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	<title>Sara Magro</title>
	
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	<description>Fa la giornalista di viaggi e scrive di turismo. Il suo sito  è www.thetravelnews.it</description>
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		<title>Barcellona: la casa-museo anni ’30 dell’operaio e il distretto 22@</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Feb 2013 08:31:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[All’inizio degli anni Trenta, durante la II Repubblica spagnola, il Grup d’Arquitectes i Tècnics Catalans per al Progrés de l’Arquitectura Contemporània (GATCPAC), un pool di architetti visionari e all’avanguardia, aveva studiato un modello di unità abitativa per la classe operaia &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/saramagro/2013/02/23/barcellona-la-casa-museo-anni-30-delloperaio-e-il-distretto-22/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpost.it/saramagro/files/2013/02/Casa-Bloc-Vivienda-1-11-13-Copiar.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-585" src="http://www.ilpost.it/saramagro/files/2013/02/Casa-Bloc-Vivienda-1-11-13-Copiar.jpg" alt="" width="600" height="439" /></a>All’inizio degli anni Trenta, durante la II Repubblica spagnola, il Grup d’Arquitectes i Tècnics Catalans per al Progrés de l’Arquitectura Contemporània (GATCPAC), un pool di architetti visionari e all’avanguardia, aveva studiato un modello di unità abitativa per la classe operaia che suddivideva spazi privati e pubblici, salvaguardando contemporaneamente il comfort e l’identità collettiva. Era l&#8217;Habitatge 1/11 all&#8217;interno di Casa Bloc, un condominio nel quartiere popolare Sant Andreu. Ma il progetto ebbe vita breve, censurato dal potere durante la guerra civile (C. d’Almirall Pròixida, 1-3-5<a href="http://www.dhub-bcn.cat" target="_blank">, www.dhub-bcn.cat</a>; su appuntamento per gruppi di massimo 15 persone, tel. +34/932563463).</p>
<p>Dallo scorso 31 marzo l’appartamento-tipo, restaurato dall’Institut Català del Sòl e dall’Institut de Cultura de Barcelona, si può visitare con gli spazi e gli arredi originali disegnati da Josep Lluís Sert, Josep Torres Clavé e Joan Baptista Subirana tra il 1932 e il 1939. Il duplex di 60 metri quadrati sembra progettato oggi, con doppia esposizione, luce naturale e netta separazione tra zona giorno e zona notte: al piano inferiore ci sono ingresso, lavanderia con doccia, cucina, bagno, sala da pranzo e balcone; sopra due camere da letto.</p>
<p>Il condominio Casa Bloc è uno dei monumenti simbolo dell&#8217;architettura razionalista di Barcellona, dal 1992 dichiarato &#8220;bene d’interesse culturale&#8221; dalla Generalitat de Catalunya. È gestito dal Disseny Hub, istituzione che si occupa di design e di altre esposizioni della città: Museu Tèxtil i Indumentària, Museu de Ceràmica, Museu de les Arts Decoratives i el Gabinet de les Arts Gràfiques. Nella primavera del 2014 il Disseny Hub avrà una nuova sede di 25 mila mq in plaça de les Glòries, vertice del nuovo distretto 22@Barcelona nato come polo innovativo e tecnologico della città, con centri di ricerca e di informazione digitale, università, giardini, servizi, luoghi di incontro e centri culturali, 4000 case e 114 edifici di archeologia industriale da conservare nel vecchio quartiere industriale di Poblenou (<a href="http://www.22barcelona.com/content/blogcategory/49/280/lang,en/" target="_blank">www.22barcelona.com</a>).</p>
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		<title>48 ore a Napoli</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2013 22:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramagro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di T Magazine del New York Times del 2006 definiva Napoli la &#8220;capitale dell’arte contemporanea in Italia&#8221;. Dal 1976, quando Lucio Amelio invitò Andy Warhol a realizzare una serie di opere per la sua galleria in Piazza dei &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/saramagro/2013/02/10/48-ore-a-napoli/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpost.it/saramagro/files/2013/02/napoli-toledo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-558" src="http://www.ilpost.it/saramagro/files/2013/02/napoli-toledo.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a>Un articolo di <em>T Magazine</em> del New York Times del 2006 definiva Napoli la &#8220;capitale dell’arte contemporanea in Italia&#8221;. Dal 1976, quando Lucio Amelio invitò Andy Warhol a realizzare una serie di opere per la sua galleria in Piazza dei Martiri, nel capoluogo campano è cominciato un percorso di rinnovamento artistico le cui tappe più recenti sono l’apertura del Museo Madre, le installazioni annuali di piazza del Plebiscito dalla fine degli anni Novanta, le opere d’arte nella nuova linea della metropolitana, il PAN (<a href="http://www.palazzoartinapoli.net">Palazzo Arti Napoli</a>), i programmi della <a href="http://www.fondazionemorragreco.com">Fondazione Morra Greco</a> e l&#8217;ormai lunga tradizione delle gallerie private, che in 40 anni hanno formato il gusto del pubblico aprendolo anche ai linguaggi più innovativi. È innegabile, a Napoli qualche fermento c&#8217;è. Seguendone gli indizi si possono trascorrere un paio di giorni nell&#8217;arte di oggi senza trascurare viste sul Golfo e pizza all&#8217;antica.</p>
<p><strong>PRIMO GIORNO</strong></p>
<p><strong>Caffè e sfogliatella</strong></p>
<p>Il vero caffè napoletano con la sfogliatella calda si prende nella pasticceria storica di piazza del Plebiscito: <strong>Gambrinus</strong> è il salotto bene, ma soprattutto buono, di Napoli. La sosta è imperdibile (<a href="http://www.gambrinus.it" target="_blank">gambrinus.it</a>).</p>
<p><strong>Metropolitana d’arte</strong></p>
<p>Pochi passi e si entra nelle viscere della città. La via Toledo è diventata pedonale dallo scorso novembre, quando hanno aperto la nuova stazione del metrò. Non è solo una fermata, ma un’installazione del catalano Oscar Tusquets Blanca con illuminazione di Robert Wilson (nella foto in alto). Fino ai tornelli è una discesa nella terra, tra sagome di montagne sotto un cielo nero. Poi il tragitto fino alla banchina è un’immersione realistica in un mare di mosaico e luci al neon, di curve come onde e foto di acqua. Prossima fermata, Dante sotto l’omonima piazza a cui si arriva dopo una galleria di mosaici tridimensionali di Nicola De Maria, la poesie al neon tubolare di Joseph Kosuth e un lavoro di Jannis Kounellis fatto con scarpe vecchie inchiodate sotto binari arrugginiti. Tutte le stazioni della nuova linea espongono opere e installazioni di artisti internazionali e si possono visitare partecipando ai Metro Art Tour guidati e gratuiti che partono da Toledo ogni martedì alle 10,30 (tel. 800568866). Intanto, voi scendete alla fermata “Museo”, progettata da Gae Aulenti nel 2001 con foto di Mimmo Jodice e sculture classiche (<a href="http://www.metro.na.it" target="_blank">www.metro.na.it</a>).</p>
<p><strong>La nuova ala del Capodimonte</strong></p>
<p>Visita al <strong>Museo Capodimonte</strong>. Perché: lo scorso dicembre è stata inaugurata la nuova ala ottocentesca ricavata negli appartamenti dei Principi, finora chiusi al pubblico. L’allestimento e le didascalie sono stati realizzati con il contributo dei cittadini che hanno espresso il proprio parere su come comunicare la nuova esposizione attraverso un flash mob. Nuova è anche la sezione permanente con i primi manifesti pubblicitari disegnati per i grandi magazzini Mele, primo centro commerciale di Napoli. La visita è anche l’occasione per vedere, appena restaurato, il <em>Trittico con le Storie della Passione</em>, capolavoro in alabastro del XV secolo esposto insieme ad altre opere nella mostra <em>Restituzioni</em>, dal 22 marzo al 9 luglio 2013 (via Miano 2, <a href="http://www.polomusealenapoli.beniculturali.it/museo_cp/museo_cp.html" target="_blank">www.polomusealenapoli.beniculturali.it</a>).</p>
<p><strong>Pizza e freselle sul mare</strong></p>
<p>Dalla promenade di via Caracciolo &#8211; il controverso lungomare secondo alcuni appena riqualificato, secondo altri definitivamente rovinato &#8211; si prende un ponticello che porta a <strong>Castel dell’Ovo</strong> e a <strong>Borgo Marinari</strong>, con tante trattorie vista mare che preparano i grandi classici del fast food partenopeo: freselle olio e pomodoro e  pizza.</p>
<p>Alle spalle c’è <strong>Villa Pignatelli</strong>, dove si alternano mostre, workshop, eventi dedicati alla fotografia (Casa della Fotografia, Riviera di Chjaia 200, <a href="http://www.polomusealenapoli.beniculturali.it/museo_vp/museo_vp.html" target="_blank">www.polomusealenapoli.beniculturali.it</a>).</p>
<p><strong>Tunnel segreti</strong></p>
<p>Napoli è tanto bella in superficie quanto misteriosa sotto. Ci sono molti percorsi e siti archeologici sotterranei aperti al pubblico. Per esempio il <strong>Tunnel Borbonico</strong>, inizialmente aperto dalle truppe del re per i trasferimenti segreti, è stato rifugio antiaereo durante la Seconda Guerra Mondiale, deposito di auto e moto sequestrate tra gli anni ‘50 e ’60 – lambrette e topolino sono ancora lì sepolte dalla polvere -, e ora spazio per performance e concerti con un bel programma che dura tutto l’anno (via Domenico Morelli 40, <a href="http://www.tunnelborbonico.info" target="_blank">www.tunnelborbonico.info</a>).</p>
<p>Fuori dal tunnel ci si trova nel quartiere bene di Chiaia, con le strade dello shopping di moda, via Filangieri, piazza dei Martiri e via Calabritto. Sempre in zona, tutte le mattine davanti al Liceo Umberto, c’è il mercato di San Pasquale, dove si comprano le griffe a pochissimo per qualche difetto irrilevante.</p>
<p><strong>Una notte nella galleria di Kaplan</strong></p>
<p>Il Purgatorio 2 è un progetto d’arte (è la galleria di un certo Kaplan, collezionista immaginario) e di ospitalità interattiva. Nel senso che ha due camere per soggiornare tra le opere contemporanee; per dormirci però bisogna diventare soci e lasciare una traccia di sé, foss&#8217;anche soltanto un libro purché con nome e data. L&#8217;ideatrice è Nathalie de Saint Phalle, parente della scultrice Niki (via dei Tribunali 362, palazzo Spinelli, tel. 081299579, <a href="mailto:nhsp@aol.com" target="_blank">nhsp@aol.com</a>; da 100 € per camera, a notte + 77 € per diventare soci).</p>
<p><strong>SECONDO GIORNO</strong></p>
<p><strong>Musei e mercati al Vomero </strong></p>
<p>Napoli, adagiata sui colli, è una delle poche città dove sono ancora in funzione le funicolari. Il trasporto su rotaia è il più affidabile e il più puntuale. Con la funicolare, si sale al Vomero, dove tutti i giorni si ripete il mercato di Antignano: sulle bancarelle si trova di tutto, dalle scarpe alle alici fresche. Ma al Vomero ci sono anche tre musei, tutti ugualmente interessanti: quello di San Martino con i presepi antichi (largo San Martino 5), quello della ceramica Duca di Martina a Villa Floridiana (via Domenico Cimarosa 77) e quello del Novecento a Castel Sant’Elmo (via Tito Angelini 22; <a href="http://www.polomusealenapoli.beniculturali.it/museo_se/museo_se.html" target="_blank">www.polomusealenapoli.beniculturali.it</a>).</p>
<p>Note bene: anche se non lo visitate, non perdete la passeggiata sugli spalti di Castel Sant’Elmo che, come dalla prua di un transatlantico proietta l’osservatore su Capri, Procida, Ischia e il Golfo tutto. Da quassù si comprende meglio perché si dice “Vedi Napoli e poi muori”: senza le estreme conseguenze, un posto più bello è difficile da immaginare!</p>
<p><strong>Pizza storica</strong></p>
<p>Sulla collina del Vomero, la pizza storica si mangia da <strong>Gorizia</strong>, che le sforna secondo tradizione dal 1916. Le più classiche sono la pizza fritta e la margherita con i <em>friarielli</em>, una verdura tenerissima, simile per sapore alle cime di rapa (via Bernini 29; <a href="http://www.gorizia1916.com" target="_blank">www.gorizia1916.com</a>).</p>
<p><strong>Museo Madre</strong></p>
<p>La fondazione del Madre è il punto di arrivo di un percorso di rinnovamento che la città ha intrapreso da tempo. In pieno in centro, nel quartiere San Lorenzo, occupa un palazzo restaurato da Alvaro Siza secondo il principio di sottrazione, e cioè togliendo decori e sovrastrutture per valorizzare le opere che ospita, la collezione permanente e le mostre temporanee (Sol Lewitt è da vedere fino al 1° aprile 2013, via Settembrini 79; <a href="http://www.museomadre.it" target="_blank">www.museomadre.it</a>).</p>
<p><strong>Un velo di marmo</strong></p>
<p>Tuffo nell’arte del passato. In un vicolo vicino al Madre, dietro un insospettabile portone, si cela la magnifica Cappella di San Severo che custodisce il <em>Cristo velato</em>, assoluto capolavoro in marmo di Giuseppe Sanmartino nel 1753 (via Francesco De Sanctis 19/21; <a href="http://www.museosansevero.it">www.museosansevero.it</a>).</p>
<p><strong>Cena con (super)vista </strong></p>
<p>Il <strong>Grand Hotel Parker’s</strong> è un hotel storico tra il Vomero e Chiaia con ristorante partenopeo al settimo piano. Lo chef Baciòt è ai fornelli da vent’anni e si ispira alla cucina popolare, copiando le ricette della suocera o di una certa vicina di casa &#8220;con le mani d&#8217;oro&#8221;. Quindi la elabora e la prepara con ingredienti scelti ogni giorno al mercato, cosicché <em>Pizzilli e foglie</em>, una pasta fatta in casa con fiori di zucca, pomodorini e scarola, e il semplice pesce all’acqua pazza risultano deliziosi e freschi. Se poi si aggiunge la vista, la cena diventa memorabile: con un solo sguardo si abbraccia la città, il Tirreno, il Vesuvio (corso Vittorio Emanuele 135; <a href="http://www.grandhotelparkers.it" target="_blank">grandhotelparkers.it</a>).</p>
<p><strong>SE AVETE UN GIORNO IN PIU&#8217; </strong></p>
<p><strong>Verso Ischia</strong></p>
<p>Alzatevi di buon’ora e andate a prendere l’aliscafo per Ischia. Ci si arriva in meno di un’ora. E in qualunque stagione è un approdo glorioso.</p>
<p><strong>L’isola in motorino </strong></p>
<p>Con 30 euro al giorno si noleggia una Vespa e si fa il giro dell’isola con soste strategiche e panorami strepitosi. Le fermate: le Terme di Negombo (<a href="http://www.negombo.it/" target="_blank">www.negombo.it</a>); la discesa al Sorgeto, spiaggia libera con le fumarole per le cure gratuite, dove un isolano propone maschere all&#8217;argilla miracolosa. Si prosegue per Castel Sant’Angelo, poi su verso il centro, a Serrara Fontana con il borgo vecchio, la chiesa e il ristorante, e una piazza-belvedere letteralmente sospesa sul mare.</p>
<p><strong>Pranzo a Lacco Ameno</strong></p>
<p>Le <strong>Terme della Regina Isabella</strong> è l’hotel storico di Ischia, fondato da Angelo Rizzoli negli anni Cinquanta secondo un’idea di vacanza benessere ancora molto attuale. L’hotel è anche una specie di circolo culturale che organizza rassegne di cinema, mostre, degustazioni di vini, cioccolati, sigari, tè invitando sempre i massimi esperti in materia. In più ha un centro termale rinomato, un ristorante con stella Michelin e vista che concilia con l&#8217;universo (<a href="http://www.reginaisabella.it">www.reginaisabella.it</a>).</p>
<p><strong>Oltre il giardino</strong></p>
<p>Ultima tappa al giardino mediterraneo della <strong>Mortella</strong>, uno dei più bei giardini privati d’Europa. La sua è una storia romantica: nel 1956 Lady Susan lo creò per offrire un rifugio di serenità al marito, il musicista William Walton. E mentre lui componeva, lei piantava fiori e alberi tropicali, creava stagni di ninfee, disegnava cascate, voliere e serre coltivando una collezione di piante rare che si arrampicano sul fianco di una collina. Lungo il percorso sono sistemate panchine e opere d’arte che invitano a fermarsi un attimo, e a godere della bellezza che circonda e della vista sul mare che trapela tra le fronde. Ci sono anche una sala da tè e una sala per i concerti, in programma tutto l’anno (<a href="http://www.lamortella.org" target="_blank">www.lamortella.org</a>).</p>
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		<title>Viaggio in bici da Parigi a Londra</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 18:26:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramagro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inaugurata poco prima delle Olimpiadi del 2012, la Avenue Verte è un percorso ciclabile di 406 km che parte da Parigi, attraversa la valle della Senna e del fiume Epte fino al mare. Poi in traghetto (con bici a bordo) si &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/saramagro/2013/02/02/viaggio-in-bici-da-parigi-a-londra/">Continua</a>]]]></description>
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<p><a href="http://www.ilpost.it/saramagro/files/2013/02/parigi-londra_2013_web-600x385.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-537" src="http://www.ilpost.it/saramagro/files/2013/02/parigi-londra_2013_web-600x385.png" alt="" width="600" height="385" /></a>Inaugurata poco prima delle Olimpiadi del 2012, la Avenue Verte è un percorso ciclabile di 406 km che parte da Parigi, attraversa la valle della Senna e del fiume Epte fino al mare. Poi in traghetto (con bici a bordo) si supera la Manica e si prosegue nella campagna inglese che  porta dritti a Londra. La Avenue Verte (<a href="http://www.avenuevertelondonparis.com/" target="_blank">www.avenuevertelondonparis.com</a>) è un progetto curato dai francesi delle regioni comprese tra Parigi e Dieppe e dagli inglesi dell&#8217;associazione Sustrans (<a href="http://www.sustrans.org.uk/">www.sustrans.org.uk</a>), che sviluppa piste ciclabili nel Regno Unito.</p>
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<p>ll percorso è pianeggiante quando segue i principali fiumi &#8211; Senna, Marne ed Epte &#8211; e diventa un po&#8217; più impegnativo quando attraversa le campagne, soprattutto una volta in Inghilterra. Dopo la campagna, è consigliabile prendere il treno fino a Londra, perché il tratto finale è piuttosto impegnativo non solo per le caratteristiche del terreno, ma anche per il traffico che aumenta sempre più in prossimità della capitale.</p>
<p>Il viaggio in bicicletta può essere affrontato in 8 giorni, con tappe lunghe in media 55 km ed è facilmente percorribile in entrambe le direzioni (da Parigi a Londra o viceversa). Il percorso è abbastanza ben segnalato, ma si consiglia di munirsi di  una buona guida ciclabile (per esempio dell&#8217;editore francese <a href="http://www.chamina.com/collection/velo-et-vtc-9/" target="_blank"><em>Chamina</em></a>). Oppure ci si può affidare a un operatore specializzato che fornisce ai ciclisti anche altri servizi, come prenotazioni alberghiere, trasporto bagagli da un hotel al successivo, assistenza in loco o telefonica in caso di necessità, cartografia ciclabile, bici a noleggio.<strong> Girolibero</strong>, tour operator italiano specializzato in vacanze in bicicletta propone l&#8217;itinerario in 8 giorni e 7 notti, con pernottamenti in alberghi a 2/3 stelle (<a href="http://www.girolibero.it/" target="_blank">www.girolibero.it</a>; 670 € a persona).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Amsterdam, riapre lo Stedelijk, museo di arte moderna, contemporanea e di design</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Sep 2012 12:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramagro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella Museumplein di Amsterdam riapre oggi lo Stedelijk Museum dopo nove anni di lavori per il restauro e l&#8217;ampliamento dello spazio espositivo. L’edificio neo rinascimentale progettato da A. W. Weissman nel 1895 ha ora gallerie più ampie che permettono l’esposizione dell’intera &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/saramagro/2012/09/23/amsterdam-riapre-lo-stedelijk-museo-di-arte-moderna-contemporanea-e-di-design/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella Museumplein di Amsterdam riapre oggi lo <a href="http://www.stedelijk.nl/" target="_blank">Stedelijk Museum</a> dopo nove anni di lavori per il restauro e l&#8217;ampliamento dello spazio espositivo.</p>
<p>L’edificio neo rinascimentale progettato da A. W. Weissman nel 1895 ha ora gallerie più ampie che permettono l’esposizione dell’intera collezione permanente di arte moderna, contemporanea e di design, considerata una delle più importanti al mondo, con 90 mila opere dal 1870 a oggi che comprendono pitture, sculture, video, installazioni, lavori su carta, libri di artisti, fotografia, design grafico, arti applicate e design industriale.</p>
<p>All&#8217;edificio originale in mattoni rossi è stata aggiunta una nuova ala disegnata da Mels Crouwel che si affaccia sulla Piazza dei Musei come il Van Gogh Museum, il <a href="http://www.rijksmuseum.nl/?lang=en" target="_blank">Rijksmuseum</a> e il Concertgebouw. I suoi 10 mila metri quadrati sono suddivisi tra il ristorante, la libreria, diverse aule e le sale per le mostre temporanee su due piani collegati da scale mobili coperte per non far perdere la concentrazione durante la visita.</p>
<p>Se internamente il complesso moltiplica lo spazio, all’esterno si propone come oggetto d’arte in sé che modifica l&#8217;aspetto della piazza con la presenza bianca e liscia dell&#8217;architettura innovativa di Crouwel. Anche nella Amsterdam di ampie vedute, qualcuno ci metterà un po’ di tempo a digerire l’incombente “vasca da bagno” – questo il soprannome del nuovo Stedelijk &#8211; in fibra sintetica Twaron, un materiale solitamente usato per componenti aerospaziali e imbarcazioni, e qui per la prima volta impiegato come copertura leggera ma cinque volte più forte dell’acciaio. Infatti, il valore complessivo dell’intervento è, come spesso accade con le costruzioni esibizioniste di ogni epoca, storico e sperimentale: assegna una &#8220;casa&#8221; più grande a una delle istituzioni più pregiate dei Paesi Bassi, e provoca il dibattito sulla trasformazione del paesaggio urbano e del gusto di chi ci vive.</p>
<p>Vernice d’apertura: <em>Beyond Imagination</em>, 20 progetti e opere commissionate ad artisti olandesi e non attivi nei Paesi Bassi.</p>
<p>Questo è un anno importante per i musei di Amsterdam. Lo scorso aprile l’<a href="http://www.eyefilm.nl/en" target="_blank">Eye Film Institute</a> si è trasferito nel quartiere Noord, in un avveniristico e molto più spazioso edificio che ospita il museo del cinema, gli archivi, i laboratori di restauro delle pellicole, le sale proiezioni per prime visioni ed essai. Il primo maggio 2013, invece, riapre, completamente ristrutturato, anche il <a href="http://www.vangoghmuseum.nl/vgm/index.jsp?page=17712&amp;lang=en" target="_blank">Museo Van Gogh</a>, la cui collezione sarà nel frattempo in parte ospitata nelle sale dell’<a href="http://www.hermitage.nl/en/" target="_blank">Hermitage Amsterdam</a> (dal 29 settembre al 25 aprile 2013).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Escono italiano le guide di viaggio di Wallpaper</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 16:04:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramagro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 18 settembre le City Guide Wallpaper escono in libreria tradotte in italiano. I primi titoli sono Barcellona, Berlino, Londra, Milano, New York, Parigi, Praga, Roma, poi ne arrivano altri sei entro giugno 2013 (Mondadori – Phaidon &#8211; Wallpaper; 9,90 &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/saramagro/2012/09/17/escono-italiano-le-guide-di-viaggio-di-wallpaper/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 settembre le City Guide Wallpaper escono in libreria tradotte in italiano. I primi titoli sono Barcellona, Berlino, Londra, Milano, New York, Parigi, Praga, Roma, poi ne arrivano altri sei entro giugno 2013 (Mondadori – Phaidon &#8211; Wallpaper; 9,90 €).</p>
<p>Più che vere e proprie guide, sono taccuini con percorsi e indirizzi scelti da artisti, architetti, designer, giornalisti di costume, viaggi, moda che estrapolano l’atmosfera di città turistiche e metropoli, e garantiscono di vedere tutto quello che vale la pena in un weekend, in un viaggio di lavoro o in 24 ore.</p>
<p>Nate nel 2006 da un progetto dell’editrice Phaidon per Wallpaper, la rivista di design fondata da Tyler Brûlé, le City Guide – finora 80 in inglese, di cui 60 anche in versione App per iPad e iPhone &#8211; hanno in un certo senso rivoluzionato i libri di viaggio. Invece dell’ennesima guida generalista che cerca di non omettere nulla, le Wallpaper hanno proposto il criterio della selezione, mettendo nelle 128 pagine del libriccino in formato 16&#215;11 cm soltanto l’essenziale e secondo l’ottica peculiare di chi ama l’architettura, l’arte e il design contemporanei.</p>
<p>Le guide suggeriscono itinerari alternativi e inediti con una scelta oculata di un centinaio in tutto tra ristoranti e locali di tendenza, hotel (con camere consigliate), negozi originali, design e architetture moderne, spesso recenti acquisizioni. Ogni guida fornisce info pratiche, mappe e fotografie aeree, 100 illustrazioni a colori più alcune pagine bianche per gli appunti personali<em>.</em></p>
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		<title>L’alternativa del volonturismo</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 07:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramagro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il concetto di vacanza-lavoro sembra una contraddizione in termini, eppure l’ampiezza del fenomeno del “volonturismo” dimostra il contrario. Dagli anni Novanta, partire per partecipare attivamente e senza scopo di lucro a un progetto umanitario, a una ricerca scientifica, a una &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/saramagro/2012/08/28/lalternativa-del-volonturismo/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto di vacanza-lavoro sembra una contraddizione in termini, eppure l’ampiezza del fenomeno del “volonturismo” dimostra il contrario. Dagli anni Novanta, partire per partecipare attivamente e senza scopo di lucro a un progetto umanitario, a una ricerca scientifica, a una causa di sostenibilità o pacifista, è diventato un modo di spendere le vacanze per un numero crescente di persone, soprattutto giovani fino a 35-40 anni.</p>
<p>Nel 2006 c&#8217;è stato il boom. Gli studi pubblicati quell’anno da <a href="http://www.euromonitor.com/" target="_blank">Euromonitor International</a> prevedevano che il volonturismo sarebbe stato uno dei settori di viaggio in maggior sviluppo fino al 2010-2012; sempre nel 2006, una ricerca di Travel Industry Association of America (TIA) evidenziava che il 24% dei viaggiatori è potenzialmente interessato a svolgere attività di volontariato in vacanza (<a>www.imvoluntourism.com</a>). Di nuovo nel 2006, Bill McMillon pubblicava la prima edizione di <em>Volunteer Vacations: Short-Term Adventures that Will Benefit You</em> <em>and Others </em>(Chicago Review Press), prima guida con 200 organizzazioni no profit per aiutare volonturisti ai primi passi e quelli più navigati a scegliere tra la moltitudine di progetti in tutto il mondo. Da allora, associazioni e organizzazioni si sono moltiplicate e specializzate.</p>
<p>Passando alla pratica, a chi ci si rivolge per partecipare a un progetto? Quanto costa?</p>
<p>Il primo passo è individuare associazioni e organizzazioni nell’area d’interesse: per esempio, <strong>Coopi</strong> (<a href="http://coopi.org/it/home/" target="_blank">coopi.org</a>) ha già realizzato 700 progetti in 50 Paesi ed è attiva su altri 180 progetti di sviluppo ed emergenza; la <strong>United Nations Volunteers</strong> (<a href="http://unv.org/" target="_blank">unv.org</a>) ricerca invece figure professionali nel settore agroalimentare, tecnico e medico per progetti di pace e sviluppo nel Terzo Mondo, mentre <strong>Wwoof</strong> (<a href="http://www.wwoof.it/it/" target="_blank">wwoof.it</a>) mette in contatto chi offre manodopera (woofer) e fattorie che in cambio danno ospitalità, pasti, training su agricoltura e allevamento bio.</p>
<p>In generale, il lavoro dei volonturisti non è retribuito, e anzi implica alcune spese, come il trasporto per raggiungere il luogo del progetto. Di gratuito al 100% non c’è nulla; ma ciò può essere considerato un elemento virtuoso che promuove una consapevole, ben integrata combinazione di volontariato e dei valori tradizionali del turismo sostenibile: conoscenza profonda dei luoghi, incontro con culture diverse, scoperta di storia e tradizioni dall’interno, esperienza, partecipazione, rispetto ambientale.</p>
<p><strong>Un esempio in Italia</strong><br />
In Toscana, nella campagna di Pitigliano, <strong>Solidòr</strong> (<a href="http://www.solidor.it/" target="_blank">solidor.it</a>) è un’azienda agricola biodinamica con un uliveto e un orto nutriti con il composto conservato nel corno di bue e seppellito sotto terra a fermentare per mesi. Qui il lavoro è immenso, non c’è mai requie e c&#8217;è sempre bisogno di mani in più: raccogliere le olive, potare le piante, accatastare i rami tagliati, zappare, arare, piantare il cavolfiore e le rape, raccogliere pomodori, peperoni, melanzane e zucchine che vanno puliti, cucinati, conservati per l’inverno. Wwoof è l’unica associazione a cui Solidòr è affiliata, «perché è seria, storica (opera dal 1971) e soprattutto ha l&#8217;obiettivo di divulgare l’agricoltura organica», dice Lorenzo Andi, il proprietario che con la moglie Luciana ha lasciato Milano 15 anni fa per dedicarsi a una vita rurale. È il sogno di tanti cittadini, ma poi pochi hanno il coraggio di fare il salto, perché non è facile convertirsi alla campagna, adattarsi ai suoi ritmi faticosi, a volte ostili, anche troppo per chi non è abituato. Eppure l&#8217;idea esercita sempre un’attrazione forte, nutre l’immaginario di concetti che si inseguono volentieri come una vita più sana. E spesso è questo lo spirito che spinge i woofer a trascorrere un periodo (da due settimane a qualche mese) lavorando con zappa e trattore per apprendere sul campo i principi dell’agricoltura biodinamica. A istruirli ci pensa Lorenzo, agronomo steineriano, dopodiché si passa alla pratica: sei ore al giorno di attività e un giorno di riposo alla settimana. Si dorme in roulotte (ciascuno la sua) e si pranza tutti insieme. Le tavolate sono spesso conviviali, perché intorno ai proprietari gravitano amici intellettuali, musicisti, scrittori, che arricchiscono piacevolmente le giornate tra gli ulivi, e gli ospiti dell’agriturismo che animano la corte e la vita della tenuta (8 camere; 30 € notte e colazione; 50 € in mezza pensione).</p>
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		<title>Opinioni di un barista di Portofino sul turismo d’agosto</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Aug 2012 12:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramagro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[estete 2012]]></category>
		<category><![CDATA[portofino]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi alla fine della passeggiata Paraggi-Portofino, che pur essendo ombreggiata, vista mare e gratis è quasi sempre deserta, sono approdata assetata al bar più vecchio nella stupenda piazzetta. Un chinotto con ghiaccio e fettina d’arancio al banco (2,50 €) e &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/saramagro/2012/08/26/opinioni-di-un-barista-di-portofino-sul-turismo-dagosto/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi alla fine della passeggiata Paraggi-Portofino, che pur essendo ombreggiata, vista mare e gratis è quasi sempre deserta, sono approdata assetata al bar più vecchio nella stupenda piazzetta. Un chinotto con ghiaccio e fettina d’arancio al banco (2,50 €) e due chiacchiere con il gestore.</p>
<p>Come è andata l’estate?, chiedo pour parler.</p>
<p>Non ci possiamo davvero lamentare. Contrariamente alle aspettative, abbiamo avuto incrementi a due cifre.</p>
<p>Dimostrazione che il lusso è l’unico a crescere… Replico io ormai persuasa da uno dei ritornelli di questi tempi di crisi.</p>
<p>Eh no, fa lui: Questo lo dicono i giornali. Ma se da noi non passassero quelli che in una scala da 1 a 100 occupano le postazioni da 1 a 50, non saremmo qui a vantare un bilancio positivo. Sa, la gente viene in autobus a Portofino. Sono curiosi di vedere un’attrazione famosa in tutto il mondo. Fanno un giro sul molo, guardano i mega yacht, si fanno le fotografie, guardano le vetrine e poi un gelato, un caffè, una coca cola ai tavolini se la concedono sempre. Il lusso invece si è ritirato, fa vita più cauta. Mica sbandiera sfacciatamente come una volta.</p>
<p>Ma quindi chi viene?</p>
<p>Gli italiani hanno il loro periodo fisso: 1-15 agosto, poi spariscono o quasi. Quest’anno invece c’è un boom di russi e francesi.</p>
<p>Non so se ha proprio ragione dal punto di vista economico, ma l’esperienza quotidiana non inganna mai al 100%.</p>
<p>A ben pensarci la passeggiata completa tra Santa Margherita e Portofino, tra la focaccia ligure appena sfornata e lo squisitissimo Paciugo (una coppa maxi piena di gelato alla crema con fragole, lamponi, ciliegie sciroppate e panna montata; 10 € seduti al bar), la ripeto 15-20 volte all’anno senza mai annoiarmi, con le consuete soste nella baia verde bosco di Paraggi, alla panchina da dove si scruta il mare tra i pini, al belvedere sul porto con il girotondo di casette colorate. E mi conforta sapere che tutta quella bellezza (a mio avviso inconfutabile) è a disposizione di tutti, ma proprio tutti a pochi euro (il treno Milano-Santa Margherita in promozione estiva costa 9 euro; intero 18).</p>
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		<title>Dal 15 al 17 giugno, a Monteriggioni, il primo Festival della Viandanza</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jun 2012 19:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramagro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[15-17 giugno]]></category>
		<category><![CDATA[festival della viandanza]]></category>
		<category><![CDATA[monteriggioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Si cammina all’alba, con i bambini, guidati da un asinaro, insieme ad attori e musicisti. E ancora si passeggia per trovare ispirazione, per superare la paura di partire o quella di tornare, si intraprendono cammini civili e della memoria. Camminare &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/saramagro/2012/06/10/dal-15-al-17-giugno-a-monteriggioni-il-primo-festival-della-viandanza/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si cammina all’alba, con i bambini, guidati da un asinaro, insieme ad attori e musicisti. E ancora si passeggia per trovare ispirazione, per superare la paura di partire o quella di tornare, si intraprendono cammini civili e della memoria. Camminare è una pratica antica, che nel tempo è stata perfezionata e adattata alla sensibilità delle diverse epoche, dai pellegrinaggi religiosi al walkscaping contemporaneo, che coniuga passeggiata (walk) e paesaggio (landscape), focalizzando l’attenzione sul piacere del camminare, sul camminare bene, con metodo per trarne il massimo giovamento estetico e salutare. Ed è diventato una specie di antidoto alla fretta, che dà importanza al modo di arrivare al dunque, sia questo un luogo o uno scopo astratto. Il cammino è metafora della vita e del viaggio, un viaggio tuttora poco strutturato, autonomo, che non richiede alcun talento o patrimonio in particolare, quasi nessuna attrezzatura, né destinazioni particolarmente esotiche o lontane. Si può fare ovunque, gratuitamente e sempre, anche per andare al lavoro al mattino. Questa semplicità d’azione rende il cammino un atto spontaneo e a portata di tutti.</p>
<p>È il tema del primo <strong>Festival della Viandanza</strong>, da venerdì 15 a domenica 17 giugno a Monteriggioni, nel Senese, che comincia con un cammino collettivo lungo la Via Francigena. Chi vuole infatti può partire la mattina del 15 giugno alle 9 da Colle Val d’Elsa e arrivare a piedi a Monteriggioni in tempo per l’inaugurazione del festival alle 16,30. Per tutte e tre le giornate si pratica l’andamento lento e se ne parla con autori, girovaghi e pensatori, tra i quali Sébastien de Fooz, che è andato a piedi dalle Bruxelles a Gerusalemme tracciando quella che in futuro diventerà la <em>Via della Pace</em> così chiamata perché attraversa paesi, culture, religioni diverse. Al festival partecipano anche lo scrittore-alpinista Erri De Luca e il giornalista Paolo Rumiz con un reading di testi scritti in cammino da Trieste a Premantura, in Istria: pensieri, consigli di sopravvivenza, ricordi di percorsi precedenti, convivi popolani.</p>
<p>In programma ci sono anche il Primo Raduno Nazionale degli Ospitalieri Volontari che assistono i pellegrini sul Cammino di Santiago e sulla Via Francigena a cura di Carla De Bernardi e Immacolata Coraggio; il Premio Porte Aperte, assegnato a chi offre la migliore ospitalità lungo strade e sentieri; e il Premio Movimento Lento, dedicato a chi si occupa su web, blog o social network di viaggi a piedi, in bicicletta o con altri mezzi a basso impatto.</p>
<p>Tra i deep walking mattutini e le camminate terapeutiche, ci sono anche le pause ai ristoranti della zona, che per l’occasione offrono a pranzo e cena un menu completo a 15 euro, e le passeggiate nel centro storico di Monteriggioni tra gli stand di associazioni e case editrici e le bancarelle del mercatino del baratto per scambiare vestiti e attrezzature da trekking.</p>
<p><strong>Festival della Viandanza</strong><br />
tel. 3456515891<br />
<a href="http://www.viandanzafestival.it" target="_blank">viandanzafestival@itineraria.eu<br />
www.viandanzafestival.it</a></p>
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		<item>
		<title>Non solo Olimpiadi: Londra in 48 ore (e a piedi)</title>
		<link>http://feeds.ilpost.it/~r/ilpost-saramagro/~3/LlJ4ILTUg9M/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Jun 2012 07:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saramagro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Londra a piedi (è una scarpinata lo ammetto!), prima che arrivino fiumi di gente per le Olimpiadi 2012, e per godersi senza code infinite un musical, il Bicentenario di Dickens (dickens2012.org), le celebrazioni e le mostre per i 60 anni &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/saramagro/2012/06/03/non-solo-olimpiadi-londra-in-48-ore-e-a-piedi/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpost.it/saramagro/files/2012/06/6-Savoy-copia.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-459" src="http://www.ilpost.it/saramagro/files/2012/06/6-Savoy-copia-1024x738.jpg" alt="" width="640" height="461" /></a>Londra a piedi (è una scarpinata lo ammetto!), prima che arrivino fiumi di gente per le Olimpiadi 2012, e per godersi senza code infinite un musical, il Bicentenario di Dickens (<a href="http://www.dickens2012.org/" target="_blank">dickens2012.org</a>), le celebrazioni e le mostre per i 60 anni al trono della Regina Elisabetta, le esposizioni d’arte più interessanti.</p>
<p>Anche se fate un salto, 48 ore appena (meglio infrasettimanali), il viaggio può essere intenso, pieno di sorprese e divertente. Per ottimizzare il tempo è consigliabile scegliere un hotel in posizione strategica, la zona 1 per esempio, e disegnarci attorno un quadrilatero non troppo grande per limitare la visita altrimenti sconfinata. In questo caso i vertici sono l’hotel, Hyde Park, St Paul’s Cathedral e la Tate Modern.</p>
<p>Si atterra il martedì mattina (ma è solo un esempio). Comprate in aeroporto <strong>One Day Travel Card</strong>, il giornaliero per i mezzi pubblici delle zone 1 e 2, ma solo se non avete intenzione di girare sempre e piedi (8,40 £ a prezzo intero; 7 £, se si compra dopo le 9,30).</p>
<p><strong>Ore 10</strong> Arrivo in hotel. Il <strong>Base2Stay</strong>, a Kensington, ha 67 camere semplici ma accoglienti, e tutte con angolo cottura e wi fi gratuito. A piedi si raggiungono, Kensington Palace e giardini, il Natural History Museum, il Victoria &amp; Albert Museum, la Royal Albert Hall, e la stazione della metropolitana Earls Court (25 Courtfield Gardens, <a href="http://www.base2stay.com/kensington-london/the-hotel" target="_blank">base2stay.com</a>; doppia da 89 £).</p>
<p><strong>Ore 12</strong> Camminate fino ad <strong>Kensington Gardens</strong>, dove, dal 1° giugno al 14 ottobre, è montato il 12° padiglione esterno (con caffè) della <strong>Serpentine Gallery</strong>, quest’anno progettato da Herzog e De Meuron insieme all’artista cinese Ai Weiwei: è una delle gallerie d’arte moderna e contemporanea più importanti della città (<a href="http://www.serpentinegallery.org/2012/02/ai_weiwei_herzog_de_meuron_serpentine_pavilion_2012.html" target="_blank">serpentinegallery.org</a>).</p>
<p><strong>Ore 13,30</strong> Pochi passi più in là, i giardini spaziano in Hyde Park, polmone verde che fa respirare Londra. Qui, non importa il meteo e la temperatura, si fa jogging tutto l’anno in t-shirt e leggins, e durante le Olimpiadi 2012 si svolgono le gare di Triathlon.</p>
<p>Pranzo al <strong>Bar &amp; Kitchen</strong> affacciato sul Serpentine, il laghetto artificiale di Hyde Park sul quale volano centinaia di uccelli d’acqua. In estate si ordina in terrazza: piatti cucinanti, sandwich, gelato artigianale.</p>
<p><strong>Ore 15</strong> In Leicester Square, il <strong>Theatre Booth</strong> vende i biglietti last minute per gli spettacoli teatrali e i musical della sera, che sono perlopiù nei dintorni (<a href="http://www.tkts.co.uk/" target="_blank">www.tkts.co.uk</a>, orario: 10-19). Di fianco al botteghino, sono esposti in bacheca i titoli e gli sconti (di solito metà prezzo). I biglietti in offerta si comprano anche online sul sito <a href="http://visitlondon.eolts.co.uk/" target="_blank">visitlondon.eolts.co.uk</a>.</p>
<p><strong>Ore 16</strong> Afternoon tea da <strong>Brown’s Hotel</strong>, il primo albergo aperto a Londra nel 1837. Il tè del pomeriggio è un rito – lo sanno tutti – e ci sono luoghi come la English Tea Room, con camino e boiserie dell’epoca, dove se ne assapora tutta la tradizione. Ogni giorno la sala è piena per il rito inglese, che nella versione più sofisticata comincia con champagne e prosegue con tè e un’alzatina a tre piani di leccornie da consumare in quest’ordine: sandwich, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scones" target="_blank"><em>scones</em></a> con burro e marmellata, pasticcini. Dimenticate la cena, perché un Afternoon Tea a Londra sazia come un pasto, a meno che non si scelga il Tea Tox, bio e light (<a href="http://www.brownshotel.com/" target="_blank">brownshotel.com</a>).</p>
<p><strong>Ore 19</strong> Comincia lo spettacolo al <strong>Palace Theatre</strong>, 15 minuti a piedi dal Savoy. Il sipario si alza su un grande classico: <em>Singing in the rain</em>, che a detta di tutti è lo spettacolo da vedere ora (<a href="http://www.palacetheatrelondon.org/singin-in-the-rain/" target="_blank">palacetheatrelondon.org</a>, fino al 30 dicembre 2012, 2 ore e mezzo con un intervallo).</p>
<p>Mercoledì</p>
<p><strong>Ore 9,30</strong> La mattina comincia con una passeggiata lungo il <strong>Tamigi</strong>, direzione <strong>Big Ben</strong>. Di fronte alla torre dell’orologio c’è l’ingresso a <strong>Westmister Abbey</strong>, dove il giro con guida auricolare (anche in italiano) dura un paio d’ore (18 £). È una tappa fondamentale della visita di Londra, perché ne è la summa storica, dalla scissione della chiesa anglicana fino al matrimonio di William e Kate nell’aprile 2011. All’interno sono sepolti re e molti inglesi illustri, da Chaucer a Shakespeare, da Handel a <strong>Charles Dickens</strong>, il cui nome intarsiato in rame è stato da poco lucidato per le celebrazioni del bicentenario della nascita (7 febbraio 1812). Data la vicinanza, ci sta anche la visita al <strong>Parlamento</strong>. Dagli scranni degli uditori, quasi tutti cittadini interessati all’ordine del giorno e studenti, si assiste al dibattito (a sinistra il Governo, a destra, l’Opposizione) o si seguono gli interventi a telecamere ravvicinate sui monitor, coi sottotitoli in tempo reale.</p>
<p>In estate (fino all’8 luglio, poi dal 31 luglio al 7 ottobre), <strong>Buckingham Palace</strong>, residenza della Regina Elisabetta, apre al pubblico 19 sale, con le opere della Royal Collection, che comprende dipinti di Rembrandt, Rubens e Canaletto. Per il 60° anniversario del regno di Elisabetta II sono eccezionalmente esposti anche i suoi gioielli personali, tra cui la coroncina con 1200 diamanti appartenuta alla Regina Vittoria e da lei contestata per l’eccessivo peso (<a>royalcollection.org.uk</a>; ingresso: 18 £).</p>
<p><strong>Ore 12,30</strong> Pausa pranzo al <strong>South Bank Centre</strong>, il centro polifunzionale e teatrale con ristoranti, bar, sale di lettura, negozi di design, dall’altra parte del Tamigi (<a href="http://www.southbankcentre.co.uk/">southbankcentre.co.uk/</a>), poco oltre la ruota panoramica del <strong>London Eye</strong>.</p>
<p><strong>Ore 14,30</strong> Lungo il fiume si procede verso la <strong>Tate Modern</strong> (<a href="http://www.tate.org.uk/modern/">tate.org.uk</a>). La mostra da non perdere, fino al 9 settembre, è l’antologica per i 25 anni di opere di <strong>Damien Hirst</strong>, che proprio Londra conclamò grande artista contemporaneo. Temporanee a parte, l’ex centrale elettrica ha 5 piani che meritano di essere visti dalla prima all’ultima sala. Quadri, sculture, installazioni da Picasso a Louise Bourgeois e, in cima, un bar con le vetrate sulla cattedrale di St Paul’s e sullo skyline ultracontemporaneo: drink con vista emozionante (ingresso gratuito).</p>
<p><strong>Ore 17,30</strong> Attraversando a piedi il <strong>Millennium Bridge</strong>, capolavoro architettonico del 2000, si torna sull’altra sponda, quella di St Paul’s, dello Strand, di casa (il Base2Stay). Sulla via del ritorno, bypassata la cattedrale, su Fleet Street, c’è un negozietto, con l’insegna “Candies” antica come le vetrine e gli scaffali, che vende solo caramelle e leccalecca d’ogni forma e colore. Oltre che irresistibilmente goloso è anche uno spettacolo da vedere, l’antitesi dello store <strong>M&amp;M’s World</strong>, in fondo in fondo sempre dritto fino a Leicester Square. Inaugurato nel giugno del 2011, quest’ultimo è invece un supermercato di quattro piani dove si vende una sola cosa: il celebre cioccolatino, in tutte le varianti, dimensioni, tonalità e packaging immaginabili. Gettonatissimo tra bambini e ragazzini (e genitori allettati all’idea della casetta di Haensel e Gretel).</p>
<p>Da St Paul’, potete camminare per un’oretta circa. Fleet Street – non mancate di ammirare la facciata gotico vittoriana illuminata in viola del <strong>Royal Courts of Justice</strong> alla vostra destra &#8211; diventa Strand, la via dei teatri. All’inizio, sulla sinistra c’è il <strong>Savoy</strong>, monumento dell’ospitalità londinese, riaperto da un anno dopo un restauro totale. Entrate pure. Dalla grande lobby si accede al Grill, uno dei ristoranti di Gordon Ramsay, al negozio di praline e fiori, allo champagne bar Beaufort, e all’American Bar, il più antico di Londra, del 1893. Prima di sedersi a ordinare il <em>Pioneer Cocktail </em>di Erik Lorincz, nominato “Best International Bartender” nel 2011, fate un giro nel mini-museo che ne precede l’ingresso: tra conti, assegni, porcellane e fotografie di attori, racconta la storia del mitico hotel (<a href="http://www.fairmont.com/savoy/">fairmont.com</a>).</p>
<p><strong>Ore 19</strong> Sulla via del ritorno verso l’hotel, fermatevi alla Saatchi Gallery, che negli ottocenteschi quartieri generali del Duke of York espone le opere di artisti giovani e sconosciuti, oppure quelle minori dei grandi nomi. All’interno c’è un ristorante, il Gallery Mess, dove si mangia tra le installazioni, i quadri e le sculture. Oppure all’aperto (King&#8217;s Road, <a href="http://maps.google.co.uk/local_url?q=http://www.saatchigallery.com/&amp;dq=Saatchi+Gallery,+King%27s+Road,+London&amp;hl=en&amp;sll=51.485985,-0.16727&amp;sspn=0.038375,0.111151&amp;oq=saatchi+gallery&amp;hq=Saatchi+Gallery,+King%27s+Road,+London&amp;t=m&amp;z=15&amp;ved=0CBMQ5AQ&amp;sa=X&amp;ei=Pv_KT854w__-Bqbb3bgP&amp;s=ANYYN7lyGw4UIHa4Chsaw0xAm4_C5TsLhA">saatchigallery.com</a>; ingresso gratuito).</p>
<p>Giovedì</p>
<p><strong>Ore 9</strong> Sempre a piedi, a un mezz’ora dall’hotel, si arriva a un’altra icona urbanistica: <strong>Trafalgar Square</strong>, con la Colonna di Nelson e i suoi quattro leoni di bronzo, l’Admiralty Arch, la chiesa di Saint Martin in the Fields e la <strong>National Gallery</strong>, prossima tappa. La quadreria è immensa, divisa per epoche storiche, correnti, autori. Impossibile vedere tutto in una volta, e nemmeno in dieci probabilmente. Si può per esempio seguire il filone fiammingo da Bosch a Quentin Massys, autore dell’orrenda <em>Ugly Duchess</em> (1513), ai capolavori di Rembrandt e Vermeer. In alternativa, per un riassunto in un’ora dei masterpiece esposti, c’è l’autoguida all’ingresso sulla sinistra (<a href="http://www.nationalgallery.org.uk" target="_blank">nationalgallery.org.uk</a>).</p>
<p>Quel che resta del giorno, va speso a far shopping a Mayfair. Prima sosta da <strong>Fortnum &amp; Mason</strong>, regno delle delikatessen sulla Picadilly. Souvenir 2012: la scatola in latta per il Giubileo della Regina Elisabetta che lo scorso febbraio ha compiuto 60 anni di regno (<a href="http://www.fortnumandmason.com/" target="_blank">fortnumandmason.com</a>).</p>
<p>Di fianco, altro pezzo di storia è la libreria <strong>Hatchards</strong> (aperta dal 1797), che in vetrina rende omaggio a Charles Dickens con edizioni originali e a Queen Elizabeth II (<a href="http://www.hatchards.co.uk/" target="_blank">hatchards.co.uk</a>).</p>
<p>Sempre in zona, in 2A George Street, ancora una sosta prima di tornare in hotel e fare il (late) check out: un giro nel primo indirizzo londinese di <strong>Monocle</strong>, dove si toccano con mano le anticipazioni consigliate sulla rivista più <em>up to date</em> sul design e il lifestyle internazionale (<a href="http://shop.monocle.com/stores/london" target="_blank">shop.monocle.com</a>).</p>
<p>Info su mostre, tour, ristoranti, hotel di Londra si trovano sul sito dell&#8217;Ente del Turismo: <a href="http://www.visitlondon.com/" target="_blank">visitlondon.com</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Firenze la prima fiera del turismo culturale</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 13:42:58 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 maggio alla Fortezza da Basso di Firenze comincia Art&amp;Tourism, prima fiera dedicata al turismo culturale organizzata da TTG Italia. Per tre giorni fino al 20 maggio si parla di arte e cultura come motivo di viaggio con amministrazioni pubbliche, enti e istituzioni, musei, fondazioni, gallerie d’arte, operatori turistici, alberghi, agenzie di viaggio specializzate.</p>
<p>I viaggiatori “culturali” sono più di 300 milioni all’anno, e incidono sempre più sul flusso turistico dell’Italia, che per concentrazione di arte, monumenti, archeologia è uno dei più ricchi del mondo. Infatti cultura e turismo rappresentano complessivamente il 10% del nostro pil. Purtroppo però, questa ricchezza non è sfruttata debitamente né in tutte le sue potenzialità. Peccato, perché la risorsa a nostra disposizione è inimitabile e, soprattutto, inesportabile: chi vuole vedere il Colosseo, gli Uffizi, la Basilica di San Marco può farlo solo venendo qui da noi, soggiornando nelle nostre strutture, mangiando nei nostri ristoranti.</p>
<p>All’estero siamo famosi per la nostra storia millenaria e per le sue testimonianze, infatti, in quanto a capolavori del passato non abbiamo proprio di che lamentarci. Eppure il <em>Manifesto per la cultura</em> pubblicato lo scorso 19 febbraio dal <em>Sole 24 Ore</em> ha lanciato un sos per lo stato attuale delle cose. Come dice Armando Massarenti, responsabile del supplemento domenicale del <em>Sole</em>, noi italiani «siamo degli analfabeti seduti su un tesoro». Nel senso che non siamo consapevoli della nostra immagine e del nostro patrimonio. «Non abbiamo una cultura adeguata ai beni che sono nel nostro Paese. Bisogna correre ai ripari velocemente, (svegliarci, <em>ndr</em>) e creare un circolo virtuoso arte-turismo perché il nostro futuro è nella cultura, anche dal punto di vista economico». Come recitava il titolo del suo significativo articolo, <em>Niente cultura, niente sviluppo</em>. Le imprese culturali devono essere incentivate con sgravi fiscali, vanno aiutate a crescere, sono la nostra vera risorsa e quindi, in un certo senso, il nostro “petrolio”. “Cultura e ricerca innescano l&#8217;innovazione, e dunque creano occupazione, producono progresso”, si legge sul <em>Manifesto</em> del <em>Sole 24 Ore</em>. Basti pensare al ruolo economico fondamentale del turimo nelle nostre città d’arte che ridefiniscono il proprio modello di sviluppo puntando sul rinnovamento dell’offerta culturale per attirare visitatori.</p>
<p>Secondo uno studio dell’Ont (Osservatorio Nazionale del Turismo)<strong> </strong>del novembre 2011, “la tendenza ai viaggi più brevi ma ripetuti durante l’anno, la maggiore propensione alle vacanze attive, la diffusione di itinerari tematici integrati (cultura, enogastronomia, eventi) e di forme di fruizione alternative legate alle nuove tecnologie (app, card integrate, web 2.0) hanno permesso al turismo culturale di non risentire della crisi”. E per l’Italia, i dati lo dimostrano: nel primo semestre del 2011, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha registrato un aumento del 9,6% di visitatori nei luoghi della cultura statali, superando i 20 milioni di ingressi. Inoltre, per l’Organizzazione Mondiale del Turismo l’Italia è la quinta destinazione nel mondo in termini di arrivi internazionali, e lo studio dell’Ont conferma che “il nostro Paese è una delle mete più visitate e ambite del mondo, per l’immenso patrimonio storico-artistico che possiede, per la sua notorietà a livello internazionale e per la capacità attrattiva legata ai valori dell’Italian style”.</p>
<p>Non è un caso che la prima fiera Art&amp;Tourism si svolga a Firenze, culla della cultura italiana, città d’arte e capitale mondiale del turismo che nel 2011 ha superato gli 8 milioni di pernottamenti. Per tre giorni la Fortezza da Basso ospita 200 espositori su 4000 metri quadrati, 50 appuntamenti e workshop e circa 20 mila visitatori tra addetti ai lavori e grande pubblico (solo il sabato pomeriggio e la domenica), che troverà nei due padiglioni proposte per decidere dove andare in vacanza tra agenzie, tour operator, destinazioni che propongono viaggi di conoscenza e scoperta dei luoghi, dei monumenti, dei popoli.</p>
<p><strong>Fortezza da Basso</strong><br />
viale Filippo Strozzi 1<br />
<a href="http://www.artandtourism.it/" target="_blank">www.artandtourism.it</a><br />
Ingresso 8 €; studenti 4 €</p>
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