non con tassazioni. Per dire: prima di chiudere il centro aumentiamo i mezzi in modo che ne passi uno ogni tre minuti, sempre. Cascasse il mondo. Cascasse la pioggia. E non come dice il sito del comune. Ovvero che dopo l&#8217;introduzione del blocco, la rete verrà genericamente &#8220;ulteriormente potenziata&#8221;. Incentiviamo l&#8217;acquisto di biciclette e di scooter a basso consumo, ma rischio di essere banale.</p>
<p>Le campagne di comunicazione sostengono che con l&#8217;area C ci saranno meno macchine. Sfruttando la teoria dei vasi comunicanti tendo a essere un po&#8217; scettico. Ma  siamo all&#8217;inizio dell&#8217;anno e voglio essere fiducioso. Voglio credere che Pisapia e i suoi tornino a essere vulcanici e sorprendenti come lo sono stati in campagna elettorale.</p>
<p>E speriamo che Area C funzioni e cambi per sempre i nostri stili di vita. Così da non guardare mai più questo famoso corto con così tanta partecipazione.</p>
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		<title>Viva il Valle</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 06:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Era giugno. A Roma fuori si stava bene. E si iniziava a sentire dire dagli amici attori “Hanno occupato il Valle, hanno occupato il Valle”. Ah. Figo. E perché? “Perché il Comune di Roma lo vuole chiudere / perché il Comune lo vuole dare a Lavia. / Perché il Comune lo vuole dare a Baricco che lo vuole trasformare in un Bistrot / Perché il Comune lo vuole dare a Baricco che vuole farci un’altra Scuola Holden. / Perché lo Stato affossa la cultura / Perché il comune sta smantellando i teatri”.</p>
<p>Sono passati quasi sei mesi e continuo a non avere capito esattamente le ragioni per cui il Valle sia stato occupato. Sono tante, tutte giuste e tutte sbagliate assieme. Nelle rispettive diagnosi e nelle rispettive cure. Ovviamente è un mio parere.  E non importa.<br />
Quello che è successo in sei mesi è straordinario lo stesso. All’inizio mi sembrava un po’ la vecchia occupazione del liceo. Servizio d’ordine, un sacco di gente che veniva lì solo per passare la serata e cercare un alternativa ariosa al salottismo romano. Però poi l’organizzazione teneva, al di là dell’eccesso di zelo dei tanti volenterosi occupanti in cerca di un ruolo che gli permettesse finalmente di dire a qualcuno “Di qui non si passa! Non si esce da lì. Silenzio! Hai già firmato?”. Mi perdonino i miei amici, sto giocando.<br />
Superato lo zelante sbarramento, ogni sera chiunque poteva e può ancora oggi gustarsi ore di rappresentazioni di grande prestigio e qualità, organizzate in modo ineccepibile e del tutto gratuite.</p>
<p>Io, che faccio da sempre colpevolmente parte della categoria degli scettici, ho pensato che una tale adesione da parte dei nomi della cultura si sarebbe esaurita presto, assieme allo slancio iniziale dei ragazzi occupanti. Invece non è successo. L’estate è passata e nulla è cambiato nei numeri e nell’intensità di quello che stava succedendo.</p>
<p>Il Valle Occupato oggi offre una delle programmazioni più libere, originali, variegate e moderne d’Italia. All’afflato iniziale i ragazzi hanno saputo integrare organizzazione e volontà e oggi le istituzioni stesse sono costrette a guardare a quel teatro storico, a due passi dai palazzi del potere, come a qualcosa da tutelare e da cui imparare qualcosa.<br />
Quindi non importa se la maggior parte dei ragazzi è costituita da attori poco occupati, pieni di rancore verso un sistema che ha vanamente promesso loro una vita lavorativa gratificante. Un sistema che non verrà mai scalfito da questa occupazione, temo.</p>
<p>Ricordo <em>Tootsie</em> (1982), una delle prime scene, quando Dustin Hoffman dice ai suoi amici attori che a New York il 95% degli attori è disoccupato. È sempre stato così e sarà sempre così. Dice lui. Dico io. Quando fai l’attore lo sai che sarà così. Ci provi e speri che il sistema faccia di tutto per promuovere dinamiche trasparenti di ricambio e valorizzazione dei nuovi talenti. Ma lo spazio per tutti non c’è.</p>
<p>Continuo a pensare che la soluzione alla crisi della cultura in Italia non passi da scelte dall’alto, da finanziamenti a pioggia o da scelte assistenziali alle categorie artistiche. Credo che quella sia solo una parte del problema. Ma l’altra parte, cospicua, deriva dall’incapacità del teatro in primo luogo (non parliamo delle altre arti) di rinnovare il suo linguaggio e aprirsi a nuovi pubblici.</p>
<p>I ragazzi della serie web <em>Freaks</em> hanno reagito ad un sistema che non poteva che offrire loro, dei ragazzi di vent’anni, che qualche stage non pagato su un set a portare pizze bianche. Si sono fatti i loro canali su youtube, si sono messi insieme e hanno fatto una Serie da 10 milioni di contatti. E ora sono corteggiati da tutte le case di produzione italiane.</p>
<p>Ma anche l’occupazione attiva e propositiva del Valle è ricca di valore. Che a mio avviso non risiede tanto nella protesta in sé, che è incapace di generare pressione e si poggia su piattaforme rivendicative vecchie, fuori mercato e inutilmente radicali. Senza parlare della scarsa attitudine degli occupanti ad allargare la protesta di categoria a tutti i giovani in entrata nel mondo del lavoro. La mia personale idea è che la crisi salariale e occupazionale delle professioni creative non sia diversa né più grave rispetto a quella di tutte le professioni del terzo settore. E trovo che l’incapacità di coagulare il dissenso al di là delle appartenenze ideologiche e professionali sia quello che impedisce oggi all’Italia di avere un movimento coordinato e numericamente importante, in grado di fare pressioni reali sull’establishing politico.</p>
<p>E allora perché sto celebrando il Valle? Perché al di là della protesta, il suo modello di gestione vitalistico e vulcanico è una manna per il teatro stesso. Quando Paolo Rossi ci ha recitato ha detto di avere “capito il senso del teatro, quello primordiale”, stando là dentro. Ma sempre Paolo Rossi ha aggiunto una cosa intelligente: si tratta di un modello basato sul sacrificio di tutti, che porta necessariamente con sé una proposta di sviluppo culturale basata sul volontariato e l’hobbismo.</p>
<p>Una volta ho detto la parola “mercato” al Valle, mi hanno mangiato vivo. Ma non me la prendo. Sostengo il progetto e sono felice di condividere il primo “cortometraggio prodotto dal Valle”. Sette minuti alla Boris sul presunto funzionamento dei meccanismi di scelta delle case di produzione italiane. Che non siamo proprio così ma fa lo stesso.</p>
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<p>Viva il Valle.</p>
<p>Per info e programmazione: <a href="http://www.teatrovalleoccupato.it/">www.teatrovalleoccupato.it/</a></p>
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		<title>Se riesco parto</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 10:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sogno di poter fare un film a costo zero e a qualità professionale non è mai stato così concreto. Come già avvenuto nella musica negli anni Ottanta dopo la diffusione dei sintetizzatori e negli anni Novanta con i software &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/ludovicobessegato/2011/06/30/se-riesco-parto/">Continua</a>]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il sogno di poter fare un film a costo zero e a qualità professionale non è mai stato così concreto. Come già avvenuto nella musica negli anni Ottanta dopo la diffusione dei sintetizzatori e negli anni Novanta con i software di sequenziazione e nella fotografia con l&#8217;abbattimento dei costi delle reflex digitali a basso costo si sta compiendo anche nell&#8217;audiovisivo.</p>
<p>Ovviamente è un processo in corso da anni, iniziato con le prime videocamere digitali e proseguito con l&#8217;aumento della potenza di calcolo dei computer e la diffusione di programmi di montaggio non lineari di facile utilizzo. Il film in digitale era però sempre molto riconoscibile, sopratutto fotograficamente. Poi sono arrivate le prime digitali serie, come la Red e l&#8217;Alexa, di qualità molto vicina alla pellicola, che però hanno anche costi molto vicini a quelli della pellicola, rendendo quindi inutile per gli amatori del cinema l&#8217;innovazione da un punto di vista prettamente economico.</p>
<p>Poi siamo entrati nell&#8217;era della 7D (o 5D). Per gli addetti ai lavori quello che sto per dire sembrerà la celebrazione dell&#8217;ovvio. Per tutti gli altri può essere interessante sapere che da qualche anno ha iniziato a diffondersi come un virus una nuova macchina fotorafica Reflex della Canon, che ha la peculiarità di girare anche filmati in FULL HD di una qualità sconvolgente. Quella che probabilmente i progettisti hanno inserito come funzione residuale ha però scatenato una moda dilagante in tutti i filmaker del mondo. I filmatini in Hd delle Canon sono probabilmente meglio di tutto quello che si può girare con qualunque videocamera professionale che  costa cinque volte di più. Di fatto è come se i filmati delle 7D (o 5D) fossero &#8220;foto in movimento&#8221;. Obiettivi fotografici, full frame, profondità di campo abbattuta.</p>
<p>Con pochissimi soldi chiunque può dotarsi di questo macchinetta grande come una normale Reflex e girare cose che rivaleggiano con il 16 mm. In pochi mesi si è scatenata la moda. Tutti girano con la 7D. Tutti vogliono la 7D. Videoclip, pubblicità, cortometraggi, film indipendenti, documentari sono diventati appannaggio totale di questo dispositivo. Anche quando il suo intrinseco essere, comunque, una macchina fotografica, rende il suo uso per le riprese un po&#8217; scomodo per ragioni che non ha senso ora approfondire. Il risultato è che con il budget limitatissimo oggi chiunque può girare e montare allo stesso livello (se non migliore) delle cose che vediamo in televisione. Quali siano le conseguenze non lo so, mi limito a segnalare il dato e a proporvi un ottimo esempio. </p>
<p>Da anni esistono concorsi cinematografici a tempo. Uno dei più famosi è il 48 ore Film festival. Il meccanismo è ingegnoso quanto intrigante. Ai partecipanti vengono comunicati un tema e uno stile. Ogni squadra ha quindi 48 ore appunto per scrivere, girare e montare il proprio film. </p>
<p>Il film vincitore di quest&#8217;anno, <em>Se riesco parto</em>, è la dimostrazione di quello che ho detto prima. A vederlo, non si crede che sia stato fatto in quei tempi, senza budget e senza altro che non fosse la modaiola 5D. La storia non funziona molto, ma tutto il resto non è male davvero, comprese le musiche di Margherita.</p>
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